ed ecco che piccoli scarabocchi neri
ti tengono lontano da molte cose
alcol droga scenate incontrollate
telefonate sbagliate abbuffate
inappropriate
gastriti galoppanti psicanalisi
soffocanti
a portata di mano
basta un po’ di luce e un po’ di tempo
ma il tempo si trova sicuramente
soprattutto quando il cielo è così
incerto
e in televisione a lavoro e giù in
strada
hanno tutti lo stesso aspetto
ti aspetta ovunque tu l’abbia lasciato
sul classico comodino accanto al letto
su una sedia sotto una felpa
sul tavolo della cucina
sotto il barattolo di crema per le mani
accanto allo specchio
ho tolto la copertina lucida con il
titolo
sotto le dita voglio soltanto sentire
la carta
la carta e il suo profumo
l’odore di un bel libro è diverso da
quello di tutti gli altri
sa di salvezza
ha l’odore di quelle case in cui c’è
qualcuno dentro che cucina per qualcuno che ama
piccoli caratteri
migliaia di lettere che formano le
parole
le parole una dietro l’altra raccontano
le storie
tutti le sappiamo creare
tutti le possiamo stampare
ma pochissimi sanno confonderle con le
reali vite dei lettori
a volte penso che se non ci fosse stato
quel libro
sarei finita molto male
quando un libro è
-quel libro-
te ne accorgi subito
i sintomi sono gli stessi di quando ti
stai innamorando
--non riesci a smettere fino a quando ti
accorgi sulla sveglia che tra mezz’ora cominciano le tue lezioni a scuola
dall’altra parte di roma
-- tutto il resto sparisce dalla tua
mente mentre scorri quei piccoli segnetti neri:
spariscono le bollette da pagare
le mail a cui rispondere
i piatti da lavare
i flirt da evitare
quelli da coltivare
sparisce tutto il resto e non so se sia
un bene o un male
--desideri urlare al mondo il nome di
quel libro convincere tutti che non si può vivere senza e costringere tutti a
leggerlo e rileggerlo e a commentarlo su facebook
--vorresti incontrare l’autore e
baciarlo ripetutamente sulla fronte
--piangi ridi rifletti t’incazzi ti
spaventi ti innervosici ti agiti ti intenerisci ti incuriosici cresci cambi
impari disimpari
--non vedi l’ora di tornare a casa
perché nonostante vivi da solo hai la sensazione che qualcuno ti aspetti
ad aspettarti sono i personaggi di quel
libro
strano ma vero
diventano vecchi amici tuoi
che ti raccontano le loro vite
mentre scrivo sul mio pc
fuori dalla mia finestra
una coppia di ragazzi seduti su una
specie di gradino ricavato dal muro
stanno uno accanto all’altro
in crisi è evidente
lui guarda in basso con aria contrita e
occhi arrossati
lei gli tiene il braccio e gli
parla sorridente
tristemente sorridente
avrà paura di perderlo
vorrà ricordargli cosa di bello li tiene
uniti
si stanno per baciare
ma
lui è incerto
che pena!
che trovino un altro gradino accidenti!!
lui piange e lei lo abbraccia lo consola
gli carezza la faccia
chissà se lui ha un’altra
o se invece ha solo anche lui comprato
-quel libro-
tutto ciò mi porta indietro al periodo
dello sturm und drang
mi immedesimavo completamente nel
giovane werther
e all’epoca ero giovane davvero
leggevo e leggevo non smettevo di
piangere e di escludere il mondo esterno
finalmente un argomento a scuola che mi
prendeva
non ero mai stata così attenta
lo sturm und drang parlava finalmente
anche di me
e allora sì che studiavo approfondivo
andavo ben oltre i libri consigliati dalla professoressa capo
ancora oggi ogni tanto mi capita tra le
mani
-quel libro-
il libro che più di un genitore una
malattia un amore un’esperienza all’estero
ti riesce a cambiare
quel libro vale molto di più delle venti
euro spese
mi affido con anima e corpo a quei tipi
strani
si certo è tutto surreale:
i little people
la crisalide d’aria
l’esattore della NHK che bussa alla
porta come un pazzo e poi sparisce nel nulla
la splendida diciassettenne che ha
scritto il libro e che quando parla non usa punteggiatura
le due lune
sembra un mondo così lontano eppure
sfoglio le pagine obbligandomi a proseguire
lentamente
perché per la sete che ho
potrei finire la storia in una sola
notte
però poi così rimarrei sola di nuovo
sola con i miei dubbi e con le poche
persone giuste al mio fianco
quindi vado piano e entro nel mondo di Tengo
insegnante di matematica di giorno e
scrittore di notte
di cui forse sono anche un po’
innamorata
seguo con preoccupazione le giornate di
Aomame
sperando che
nonostante sia un’assassina
non le succeda niente di male
mi scopro dalla parte dell’anziana
signora che sostiene le donne vittime di violenza
e che finanzia gli omicidi di uomini
violenti
mi affeziono persino all’orrendo e
deforme Ushikawa
che pedina e fotografa le persone dietro
una tenda lercia
sarà che anche io
in fondo in fondo sento di vivere in un
mondo con due lune
le due lune
una accanto all’altra
brillano
nel cielo
gli altri non le vedono
questo è chiaro
ma io si
le vedo
da sempre
le due lune
una accanto all’altra
in cielo
le due lune
(roma 5.11.2012)
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