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23/12/25

la musica dentro: this christmas



la musica dentro: this christmas


vuoi dire ‘last christmas’

no no ‘this christmas’

ma non è quella degli wham

no: è quella di donnie hathaway!


la mia capa mi chiede di suonare qualcosa di ‘natalizio’

ma il mio repertorio natalizio

‘sucks’ 

allora mi spacco in due per studiare il pezzo difficilissimo

che lui però fa sembrare una passeggiata

di donnnie hathaway

artista che ha ispirato decine di artisti dopo di lui

non ultimo stevie wonder! 


tutti i detenuti neri cantano e tengono il tempo battendo le mani

i bianchi muti

non suono o canto particolarmente bene

ma dò la colpa alla tastiera giocattolo

e alla tosse 


ma perchè sono bianca?!

e soprattutto come mi chiedono gli uomini inglesi neri sulle dating app 

-come sei arrivata a quella musica?

io so solo che 

  1. sono bianca ma non è colpa mia
  2. da piccola ascoltavo soltanto (e 24 ore al dì) radio antenna uno che infatti suonava la musica d’oltreoceano i classici del soul motown aretha franklin marvin gaye… 


il tipo nuovo è da tenere d’occhio

è molto carino e sembra educato

ma

ho notato qualche piccolo comportamento tendente al ‘bullying’

e ho già cominciato a riprendere la confidenza che gli ho dato

visto che ho la tosse forte

mi alzo e vado verso la mia borsa per prendere una caramella al timo

torno al mio posto vicino a Cainel

e mi fa con fare che normalmente mi farebbe sorridere

-e dov’è la MIA caramella? non me ne hai portata una a me…?! -ttttz- 

e fa quel suono di succhiarsi i denti 

suono di disapprovazione

simile all’italiano -nz-


mh 

non approvo e mando un’occhiata esplicita 


poco dopo arriva la ragazza che lavora per il broadcast della prigione

ha un aggeggio della Rode che registra poadcast

tre microfoni 

è nera porta una parrucca di capelli lisci un visetto giovane 

un corpo tondo 

e ha un muso lungo (timida?)

la afferro subito e inizio il mio percorso ad ostacoli per farla sentire più a suo agio

metto il naso rosso del clown e finalmente

dopo un’ora 

fa il primo sorriso

e io sono sfinita 


si fanno le 4: la fine della lezione 

i detenuti aspettano che guardie chiamino la loro ala 

per essere riportati alle celle

la ragazza del podcast vorrebbe metter via i suoi strumenti ma

i ragazzi si avvicinano a lei

vogliono essere intervistati

vogliono capire come usare i microfoni 

vogliono cantarci dentro

vogliono essere degli artisti e non dei criminali per cinque minuti


Cainel aspetta rispettosamente il suo turno

si muove poco parla ancora meno 

osserva tutti e tutto

e ha sempre un piccolo sorriso sul viso

il corpo molto fermo e centrato 

quando tocca a lui

vuole registrare uno spoken che ha scritto


si mette le cuffie

e io e le mie due colleghe stiamo riordinando la stanza

mettendo via gli strumenti i testi

mettendo a posto le sedie

chiacchierando pacatamente 

come si fa con gli inglesi

al quel punto Cainel si gira verso di noi e fa

-ladies: un pò di silenzio per favore!


ma io non apprezzo la sua uscita

e mi giro di scatto con i miei evil eyes

-excuse ME???


la povera ragazza del podcast è bloccata lì

Cainel sta alla quarta take dello stesso pezzo

ricomncia sempre da capo

non è contento

si lamenta che la strumentazione non è professionale 

lei non ne può più e vorrebbe andarsene

ma è inglese

quindi abbozza


pian piano se ne vanno tutti

ad un paio assegno un paio di parole 

da cui posso prendere ispirazione per scrivere

una sorta di stream of consciousness 

ma anche un momento creativo

perchè io creo una parola ad hoc

sul momento 

uno si becca -rainbow

a un altro tocca -space 


penso sia un buon esercizio 

anche un modo per cambiare un pò la fonte di ispirazione

trovare un argomento diverso da 

soldi-potere-vendetta


il tedesco cerca di dirmi qualcosa

si avvicina zoppicante con il suo bastone e i suoi capelli luridi

ma il suo odore mi impedisce persino di mantenere quell’educazione minima 

quindi scappo velocemente inventando una scusa debole 


mi dispiace molto e mi sento vagamente in colpa

ma il mio senso più sviluppato 

reso ancor più sensibile dal long covid 

mi manda segnali di pericolo appena il povero B. fa un approccio 


quelli che mi conoscono da più tempo 


mi chiedono se passerò le feste con mia madre

alcuni l’hanno conosciuta all’evento dell’estate 

e quello più giovane 

commenta 

-it’s nice to be with family 



(londra 23.12.25)


























20/12/25

la musica dentro: i duetti di natale

la musica dentro: i duetti di natale



evento di natale 

sono tutti eccitati perchè stasera c’è l’esibizione del nostro laboratorio

di fronte ad un pubblico vero

compresi i potenziali finanziatori 

gli invitati sono tutti sulla settantina

vedo un mare di capocce bianche 

signore bianche e soprattutto

last but not least

ricche!


i detenuti indossano la maglietta con il logo del nostro progetto 

la maglietta rossa e la scritta nera

noi del team abbiamo la stessa maglietta ma 

in nero scritta bianca

anche loro avrebbero voluto quella nera 

ma non gliel’hanno concessa

perchè troppo simile alle divise dello staff 

non si vogliono confusioni


le prove vanno bene

ci sono un bel pò di ‘duetti’

ho messo insieme persone con talenti diversi 

tipo Leo

il ragazzino a cui ho donato la mia tastiera 

con il tipo sui 60 

Mike

che ha il pizzetto ormai quasi tutto bianco 

organizzato in una piccola e lunga treccina 

Mike ha scritto una poesia che è finita sul giornale della prigione 

e Leo ha imparato la sigla di un videogame di cui è fan 


poi c’è il duo Tom - Frank

hanno scritto il pezzo insieme

Tom in quest’occasione suona soltanto la chitarra 

ha un timing che fa paura 

Frank è alla voce

fa rap

anche se è bianco è parecchio inspirato e sa il fatto suo

il pezzo ‘bad habit’

il testo mi suona in bilico tra il violento e l’arrabbiato 

il riff di chitarra è ipnotico 

e il ritornello super accattivante 


quando lo suonano alla prova generale 

mi faccio coraggio e vado da Frank a chiedere spiegazioni

-siccome non è la mia prima lingua… mi dici di cosa parla il pezzo?

dice che è una metafora

e allude alle famose ‘rap battle’ 

prendendole un pò in giro


ah pensavo peggio!

mi rilasso un pò 


stiamo tutti cantanto il ritornello 


-I’m a bad I’m a bad habit 

violate MCs!


un altro duetto

Kej con il tipo reggaeton dai lunghi rasta

che ha la fidanzata siciliana

che lo aspetta in sicilia per aprire un bed and breakfast 

io mi piazzo alla tastiera giocattolo

avvio il beat scrauso ‘hip hop’

ha dei suoni talmente brutti che potrebbero essere scambiati per ‘cool’

da un Gen Z 

Kej mi fa cenno di abbassare il bpm 

arrivo a 90


attacca Butterflies e Darren entra dopo il secondo ritornello

il suo rap è on point 

e anche le sue movenze rilassate e grooviggianti 

sono infuocati!


il tizio nuovo 

Cainel 

non vuole provare il suo pezzo

è molto carino e ha un atteggiamento rilassato e laid back 

sembra sicuro di sè e 

come non tardo a dirgli

un pò -diva-


arrivano le guardie e chiamano le varie ali

-F wing!!

-D wing!!

….


i detenuti vengono riaccompagnati in cella 

noi ci avviamo con gli strumenti verso la cappella 

lì si terrà l’evento di natale

c’è un bell’albero addobbato 

e il team della liberty kitchen si sta dando da fare con i vassoi pieni di delicatezze

dalla cucina 

(orrendi praline torte e dolcetti inglesi che non offrirei al mio peggior nemico)


arrivano tutti i nostri criminalotti

hanno indosso la maglietta rossa con il logo 

e facce un pò tese per lo stage fright 

-are you guys ready?

faccio io da insegnante che motiva e incoraggia

e uno di loro con barba da talebano e colorito mortaccino mi fa

-are you ready MISS?

-I was born READY 

(sono nata pronta)

citando bruce willies in die hard 

e il tipo barbuto replica

-lo sapevo che avrebbe risposto così!


il pubblico comincia a prendere posto

la violinista Cassy fa un pezzo 

poi la mia capa Emily e l’altra cantante rossa fanno un duetto esplosivo 

serve un altro numero 

quindi tocca a me e a O bella ciao 

il pubblico è presissimo sin dai primi secondi

e battono le mani a tempo (!!!)


la cappella me l’aspettavo freddissima 

ha soffitti molto alti e lo spazio è enorme

ho in ordine 

-maglietta termale

-maglione a collo alto

-maglietta con logo

-calze coprenti

-leggins imbottiti

-gonna di lana rossa di mia zia


ogni cinque minuti 

mi tolgo uno strato

rimango infine in maglietta e calze (e gonna)


i ragazzi si mettono tutti in fila 

a cerchio

sono emozionati

e anch’io


le esibizioni riescono tutte meglio delle prove

tranne The greatest love of all

il tizio 

che è anche il poeta del duetto con pizzetto a treccina 

attacca in una tonalità inesistente 


Kej canta butterflies

finito il concerto gli dico

-nice one Kej

e lui in cambio mi dà un biglietto di natale 

scrive che mi è grato per aver creduto in lui

e aver insisito perchè cantasse 

 


(londra 10.12.2025)