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13/09/13

SYNTH o MATIC





note
brevi lunghe prepotenti bianche nere mai deludenti
impalpabili portatrici del sintomo
raccogliete il malessere degli esseri umani e trascinatelo con voi sul pentagramma
imponete loro le vostre sapienti pause
calmate con le consolatorie armonie le urla di un’evitabile guerra
curate con le sfacciate melodie il disagio della mente

distoglieteli con il vostro canto dall’autodistruzione imminente









(roma 13.9.2013)

08/09/13

mi dichiaro marito e moglie





mi sono passate tutte le voglie
oddio non starò mica per avere le doglie?
il problema sembra risolto alla fonte
nessuno più 
se non io stessa
mentre vomito oserà tenermi

la fronte








(roma 8.9.2013)

malditesta



che malditesta
devo proprio andare via da questa festa
la gente mi fissa
si vede che non sono più la stessa

caffè e latte scaduto
un viaggio segreto
annullato
meglio che mi lavi la faccia
e che metta su il mio vestito più scollato
via delle sale 25
la zona la casa il portone
sono gli stessi di sempre
ma io non ritrovo più le molliche
droghe giù nel lavandino
visi struccati ma perdutamente rivisitati annullati dannati
bugie nel portafoglio
si avranno tutti quanti ragione
ma qui intorno a me io non ce li rivoglio

ma chi siete?
tracce della mia gente
tutte sparite
di che parlate?
non capisco una parola di quello che dite tutte
stronzate

che malditesta
forse dovrei cominciare ad andare a messa
nemmeno una rissa
devo proprio andare via da questa festa

dov’è che sono le patatine s. carlo
i fonzies
l’aranciata e la sprite
dov’è che trovo
un po’ di vino bianco
un disco di madonnna o almeno di miles
dov’è il bagno
dov’è che si può parlare conoscere smettere di digitare
vomitare
dov’è che ogni volta precipita un sogno

ruggine sulle mie giunture
spavaldi i miei occhi un tempo spaventati
sfrontata e delicata
mi ritrovo qui senza una sola vera meta
ma che ci faccio io qui
questa non è più la mia festa
questa è la vostra
birre tiepide
pupille dilatate
cassa in quattro
quasi quasi me ne vado via di soppiatto
rubo un quadro di matisse
manco fossi occhi di gatto

sguardi annoiati
uomini dalle carriere mozzafiato
donne belle come abajour di mozambico
siete sereni
lì appollaiati su un manto di guano?

che malditesta
sta nascendo un fiore nella mia testa
mi offre una pasticca
devo andarmene da questa montagna di immondizia
perversa
statica
stantia
immensa
viene verso di me mi sta per raggiungere
pochi istanti e sarò completamente sommersa

che gran malditesta
sarà venuto il momento di iscriversi in palestra
non sono all’altezza
c’è un tizio accanto a me che non si sposta




(roma 8.9.2013)

11/08/13

e non sai dire il perchè






una luce si accende
dentro il mio pensiero
appannata la vista
ma mente lavora alla grande
metto a fuoco
non cambierà le cose
ma vi pare poco?

ultimamente me lo sono andata a cercare
il blues
appena ne sentivo l’odore
mi ci fiondavo a occhi chiusi
una volta trovato
difficile allontanarsi
difficile decidere di tagliare
difficile persino mettersi un paio di occhiali da sole
finchè c’è il blues
il blues di qualcun altro s’intende
l’inquietudine
è per un po’ messa a tacere
mentre scavo la tua di fossa
non posso scavare la mia
il tuo blues è dunque vitale
il tuo blues mi richiama
il tuo blues sa di sale
il tuo blues
oh il tuo blues
mi è aimè familiare

hei ma io qui
in questo punto preciso della terra
molto tempo fa
non ricordo perché
scavai una buca
sotterrai qualcosa
ora c’è una siepe malmessa e il cane ci piscia sopra
dovrò sradicare la siepe e sgridare il cane
andare indietro nella storia

scavo sudo e parole senza molto senso emergono
dal buio
ecco perchè ci ho messo così tanto a uscire da quel groviglio
ci sto a mio agio
nel fango
il tuo blues
grazieadio mi ha sempre distratto dal mio
il blues
fedele e paziente
qui dentro da sempre
è proprio come dicono

il blues
ti alzi la mattina
ti senti giù
la malinconia si impossessa di te
e non sai dire il perché






(roma 11.8.2013)

08/08/13

e tu dici che sono grassa






io nel microfono urlo le ingiustizie e scompongo armonie
nel microfono amplifico le passioni e quando il microfono non c’è
uso il vento
e tu dici che sono grassa

io mi accollo il peso del mio zaino e anche quello dei tuoi malumori
sorrido chiamo un’amica mi passo lo smalto inforno biscotti innaffio i nostri fiori
e tu dici che sono grassa

scalo montagne ogni domenica mattina
faccio lavatrici stendo panni miei tuoi e dei tuoi figli
conservo ancora mani bianche e morbide come gigli
e tu dici che sono grassa

preparo tartine a più strati stiro tovaglie e gonfio cuscini per la festa
tra gli invitati alcuni privilegiati e moltissimi i perduti
piango solo se sicura di non esser vista
e tu dici che sono grassa

come una gatta graffio e soffio a chi tenta di farti del male
chi ti gira intorno con il veleno da farti bere
io continuo ad amarti tutte le sere
e tu dici che sono grassa

io mischio colori ad olio e creo un colore mai visto prima
tu guardi film porno di nascosto
eccitato da un corpo giovane oleoso e snello
se ho fortuna quel giorno
prenderai il mio corpo e lo userai per scacciare via il tuo inferno

io faccio l’amore ogni volta come fosse l’ultima notte
tra le pieghe delle mie carni ti accucci come un neonato indifeso
tremo di fronte al tuo respiro
dimentico qualsiasi malinteso
ti accolgo dentro sorda cieca e incosciente
e tu dici che sono grassa

io ho subito in silenzio la mutilazione
privata del piacere velocemente ho imparato la lezione
ho subito in silenzio la violenza
privata della libertà lentamente riprendo la mia danza
e tu dici che sono grassa

ho visto bianchi schifarsi del nero e neri schifarsi del bianco
io né nera né bianca
custodisco gelosamente il segreto dell’amore eterno
io porto nella mia enorme pancia il futuro
gli spari le botte i lividi e gli sputi non possono nulla su ciò sento muoversi qui dentro
accarezzo l’idea che vivere dopodomani sarà meno impietoso
ho la nausea e presto so che non sarò più la stessa

e tu dici che sono grassa







(roma 8.8.2013)

06/08/13

felicidad




la luna mi osserva
la luna mi comanda
la luna con il viso stravolto
a volte si trucca a volte fa la matta
ma non noti le mie unghie
l’aria è finalmente fresca
il furore dell’acqua
le onde piene di bottiglie e di storie inquinate
i murales e la mia solita malinconia
la luna gioca a uno due tre stella con un paio di nuvole
ma sì ancora un paio di drink
simile agli altri e differente da tutti
ma non noti le mie unghie
lunghe
quanto tempo che non tocco un tasto
quanto tempo che non tocco una pelle come quella che hai tu
la luna sa
la luna nasconde la verità
la luna illumina gli occhi pieni di buio
la luna sa dove come quando e perché
ma non noti le mie ciglia
mascara e lacrime fanno le mie ciglia
recinto della mia inquietudine
l’inquietudine di un’adolescente chiusa in camera
la luna sbadiglia
il titolo è felicidad ma la prima parola è tristeza
la musica racconta sempre quello che c’è dietro il sole
ma la luna si fuma un sigaro
la luna non commenta
la luna se ne frega
fa il suo lavoro notturno senza fatica
la luna è femmina
è carina soltanto con chi non se la fila









ps.
buffo
ciò che mi spinge a scrivere
è ciò che spinge te a non leggere






(roma 6.8.2013)

29/07/13

domani






domani
domani farò quello che mi piace
oggi faccio quello che devo fare

nessuno le disse mai che era possibile
che era capace
che avrebbe potuto
nota dopo nota
costruire la sua storia su un pentagramma
troppe liti troppi pochi soldi troppi intoppi troppi buffi
sin da piccola la musica e i cantanti catturavano la sua attenzione
un giorno a cinque-sei anni
chiamò a riunione tutto il condominio
e li obbligò ad assistere al mini-show in cui si cimentava nell’imitazione di shirley temple
ballando e cantando i suoi successi più famosi
penso che fosse brava
la sua passione rimase per molto tempo compressa tra le quattro mura
davanti ad un enorme specchio si esercitava con passi complessi
cantava dentro allo shampoo imitando le voci dei cantanti che passavano su radioantennauno
la voce pian piano si forgiava
raggiungeva note che poco prima sembravano irraggiungibili
il ballo era conseguente e impossibile da frenare
su pezzi di luther vandross marvin gaye aretha franklin michael jackson
immorale rimanere fermi
certi giorni il tetto quasi veniva giù e la tempesta sballottava finestre e menti adolescenti ma
sole o pioggia
lei era lì a strimpellare il suo primo piano elettrico della casio
(c’era sempre qualche parente che non risparmiava la battuta
lei suona “a casio”)
ogni tanto uno dei suoi chiudeva bruscamente la porta della stanza
abbassa quello stereo! spegni quel piano! non cantare! basta!
e allora lì l’ispirazione subiva un’improvvisa accellerazione
via verso terre lontane
cuffie alle orecchie e fiori di solitudine tra le dita
a parecchi chilometri dalla sua stanza
oltre l’oceano
lì tirava tutta un’altra aria
i ragazzini della sua età cantavano
cantavano sui palchi
cantavano dai video colorati
cantavano nei dischi

domani andrà meglio
ma i guai familiari si fecero invece sempre più assillanti
tirava una gran brutta aria
finiti gli studi avrebbe trovato un lavoro per aiutare la famiglia
nel frattempo
la musica si intrufolava sfacciata tra le urla domestiche
non c’era giorno in cui la radio fosse spenta
dalla radio si potevano registrare i pezzi preferiti
niente computer niente internet e tantomeno youtube
c’erano però le note
e a quelle note erano attaccate voci struggenti e così vicine che sembravano provenire dalla sua stessa stanza
strano ma vero
ma le persone intorno a lei vicine per geografia e nascita
erano lontane chilometri rispetto a quelle voci
le voci che uscivano dalla radio sembravano invece più vicine di qualsiasi affetto
tenere per sè questa passione e rintronarsi di note
non fu difficile
fino all’estate del 1990
giugno 1990
ecco deviare il corso della sua vita
o quanto meno i colori intorno

esce tomorrow
la star del momento è tevin campbell
pupillo tredicenne di quincie jones
il pezzo è da matti
c’è un coro di ragazzini sul ritornello
c’è qualcosa in quel pezzo
c’è qualcosa che davvero parla del domani
c’è qualcosa che fa nascere idee e fa prendere il volo
qui c’è dentro il gospel il blues il soul il jazz..che cos’è?!?!?!!!!
una mattinata a tirar giù le parole
l’altra mezza a imparare le note
è impazzita e lo canta e ricanta a ripetizione!
domani davvero andrà meglio
eccola dunque in puglia
in vacanza dall’eccentrica amica della madre
nella cabina doccia c’è una bella luce
mentre l’acqua scende generosa
canta tomorrow a tutta voce
non so cosa sia stato
per la prima volta

sente

la sua voce

-non dobbiamo mai rinunciare ai sogni (davvero?)
-dobbiamo insistere essere forti e rincorrere ciò che desideriamo (e come..?!)
-domani andrà meglio (se vabbè..)
-se ci proviamo possiamo riuscire a volare in un altro posto (ma..dove?)

per la prima volta
la paura la distruzione la disperazione lasciarono spazio ad una piccola luce
una luce da sopra il vano della doccia
una luce piena di piccole paillettes e zeppa di musica
se non fossi schifosamente e perdutamente
atea
scriverei che era una luce piena di
dio


da quel momento
cantare
non fu più un post scriptum alla fine del racconto
cantare era diventato il titolo e il nome dell’autore
all’inizio del romanzo




(roma 29.7.2013)



"Tomorrow (A Better You, Better Me)"

I hope tomorrow will bring a better you, a better me
I know that we'll show this world we got more we could be
So you should never give up on your hopes and your dreams
You gotta get up, get out, get into it, get it on to be strong


If we try, we can fly to a whole 'nother place
All we need is belief and a smile on our face
We can go anywhere we want, any road we decide to take
And we're never, never, never too far from tomorrow today

If tomorrow is light in a place where there's none
Then now is the time to have faith in us all
Ya know we're all in this world and we all can belong
We gotta get up, get out, get over it, get it on to be strong

If we try, we can fly to a place in the sun
All we need is precious dreams and a friend we can trust
We can go anywhere we want, any road that we can take
And we're never too far from tomorrow today

Ev'rybody say tomorrow is just for us to share
And we're gonna send our message of love out ev'rywhere
There's a promise of love tomorrow has
Something special and it's something we know will last and last

'Cause we're never far away, never
One thing I can always be sure of
Far away, no never the promise of today

If we try, we can fly to a whole 'nother place
All we need is belief and a smile on our face
We can go anywhere we want, any road we decide to take
And we're never, never, never too far from tomorrow today
Ev'rybody say tomorrow is just for us to share
And we're gonna send our message of love out ev'rywhere
There's a promise of love tomorrow has
Something special and it's something we know will last and last

Ev'rybody say tomorrow is just for us to share
And we're gonna send our message of love out ev'rywhere
There's a promise of love tomorrow has
Something special and it's something we know will last and last

'Cause we're never far away, never
One thing I can always be sure of
Far away, no never the promise of today




tomorrow (better you, better me)
quincie jones feat. tevin campbell