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25/05/12

orchidee







molte orchidee


pochi orchifatti
servono molti orchisoldi
orchamiserialadra








(roma 25.5.2012)

22/05/12

tg


morire morire morire
questi telegiornali moderni hanno proprio preso una brutta piega
ma gli autori che aspettano?

benvenuti al telegiornale dell'una e trenta
apriamo con una notizia dell'ultima ora
in trentino alto adige
a brunico in provincia di trento
un gruppo di ragazzi tra i diciotto e i vent'anni
sono andati a fare una gita fuori porta
sono tornati dopo il tramonto
luminosi e sereni
con la luce nei capelli
il rossore dei baci dati
e sono tutti
vivi
vivi
vivi





(roma 22.5.2012)

21/05/12

le uova in trippa



quando queste due cose succedono (contemporaneamente) nella mia vita
che mi manchi e che ho una fame nera
ecco che tra le tue ricette
ne tiro fuori una veloce e che richiede ingredienti quasi sempre presenti in casa
ecco che mi preparo le
uova in trippa
per starti ancora una volta vicina

darò a voi lettori affezionati
la ricetta delle favolose uova in trippa
io mi ritrovo la ricetta tra le dita
senza nemmeno saper bene come
viene da ricordi antichi
da un'epoca in cui l'inquietudine già si formava
ma una cucina piena di fumi e profumi
la tua cucina
per qualche ora la calmava

potrebbe esserci qualche errore
ma non madornale
ma il gusto e il successo del piatto
sono garantiti

uova in trippa
ricetta per:1 persona
tempo di preparazione: 15 min.
spesa: euro 1.50 circa
difficoltà: *

ingredienti:

due uova fresche
una cipollina fresca
latte
sale pepe
olio
parmigiano grattugiato
polpa di pomodoro (200 gr. Circa)
e se ve la ritrovate nel frigo (difficile): mozzarella

preparate in una padella un sughetto ristretto con la cipolla tagliata a metà olio sale e la polpa di pomodoro
nel frattempo sbattete bene le uova in una terrina assieme ad un pizzico di sale e due cucchiai di latte
mentre il sugo di pomodoro va a fuoco medio cuocete una crèpe (frittata) sottile in un altra padella antiaderente (se avete -come me- il polso d'oro lanciate la crèpe in alto come solo i grandi chef o i fanatici usano fare)
quando è pronta e cotta da entrambi i lati mettetela in un piatto e tagliatela a striscette facendola sembrare una trippa
aggiungete la “trippa” al sugo e ripassate in padella a fuoco alto
se avevate trovato per miracolo una mozzarella nel frigo e non è ancora verde
gettatene qualche pezzetto nella padella facendola squagliare un po'
quando il sugo si è ben bene attaccato alle striscette riversate la trippa nel vostro piatto (rigorosamente piano) e spolverate una manciata abbondante di parmigiano reggiano grattugiato e del pepe (se non soffrite di colite)

e ualà ecco le uova in trippa
che persino la suocera fanno star zitta




per amore
preparavi piatti romani
alternandoli a piatti della tua tradizione
io ti guardavo con occhi incantati
il cuore tranquillo e seduta sulla scaletta
scrivevo su un blocchetto i nomi dei passanti
e una volta tanto
nessuno mi metteva fretta
io
con un piccolo mattarello stendevo la pasta accanto a te
tu
con il tuo sconfinato amore mi salvavi per sempre dalla perdizione
con le tue sfoglie mi distraevi dalla violenza e dalla solitudine
poi costruivi una casa di biscotti
e tamponavi così le mie ferite di zucchero ancora caldo
con un mestolo pieno di crema
addolcivi la mia infanzia sbilenca
un risotto ai funghi e il vuoto si riempiva
burro sul pane e un po' di sale
un bicchiere di latte
i tuoi occhi limpidi mi seguivano attenti
ricordo il tuo bracciale di lama d'argento sporco di farina
ora brilla intorno al mio scarno polso
e lo sento talvolta suggerire alla mano
come dirigere la cottura
quando scolare la pasta
quando aprire il forno
come imburrare una teglia
come creare felicità
con una semplice lasagna




(roma 21.5.2012)

le cose migliori si fanno da soli








sin da piccoli siamo tormentati dalla dolce quanto ingannevole fregnaccia:
tutto è più bello se si è in due
le favole i parenti saggi i film d'amore
tutto organizzato per farti andare fuori strada
ma poi crescendo
pian piano ci si ravvede
ci si scotta
si diventa saggi
si mette a fuoco il pericolo numero uno:

L’ALTRO



 




aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah!
quando si è ancora
incoscienti
spensierati
eccitati
brufolosi
insomma adolescenti
l’altro non fa ancora così paura
infatti di frequente ci si fidanza
ci si immola ad un amica sola
si promette l’eternità del sentimento
che follia non metter in conto il dolore il conflitto il tormento!
insieme
al cinema in piscina a danza nel tragitto verso scuola (a/r) alle feste in vacanza
primo viaggio in macchina prima sigaretta prima serata in discoteca prime pippe prima passata di smalto prima bugia ai genitori primo tacco dodici (non pervenuto) prima depilazione primi appostamenti primo superacolico primo sale
insomma
tutto
poi
lentamente e inesorabilmente
dopo circa una quindicina d’anni
finalmente ci illumina la scritta
-l’altro è pericoloso-
e sotto
-le cose migliori si fanno da soli-
 
 
ho viaggiato con fidanzati con parenti e con amici
e anche da sola
ho vissuto con genitori con coinquilini strani (eri) e con un uomo
e anche da sola
ho fatto del sesso con dei ragazzi
e anche da sola
sono andata al cinema in compagnia
e anche da sola
ho suonato su palchi con molti musicisti
e anche da sola
ho fatto shopping e capato mucchi di vestiti usati a porta portese con amici
e anche da sola
 
 
e posso affermare che non c’è storia
nessuno può essere all’altezza dello stare con una persona sola
quella che ti somiglia di più
quella che ti conosce da quando sei nata
quella che quando vomiti è lì con te con la faccia sul lavandino
te stessa
ci vai abbastanza d’accordo
ti sorride quando tu sorridi
sta in silenzio quando non hai voglia di parlare
canta con te senza stonare
 
 
un filosofo eroinomane andava dicendo:
l’uomo è un animale sociale
sinceramente
vi sembra davvero che la natura dell’uomo sia quella di ricercare il contatto umano? di desiderare un reale scambio? di condividere le emozioni che lo attraversano??
quel filosofo di certo ignorava il successo di facebook
al suo posto semmai
mi sarei fermata poco prima e avrei forse affermato
l’uomo è un animale
 
 
è il primo a voltare le spalle
a tradire
a fuggire sentimenti e difficoltà
a scappare dall’amore
ad aggredire se confuso
a voler prevalere sull’altro
a imporre i propri desideri in maniera prepotente o passivo-aggressiva
certo
l’analisi porta ad una maggiore consapevolezza e ad un controllo dell’impulso attraverso una mente più evoluta
ma di quanti è prerogativa? quanti hanno fatto quel percorso e conoscono se stessi così bene da permettersi il lusso di avere un comportamento sereno corretto e positivo all’interno della società?
ok si sono andata fuori tema scusate mi lascio prendere la mano
e la tastiera va da sola
dicevo
se potessi
la maggior parte dell’anno lo passerei ritirata su un cucuzzolo
unico contatto con il mondo esterno
il contadino che mi porta uova fresche pane latte e verdura due tre volte a settimana
e il wi fi
beh certo
ho detto che sono monticiana
non
tibetana
 
 
sarà che mi annoio
molte delle persone che incontro dopo un po’ mi fanno cascare braccia e tette
la stupidità dilaga
nessuno è in contatto con se stesso
figuriamoci se lo è con l’altro sesso
donne e uomini
che disastro
le donne
in questo momento storico
sono più cretine che mai
le peggiori mi dispiace dirlo ma manco troppo
sono le zitelle
ah scusate si dice single
le sento raccontarsi favole perché disilluse e tradite dai loro amori o risucchiate dalla solitudine
continuo a malsopportare discorsi deliranti
 
 
non mi vuole perché è spaventato
non mi richiama perché ha paura
non esce con me perché sono troppo per lui

e lì divento pazza
dexter in confronto è un agnellino
non entro nel merito della questione ma so che 99 volte su 100
se uno non ti vuole non è che
ha paura
è che
non gli piaci dio santo!!!!
eppure molte donne hanno una gran difficoltà ad ammetterlo
il fatto di non avere l’intelligenza di dire come stanno i fatti almeno alla persona più importante (te stessa)
mi fa sbroccare
invece gli uomini sono semplicemente
da un’altra parte
non si è ancora capito bene
da quale parte
se ce lo dicessero forse qualcuna di noi potrebbe farci un salto
ogni tanto
la curiosità verso l’altro (sesso) è una cartolina degli anni ’60 ormai
la donna non sembra più rappresentare quel mondo sconosciuto e intrigante
che l’uomo brama e osserva ammirato e titubante
le donne sono una seccatura
corpi da incontrare dopo un drink e solo se proprio si è sicuri che sia per una volta e basta
per carità ci sarebbe il rischio di conoscersi meglio di scoprire di piacersi di aver voglia di andar persino a cena assieme o raccontarsi i propri desideri!
parlano fitti fitti di argomenti noiosi e maschili
macchine- viaggi all’insegna dello sport- marche di strumenti o nomi di colleghi più sfigati o già arrivati
se capita una donna nel loro gruppetto
la fanno sentire trasparente
non le rivolgono quasi parola
non fanno domande
non dimostrano alcun interesse
perché perché perché lo fate?!?!?!
gli uomini oggi
vanno in giro conciati come froci da copertina di vogue
si concentrano sulla loro scheda d’allenamento
sulla gestione della loro carriera
sullo stato del loro strumento
spendono per scarpe alla moda
passano ore a litigare al telefono con la mamma
per gli occhiali da nerd di dolce e gabbana
ma manco morti sanno più corteggiare una donna
con un fiore
un libro
una parola
 
 
il perché l’ho detto
manca la curiosità
l’attrazione
l’intelletto
 
 
che rapporto hanno con le donne?
prendiamo facebook
molti uomini usano pubblicare foto di sederi tondi e di magnifiche donne in minigonna e tacchi a spillo che cambiano una ruota di una ferrari (?) o anche spiritosissime vignette sulla stupidità femminile
e le donne dal loro canto che fanno?
ricambiano a dispetto pubblicando le foto di gionni depp in canottiera o del calciatore analfabeta/belloccio di turno che esce dall’acqua con un corpo da sogno (?)
mumble mumble…..
davvero “l’altro” si riduce a questo?
per ora sembra di si

conclude l’autore
dal momento che è così complicato
avere a che fare con un altro essere umano
trovo che sia necessario assecondare la propria natura
 
 
prendo un autobus e me ne scappo in campagna
con un cestino pieno di panini cocacola e molta premura
aspetto il tramonto sdraiata sul prato
da sola
con i miei sogni e il sole che mi fissa rosso e sfacciato
nessuno che si aspetti risposte alle sue domande
nessuno con cui contrattare il da farsi
nessuno con cui cominciare una discussione
nessuno con cui dividere i tre panini
nessuno con cui sentirsi più soli
in effetti
 
 
non sono sola
sono solitaria
chi è sveglio ne capirà il senso
chi è addormentato si sveglierà tutto sudato



(roma 21.5.2012)

13/05/12

il cambio di stagione

il primo caldo
i primi raggi di sole
gli odiosi turisti che già seminudi conquistano roma
le prime spaghettate a fregene

oh no!
è arrivato il momento più difficile dell'anno
il cambio di stagione
lo temo più della morte
e lo rimando così tanto
che mi ritrovo a giugno con un pullover di chachemire a collo alto
a dicembre in canottiera e sandali greci ai piedi
rischio l'infarto
tutto questo
perchè non voglio affrontarlo
non me la sento proprio di aprire l'armadio
essere aggredita dal mio disordine
essere schiacciata da piumini maglioni jeans gonne pantaloni felpe
responsabilità
essere sovrastata dalle mie rigidità
essere ricoperta dall'odore di naftalina e della mia ultima storia
malfinita
proprio non mi va
e invece tocca farlo e tocca pure avere un criterio preciso
giuro che
quando sarò ricca questa sarà la prima spesa
della lista
pagherò una persona
per fare il cambio di stagione nel mio armadio
un professionista con esperienza
e lo dovrà fare senza che nemmeno
io
me ne accorga

separarerà i ricordi dai piumini
piegherà le giornate troppo calde
riponendole poi nell'anta accanto
stenderà malumore e lenzuoli
riempirà buste di ore al mare spensierate
farà prendere aria al pessimismo
scuoterà per bene il passato dalla finestra
ravvierà sconfitte
metterà in lavatrice amicizie e amori arrivati alla fine

ma ora che sono povera in canna
tocca a me il cambio di stagione
apro il primo sportello: maglioni e felpe
ho già la rosolia
mi scoraggio
lo richiudo di scatto
cazzo faccio?
riapro lo sportello
l'odore dell'inverno
dio
l'odore dell'inverno
accidenti sono già il suo ostaggio

sudore e frustrazione
impregnano i tessuti
ma io sono ancora qui
sono ancora più forte
e non vorrei non averli mai
vissuti
piego e sposto
apro un altro sportello
calzini calze calzettoni
alla sola vista della lana
già mi vengono i bubboni
accidenti se sono disordinata
non trovo più quella minigonna verde bottiglia
che tanto amavo
sarà finita sotto chili di aspettative
o sotto il stava così male a mia figlia

da un lato la busta con i vestiti che non metto più
ma come è difficile
separarsi
anche solo dalle
cose
come è dura decidere che quella maglia nera con le spalline piene di perline indossata solo una volta in dodici anni
non fa più per me
nel '98
quando l'ho comprata
mi piaceva pure
ma che ora
è finita
ma che forse un giorno farà felice qualcun altra
quella maglia
piena di spalline perline e di mie luci spente
non sarà andata perduta
anche se io non l'ho più voluta

ecco quasi quasi ce l’ho fatta
mancano da metter via gli stivali
e da liberarsi di due trecento acari e ragnetti vari
accumulare è sempre stato naturale
ma da quando sono grande
ho perfettamente imparato ad eliminare
tutto a posto
molti vestiti in meno
sbuca dal mucchio la maglietta grigia sbiadita
è la tua
di quando hai dormito qui una volta
prima di cambiarmi la vita
la getto nel cesto destinato a sant’egidio
poi la riprendo
la indosso
aiuto
la sfilo
ho un’idea
la ritaglio
tiro fuori i colori e i pennelli
e lancio la mia nuova linea di magliette
riciclate
riciclo i sentimenti
meglio che buttare quelli vecchi o comprarne di nuovi
scusate
deliro
ma è il cambio di stagione
che mi ha dato il capogiro










(roma 13.5.2012)

spaghetti alla buona



oggi vorrei scrivere e condividere
la ricetta di un favoloso primo
che ho di recente creato
e di cui vado orgogliosa

li ho chiamati spaghetti alla buona
dunque farò le cose come si deve
proverò a fornire le quantità esatte
i tempi e la difficoltà impiegati
anche se confesso che io vado un sacco a Q. B.
perchè quando si hanno queste due cose in cucina
la mano e l'amore
si ha tutto
come a letto
del resto

ricetta per spaghetti alla buona
quantità: x 1 persona (se poi viene male potete sempre invitare un'amica a cena)
tempo di preparazione: 20 minuti
difficoltà: *
 
100 grammi di spaghetti de cecco
metà confezione di pelati Ciumachella (confezione da 250 gr.)
1 spicchio aglio fresco
1 cipolla fresca
peperoncino
4/5 pomodorini secchi sott'olio fatti in casa da una zia amorevole
olio extravergine d'oliva
sale
prezzemolo
una fetta di pane di lariano

mentre aspettate il bollore dell'acqua nella pentola
dopo aver tagliato la cipolla a fettine sottili
e schiacciato l'aglio sotto un bicchiere
adagiateli nella padella con olio sale e peperoncino
dopo un leggero soffritto
aggiungete nella padella i pomodorini secchi tagliati molto piccoli
aggiungere anche i pelati e il prezzemolo tagliato fino
far andare a fuoco medio
quando l'acqua bolle
salate e buttate gli spaghetti
quando gli spaghetti saranno
di lì a poco
un po' più che al dente
scolateli e gettateli nella padella ancora sul fuoco
alzate la fiamma e ripassate
servite su un piatto piano
bicchiere di vino bianco freddo
pane di lariano per la scarpetta finale

la gioia del palato e di almeno due dei cinque sensi
è assicurata
per tutto il resto
per il momento
non vi posso aiutare




(roma 13.05.2012)

02/05/12

del rione Monti



io non abito a “MONTI”
io SONO di rione monti

il I° rione di roma
sono MONTICIANA
eppure DOC
porca miseria!

come tramanda lo stornello romano
una tempo le monticiane non erano seconde a nessuno
manco alle trasteverine

dice che sono le mejo donne

rubbacori e forti come colonne
le numero uno

in quanto a forza fascino e voglia di litigà
e infatti eccomi qua
non sono mica una di quei radical chic da quattro soldi
non porto a spasso il cane a via dei serpenti
non faccio “cinema”
non bevo drink annacquati con nomi impronunciabili ai tre scalini
non vesto alla moda e non ho la parlata strascicata
parlo romano e accorcio i verbi soprattutto se so arrabbiata
sono fiera di essere monticiana
i miei motti più sentiti
meglio esseme amico che nemico
meglio famme un vestito nuovo che invitamme a cena fuori
meglio un cesto di cipolle (oggi) che un mazzo di fiori (domani)

questo rione favoloso
è ormai popolato da gentaccia
è bello soprattutto la notte
la mattina presto
durante i ponti
a ferragosto

perchè nun ce stanni li stronzetti a infestallo tutto coi tacchi a rocchetto e i discorsi da frocetti

-sai ho girato un corto a marrackesch che andrà in onda su skype
-davvero? e hai saputo di marianna? si è trasferita a parigi per un corso di biodanza
-si lo sapevo perchè il suo nuovo compagno frederick ..l'ho incontrato proprio l'altroieri al village
-ah eri a new york?
-si sono andato alla festa di separazione della mia amica frenzy
-ma dai potevi dirmelo! anch'io ero a new york per un articolo...
-ma dai avrai sicuramente incontrato olimpia allora....ha lanciato la sua linea di gioielli nell'upper..!

chiacchiere volatili
un bicchiere in mano e la sigaretta nell'altra
nessuno guarda mai negli occhi l'interlocutore
gli occhi servono per guardarsi attorno
non per ascoltare
che sciocca
ancora mi sconvolgo

quando mio nonno regalò ai due giovani sposi la casa qui al rione
mia madre voleva chiedere di già il divorzio
disse rione monti?
zona malfamata
mignotte ad ogni angolo
solo papponi e delinquenti!

mai avrei creduto
di dover rimpiangere i papponi
nel futuro

ora non mi va giù la trasformazione di questo quartiere
fichetti alla moda con occhiali da nerd
escono dalle enoteche con uno spritz
negozi di mobili tanto cari quanto oribbili
negozi di vestiti chic
teeeerie
ristoranti bio
enoteche
parrucchieri trendi
persino l'antico forno
che faceva una pizza bianca da sturbo
e che era prima il centro del quartiere
ora è il rinnovato ritrovo dei fanatici e delle signore bene
c'hanno persino suonato dentro il jazz
è l'inizio della fine

quand'ero piccola io
mi venivano a cercare e mi portavano via dalla piazzetta
era il ritrovo preferito della peggio feccia
lì dove oggi sorseggia il caffè la raffinata compagna di monicelli
c'era il rischio che in due minuti ti sparivano braccialetti e anelli
ora quella stessa piazzetta brulica di
ficaggine drinkaggine benessere sciccheria
quando per sventura ci passo davanti
mi viene una stretta al cuore e mi tocca cambiare via
in mezzo alla piazza c'è un'edicola
a dodici anni comprai lì il mio primo giornaletto porno
ora quell'edicola nemmeno li vende più
che degrado
dove finiremo di questo passo?

che significa essere monticiana?
che mi piacciono le cose semplici
che dico sempre quello che penso
che se vedo un'ingiustizia divento una popolana
che so cucinare e mangiare bene
che sono cresciuta a calciare un pallone per strada
che vado al mercato a fare la spesa
ah e che so capare le verdure
che te ce manno se mi fai incazzare
che ho orgoglio coraggio e fierezza da difendere un popolo intero
che io non prendo “l'aperitivo” ma semmai (dopo) un digestivo
che non vado a mangiare il sushi ma faccio la scarpetta alla trattoria a madonna ai monti

al rione monti
il tramonto è poi la cura di ogni male
il sole scende sulle foglie degli alberi
dentro villa aldobrandini se non stai attento
rischi di perderti
le rondini raccontano le loro giornate
con le loro voci rubate alle fate
i san pietrini ti tirano tranelli ad ogni passo
che se non porti le pianelle ai piedi
passi la serata al pronto soccorso

e poi arriva ottobre

se capiti nel rione in quel periodo
fai i buffi per prendere una casa in affitto
c'è l'ottobrata monticiana
la festa del rione
gruppi che suonano e strillano per le strade
portano avanti la tradizione romanesca
il trio ponentino e i suoi stornelli sfacciati
per due tre giorni la vita sembra tornata
la stessa
rosette con salsicce
pasta e fagioli con le cotiche
tavolate di monticiani e inbucati
si rivolge addirittura la parola al vicino
in quei giorni ci si scorda di facebook
vino a profusione
facce note del quartiere
che si incrociano e si sorridono
per quell'unica volta l'anno
stanno tutti di buonumore

sono monticiana
nata vissuta cresciuta nel rione monti
ho visto mode passare
neve alternarsi al sole
puttane trasformate in signore
camminavo verso scuola alla fine della strada
e il pomeriggio giocavo nella villa fino a tarda sera
non sono “di monti”
non abito “a monti”
non prendo un aperitivo “a monti”
io sono monticiana
cioè una romana vera
voi altri nuovi arrivati
con quell'aria da finti poveri e superimpegnati
sappiate che se comprate una casa qui oggi
vor dì che c'avete i soldi
non che appartenete
al rione monti



                                                          il trio ponentino a porta portese





(roma 2.05.2012)