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18/10/24

la musica dentro: la prigione ti fa bello


torno in prigione 

-stavolta ti tratterranno 

commenta mia madre 


è una delle più antiche prigioni di massima sicurezza londinesi 

stavolta tengo un workshop 

spiccano tre personaggi degni di nota 


Kurt 

inglese 

nero 

sulla cinquantina 

bello come il sole 

alto due metri 

fa rap è timido e sta in disparte 

sembra chiuso lì dentro per sbaglio


Joe è bianco basso e secco

ha occhi azzurri e forse un tempo era biondo cenere 

ma ora ha i capelli castano scuri in seguito all’assenza di lavaggio 

faccia distrutta dalla droga 

due o tre denti in bocca 

ha in mano 4 o 5 pagine scritte fitte fitte


Red è mixed-race 

personalità spumeggiante e dominante 

enorme fisicamente e emotivamente

2 denti d’oro

2 tatuaggi in faccia

2 sigarette vape tra le dita 

scrive balla canta 

ha un sorriso per tutti e una saggezza tutta sua

street smart

come dicono 

si ricorda che il mio nome inizia con A 

e poi dopo due tentativi si ricorda

A le ss ee a


c’è una sola guardia nella stanza con noi 

capelli biondi occhi azzurri e labbra rosa

sorriso dolce e voce d’angelo 

non apre bocca e partecipa al workshop con la presenza


oggi dopo aver usato le carte della musica do circulo per il warm up

suono un chorus di un pezzo di Common 

letter to the free 

l’altra cantante si chiede se sia appropriato (in prigione)

io fingo di non capire che intende 


attacco a suonare gli accordi

su una tastiera giocattolo di quelle che hanno i beats 

premo il tasto e parte un beat 

lo rallento e lo adatto al mio groove 

Kurt il bello si avvicina 

comincia a dondolare la testa impercettibilmente 

come solo i neri fanno

quando approvano

io mi vedo già con il velo e un matrimonio attraverso il vetro 

attacca un free style e poi si ferma e fa 

-no I can’t

-perchè?

-perchè quello che stavo per dire non è ‘appropriate’


sto per dirgli 

tranquillo hai la licenza poetica 

ma non vorrei creare problemi in prigione 

ai prigionieri 


Red entra in gioco 

meno timido e più sfacciato 

attacca un rap multidisciplinare

le liriche sono intense ma lo stile è rilassato 

in alcuni momenti squittisce come un ratto parte della performance

si alza in piedi 

fa twirking 

le liriche sono così veloci e strette che fatico a capire tutto 

ma capisco di certo quando fa

-I been thinking 

been thinking about ESCAPING-


(sono stato a pensare parecchio - a pensare di EVADERE)


e la guardia 

che finora ha tenuto un sorriso angelico 

torna immediatamente seria 

lo fissa e gli lancia uno sguardo da ergastolo 


dicono che sia una delle guardie più dure 


quando Kurt riattacca la sua strofa

ha uno stile completamente diverso da Red 

rimane seduto

è dimesso 

ha una voce scura non sorride 

è meno violento e meno espressivo

si impappina dopo circa 4 minuti straight di liriche strettissime 

ma tutti siamo in estasi e lo incensiamo 


comincia una rap battle tra Kurt e Red

c’è un gran rispetto e poca competizione

i problemi cominciano quando il bianco con due denti

Joe

pensa di saper rappare e vuole dire la sua 


i due fratelli lo lasciano fare 

ma sono tesi e hanno un sorrisetto sarcastico 

ma sono sempre tutti inglesi

anche in carcere

e lo lasciano finire


il brasiliano nel suo pessimo inglese mi dice 

-you’re my favourite guest 

ma tutti capiamo -guess 

e gli facciamo ripetere la frase 4 volte 

finchè lo capisco arrossico e mi si scioglie l’intestino 


uno dei nuovi chiede se si può avere il laboratorio di musica

2 volte a settimana invece che una sola 


sembrano dei bambini in un kindergarden 

quei bambini definiti ‘disruptive’


mi sembrano tutti belli 

non so e non chiedo cosa abbiano fatto 

non è per quello che sto lì

so che c’è un talento enorme in quella stanza 

e il talento è separato dal giudizio personale 


cosa che non ci riesce quasi mai 

perchè è umano mettere assieme tutto 

e fare il binomio bello = buono  

talentuoso = integgerrimo  

attraente = intelligente 


quando ci chiudiamo la porta alle spalle 

ho la testa in fiamme

e lo stomaco rigirato 

alcuni dovrebbero stare su un palco no dietro alle sbarre 

quasi ci si dimentica che anche il peggiore dei criminali 

ha bisogno di esprimere sè stesso 

e che nel 90% dei casi il motivo per cui è diventato un criminale 

è perchè non gli è stato permesso 

di esprimere sè stesso 



food for thought 




(londra 18.10.204)



la musica dentro: un prigioniero è per sempre


un prigioniero è per sempre

ho cominciato un nuovo lavoro come performer/singing facilitator in una prigione maschile di massima sicurezza

un team di cantanti-musicisti classici porta ogni settimana la musica in prigione

loro cantano Mozart
io Steve Wonder

si aprono le sbarre 

e ci ritroviamo al centro della stella

la prigione è stata costruita nel 1842 

prigione cat. b di massima sicurezza nel centro di Londra 

conserva da allora lo stesso identico scheletro a forma a stella 

4 ali che partono dallo spazio centrale secondo un piano detto *panopticon 

(*che fa vedere tutto)

è costruita in modo da poter controllare dal centro della stella quello che succede in tutte le altre ali e tenere un occhio sui detenuti 


entrare nella prigione è come dover passare i controlli di heatrow stansted e luton 

tutti in mezz’ora 

mi sequestrano subito i due evergreen sempre presenti nelle mie tasche:

-burro di cacao labello alla fragola 

-gomme da masticare 


-è la prima volta?

-si…

-respira…. 


camminiamo tra le corsie labirintesche 

mi guardo attorno butto un occhio nelle minuscole aperture delle celle 

ma lo ritiro subito 

oscillo in un continua lotta tra curiosità e rispetto 

su qualche muro si leggono frasi ispirate da Muhammad Ali a Bob Marley


l’odore è pungente e i pavimenti sporchi 

non ci sono finestre che danno sull’esterno

l’unica fonte di illuminazione è il neon


un paio di detenuti con le classiche tute grigie

-good morning 

gli facciamo noi al nostro passaggio 

sono appoggiati fuori dalle celle e hanno l’aria sconfitta annoiata scoraggiata 

ma salutano con un sorriso


apriamo e richiudiamo porte e sbarre al nostro passaggio 

i prigionieri sono tutti maschi

le guardie sono tutte donne 

ci fermiamo in una delle ali più affollate 

ci sono una ventina di detenuti fuori dalle celle

un paio di guardie 

attacchiamo la tastiera

montiamo l’asta 

il lettore cd collegato allo speaker

un attimo: manca il reggi-tastiera! 

-nessun problema 

spicco io con il mio problem solving

vedo una pila di vassoi giganti sorretti da un carrello per portare i pasti

me ne impossesso:

ora abbiamo il reggi-tastiera 


i prigionieri sono tutti maschi
le guardie sono tutte donne

i tre fantastici soprano, contralto e tenore
attaccano un atto del Così fan tutte a tre voci
io dopo di loro faccio O bella ciao
chiedo ai cantanti lirici di cantare sul ritornello
è un momento meraviglioso
sono commossa e emozionata
e ignara di star per ricevere una proposta eccezionale

la mia performance ha un gran successo
io sono seduta e attendo la prossima esibizione
si avvicina uno dei prigionieri che riconosci perchè indossano la stessa tuta grigia chiaro
è nero distinto con viso gentile e sui 60
impacciato mi fa
-miss, I don't know how to talk to you
non so come parlare con te
e io -beh prego.. dimmi....
esita un attimo
sorride intimidito
poi si avvicina ancora e si accovaccia per venirmi più vicino

-I'd like to LIVE with you: do you think it's possible?

non sono sicura di aver capito bene perchè
'live' in inglese è simile a 'leave'

-I'm sorry... what?' ma lui ripete identico
-I'd like to LIVE with you: do you think it's possible?
-yeah... no I don't think that's possible

ora
non saprò mai se il signore mi ha proposto
-vorrei VIVERE con te oppure vorrei ANDARMENE con te

in entrambi i casi
è la prima volta in vita che un uomo me lo chiede.
Freud che direbbe?


#seguitemiperaltrericette

(18.10.2024 londra)