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23/08/15

ah roma





ah roma
bella roma
magica e sorprendente roma
nasoni imprevisti e sanpietrini malmessi
mi dormi dentro al cuore e ogni tanto ti svegli con qualche detto antico
"bella se vede
bona se sà"
bella e tragica come solo i romani sanno
ma per salvarla ci vorrebbe una rivoluzione
e i romani nun vonno

ah roma
bella e malinconica
ex caput mundi
regno degli artisti dei barboni e degli immondi
mi somigli in tutto
la pelle
le parole
la faccia tosta
la lingua lunga
l'ironia amara
il verbo distrutto

qui sperduta nei fumi dell'algida londra
mi compari dinnanzi
senza domandà er permesso
col tuo sole bollente
le trattorie cariche
le battute volgari
una risata a mannà via la paura del futuro
esse tristi o pagliacci nun è ammesso

ah roma
mia stupenda roma
bella e malata
stavolta te lo devo da dì:

hai proprio fatto nà porcata




(londra  23.8.2015)

13/07/15

5° turno alla vecchia aquila







inconsapevole protagonista di un libro di murakami
io
ogni azione
anche la piu’ sciocca e routinaria
acquista peso e significato
nulla è sprecato
certo non ho perso il gatto io
ma manco l’ho ritrovato

mi sveglio bombardata da baci appassionati
scaricati uno dopo l’altro come se fossero proiettili di un mitra spietato
sbuffo ma esulto
mi tolgo i tappi dalle orecchie
caffè del giorno prima
+
latte freddo
=
cappuccino freddo

inizio perfetto

struccata
spettinata
pallida
indosso le bat-scarpe e vado a far jogging nel parchetto dietro casa
la bella notizia è che le nuvole scure minacciano pioggia
quindi non dovrò faticare molto
le intemperie mi costringeranno aimè a tornare a casa in quattro e quattr’otto
e invece manco per niente
il meteo mi è ostile
le nuvole tengono e mi tocca sgobbare
addominali
piegamenti
bestemmie
ecco ho finito
niente più mi separa da jane fonda

addominali piatti o piatti di spaghetti?
meno male che posso contare sul secondo libro della quadrilogia che mi sta togliendo il sonno
-l’amica geniale-
la scrittrice è ignota
si nasconde dietro il nome di elena ferrante
nessuno sa chi sia veramente
andrò a cercarla alla fine della saga
il problema è che quando finirò anche il quarto libro
mi toccherà vivere la mia
di vita

ma oggi sono nervosa
il libro non mi calma
nella testa le notizie che appaiono su yahoo
tra
“come liberarsi dei punti neri”
e
“10 trucchi per sembrare più alte”
c’è anche questa:
per l’interruzione del ramadan i nostri amici estremisti non si sono fatti mancare nulla
hanno comprato 100 donne siriane
per soddisfare le loro smanie sessuali
alcune pagate 1000 euro
altre cedute loro a mo’ di dono dalle famiglie
complimenti alle famiglie
in effetti a pensarci bene
unica alternativa percorribile è comprarle le donne
impossibile rimediare delle donne disposte a scopà con loro

impossibile dare un giudizio intelligente
l’occidente spietato e accecato dalla smania di ricchezza
l’oriente sempre piu’ simile a game of thrones
gli estremisti jhadisti come i lannister
finora ero tranquilla
ma poi persino a john snow gli hanno fatto la festa
è la fine
l’unica è ricorrere a un meta-lupo

il mondo sta bruciando
ma la vecchia aquila mi chiama

fa un caldo bestia e persino gli impassibili inglesi oggi perdono colpi
dominique dalla camicia hawaiana
passo a ritirare le cinque pinte vuote e mi fa
-ti ho già detto che hai un buon odore?
e vabbè
l’indiano tenebroso
(segreta passione di gill la signora del vino rosso che fa la manager musicale)
perde il suo aplomb dopo il terzo jagermeister e sbotta:
-will you marry me?
e pure lui è andato
chi però mi lascia davvero speechless è il mio educatissimo landlord
ho mai parlato di noel?
un attraente cinquantaquattr-sessant’enne irlandese
disponibile elegante e simpatico
mi piace ma:
si siede al bancone e si mette animatamente a chiacchierare con me e un altro abituè del pub
salvator (detto sal)
sudamericano parrucchiere gay sessantenne con capelli color pantegana bagnata stretti in una coda di cavallo lurida
cagnetti gay e fidanzato schizofrenico a seguito

sal è suo affittuario e mio vicino di casa
chiacchierano fitto fitto e noel si spara intanto almeno 6 pinte di guinnes come se fosse limonata
lo so perché tocca a me fargli la guinness
e servire una guinnes ad un irlandese
credetemi
non è impresa facile
quasi come servire un cappuccino (scuro senza schiuma al vetro con cacao)
ad alessia piermarini 

mi avvicino e faccio l’errore di domandare
-ma di che parlate così “fitto fitto”…?
noel risponde:
about you ass

è come se nella favola di biancaneve apparisse da un momento all’altro rocco siffredi

dominque invece opta per un corteggiamento più velato di un 10 denari
-i tuoi occhi splendono come l’acqua del mare dale 4 alle 6 del mattino
-mmmh
-e che sorriso che hai … stupendo.. abbagliante…
-mmmh
-e poi hai un ….
sono costretta ad avvicinarmi perché abbassa di colpo la voce e si copre le labbra come se avesse azzardato troppo 
-un...?
faccio io pronta all'insulto
-hai un lungo naso..
non ricordo come si dice “embè” in inglese ma poi sostituisco il concetto e rispondo inacidita
“so what?”
e lui:
-you know what that means?
- ….
fa con il dito e il pollice l’inequivocabile gesto internazionale e sussurra

-lots of money

mah
per ora prendo 7 pound l’ora e non sganci mai nemmeno mezzo centesimo di tip

attacca per fortuna la band del mercoledì
chitarristi
ukuleli
percussionisti
violiniste
folk irlandese e qualche escursione nel blues
molti hanno il tuo viso
altri sono rubati al capo dei bruti di got
tutti i musicisti cantano a squarciagola seduti al tavolo grande di fronte al bar
fiumi di birra e accordi presi al volo
la vecchia aquila invero ha il suo perché
io servo strongbow a manetta e armonizzo gli sconosciuti canti
dal fondo del mio palato
ti penso




12.7.2015

29/06/15

4° turno alla vecchia aquila




entra un tipo strano
sulla quarantina alto e secco 
cammina a stento facendo completo affidamento su un bastone dalla testa a forma di teschio argenteo
bretelle e cappello marrone con fiore giallo gigante applicato
zaino con altri 3 bastoni di diverse fattezze
unghie nere da chi dorme dove capita
sono indecisa tra la droga o la sla
mi fa simpatia
ha un’aria intelligente
mi chiama con il ditino e mi comincia il discorso con ‘sweetheart’
però io (di tutto il discorso) capisco soltanto
 ‘sweetheart’..
sembra volere un complicato cocktail di cui non so nemmeno l’esistenza
chiamo la collega la quale fatica a sua volta ad avere a che fare con il tipo
vuole un drink
ma lo chiama cocktail
quindi non si capiscono e entrambi si innervosiscono
lei torna al bancone e ne fa un riassunto degno di nota
-he’s an asshole
il tipo rimane lì per ore
ordina involtini thai dall’aspetto avvincente
poi un riso con verdure
poi altri drinks
guarda tutti gli altri e anche nessuno
entra un’abituè del pub
una donnetta paffuta che generalmente si spara un’intera bottiglia di vino rosso
da sola
e in un’ora
ha il viso martoriato
chiazze rosse
mentre parla si gratta la faccia e si massacra la pelle

la paffutella mi rivolge la parola in aramaico antico
e io per cambiare discorso visto che non so assolutamente di cosa parli
le faccio
-what’s your name again?

sulla mia destra l’eccentrico segue la conversazione con lo sguardo
mi sembra educato girarmi e rivolgere anche a lui la stessa domanda
-and what’s your name again?
l’eccentrico mi sorride e polemico mi fa
-I never told you my name: why did you say ‘again’?
e a me tutt’ad un tratto non mi sopraggiunge come si dice in inglese:

senti bello c’avrai pure la sla ma sei comunque un grandissimo rompicoglioni


dopo un paio d’ore passate a suon di birra e vino rosso
l’eccentrico al tavolo 2 e la paffuta al bancone fanno due parole
lei gli fa
-sono preoccupata: dove vai a dormire stanotte? non puoi stare per strada..
-non c’è nulla di cui ti devi preoccupare
la rassicura lui
poi l’eccentrico-stronzo tenta una manovra seduttiva nei confronti della mia collega
la quale essendo anche lesbica
non accoglie minimamente e taglia corto negandogli la richiesta di poter dormire nel pub per quella notte
la paffutella alla fine della sua bottiglia
ha ormai perso lucidità
ma non l’empatia
lo invita a dormire sul divano di casa sua
anche se è un perfetto estraneo
lui accetta
la mia collega è preoccupata per la paffutella
fissa il tizio dritto negli occhi e lo avverte con un tono che non ammette sgarri
-be mindful
lui sorride sprezzante
-I’ll be more than mindful

la strana e appena formata coppia lascia infine il pub
instabili sulle gambe in bilico sulle vite
ma capacissimi di ascoltare sentire scrutare legare
dunque
vivere





(london 29.6.2015)

24/06/15

3° turno alla vecchia aquila





ho scoperto che il proprietario del pub
mi stima e ha detto che gli piaccio
tiro un sospiro di sollievo perché è brusco e ombroso
si piazza a un tavolo e gioca a carte con i suoi amichetti ottantenni
mi guarda in cagnesco e mi ha ripreso già un paio di volte

il pub è obiettivamente delizioso
non lo dico perché ci lavoro io
strumenti musicali di tutti i tipi attaccati alle pareti
chitarre vecchie come il (buon) vino
fisarmoniche
rullanti
tamburi
un’intera vetrata dipinta a mano affaccia sul giardino interno del pub
dal soffitto sulla vetrata pendono decine di ‘allarga-scarpe’ di legno
non chiediamoci il perché
profumo di pub antico
i miei vestiti sono imbevuti da quel profumo quando torno a casa e anche i giorni a seguire
apprendo che poco più cento anni fa il pub era diviso a metà
bianchi da una parte
neri dall’altra
non c’è da stupirsi se i pub sono frequentati prevalentemente da bianchi

c’è un tipo a cui ho servito un bel po’ di pinte
sta bello sbronzo e ha un accento marcato
mi vede sorridente prende dunque coraggio si appoggia al bancone con aria confidenziale e mi fa
-I don’t want you to get depressed but….
e poi comincia un discorso praticamente in arabo antico
un po’ è cockney un po’ è mbriaco
io gli continuo a dire
I’m sorry I don’t understand you
ma infine scandisce meglio e capisco:
un caro amico con cui di solito bevo qui al pub
è in ospedale e non so se ne uscirà

mi intenerisco al punto che sto per offrirgliela
la settima pinta
ma poi invece gli chiedo i 4 pound e gli dico
-brindiamo a lui
e aggiungo predittiva
-don’t worry: everything will work out fine

moh
speriamo sia vero

la mia collega del turno di oggi è un uomo
appena mi presento mi accoglie con un complimento bizzarro ma apprezzato
-hai una bellissima dentatura
la tipa è piena di tatuaggi su cui spiccano i due su entrambi i polsi dalla scritta minacciosa
(o religiosa?)
--thank me –
è bravissima professionale e svelta
mi illumina sulla corposità delle birre
mi spiega il perché vadano servite in certi bicchieri
c’è un bicchiere che ha un tondino sul fondo che stimola la produzione di bollicine
geniale
vado pazza per questo tipo di cose!
mi chiede se ho un ragazzo e mi racconta della sua ultima relazione con una donna andata male
la tizia con cui stava è partita per l’africa per occuparsi dell’ebola
ha fatto il biglietto senza avvisarla e a cosa fatta s’è fatta uscire la voce

il bartender è un po’ come uno psicologo
i casi umani qui dentro si sprecano
il cliente medio si aspetta la stessa cosa sia dal barista dietro il bancone che dalla birra nel suo bicchiere:
devi essere frizzante accogliente fresca risolutiva capace di fargli scordare che lavoro fa /quanto(poco)guadagna/il matrimonio distrutto/l’abbandono della consorte/la morte di Max il cane fedele compagno di sempre

due amiche centenarie si incontrano al pub
una delle due insiste per offrire
prendono mezza pinta di birra a testa
le servo e mi sento chiamare dal furbo Peter
molto educatamente mi riprende
-non voglio insegnarti il tuo lavoro MA
mi dice
- dovresti sempre riempire il bicchiere fino al bordo… chiedi loro se desiderano che tu lo faccia!
adoro questa conduzione familiare del pub
tutti si impicciano di tutto e di tutti
si salutano anche se non si conoscono
anche se ognuno è seduto per conto suo
ogni tanto si scambiano una parola
mentre attendono che gli effetti dell’alcol addolciscono la fatica da cui si sentono schiacciati
e io verso dolcezza
e mi pagano



(londra 24.6.2015)