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18/05/14

Bignami aggiornato dell'evoluzione di parole sentimenti azioni relazioni e altri impicci






                  2000                                                                           2014



occhi                                                   >>>>>             iphone

orecchie                                              >>>>>             iphone

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flirt senza impegno                             >>>>>             tag

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posso avere il tuo numero di telefono? >>>>>         sei su facebook?

ti trovo attraente                                   >>>>>         like

mi piaci ma ho bisogno dei miei spazi  >>>>>          status: relazione aperta

ti lascio                                                  >>>>>         ti tolgo l’amicizia da fb

ti lascio ti odio                                      >>>>>         posto mia foto con nuovo partner

io qui che piango e te stai già con un'altra: ti voglio morto
>>>>>            imposto foto con nuovo partner come foto profilo

sono sexy                              >>>>>   selfie in bikini a ostia con labbr all’infuori stile herpes

ero sexy                                >>>>     foto con colori alterati (si vede che è una polaroid)

sarò sexy          >>>>>  foto di pasto a base di polpette vegane al sedano e zenzero in salsa di avocado

è uno sfigato/nerd/soggetto     >>>>                        ha un blog

saper cantare                          >>>>>                       autotune

non saper cantare                   >>>>>                        autotune

condividere pensieri/idee/uomini/pasti >>>>>         condividere foto di beyoncè o del proprio cane

muoio dalle risate                        >>>>>>>>            lol          
               
ho detto una bastardata ma dai..non ti offendere   >>>>>   :)

m’hanno rubato il portafoglio!            >>>>>           spotify

pensieri passeggeri idioti e inutili        >>>>             twitter

spioncino della porta                           >>>>>            bacheca di fb

occhiolino                                            >>>>>            poke

ti rigo la macchina                               >>>>              ti taggo in una foto in cui sei orribile

profumo dell’aglio e olio                      >>>>>          profumo dell’aglio e olio

sabbia che scompare scivolando tra le dita     >>>>>           sabbia che scompare scivolando tra le dita

assaggiare la tiepida temperatura delle lacrime >>>>>         assaggiare la tiepida temperatura delle lacrime

ballare                                                     >>>>            ballare

il vento                                                   >>>>>           il vento

                









(roma 18.5.2014)


07/05/14

tuttapposto






tuttapposto
ci penso io
non c’è problema
tranquilla

tu’ttapposto
io m’apposto
non c’è rischio
devi solo stare rilassata

tuttapposto
sai che festa
non c’è la birra
è proprio questo che mi stressa

tuttapposto
non ti devi preoccupare
mi devi lasciar fare
tu ti devi soltanto affidare

tuttapposto
ma non ci sono i soldi
né vedo contratti
non raggiungiamo un accordo
e resta poco tempo

tuttapposto
ci penso io
tranquilla
entro stasera ti faccio avere tutto
ok ok ..sarà forse il pre-mestruo?

tuttapposto
si ok ma qui invece tutto è saltato
era prevedibile o dovrei dire premeditato?
non so come dirlo
ora urlo

tuttapposto
senti un po’
ora vorrei dir la mia
a costo di sembrarti maleducata
troppo diva
una sola parola e poi andrò via

ecco arrivare la parola
riassunto del mio pensiero e indice del mio strazio
dopo averla detto certo nulla andrà a posto
ma sarà più equilibrato il nostro rapporto
prendi la palla al balzo
del resto a te è andata meglio del previsto
scusa ma per arrivar fin qui mi sono fatta un gran
mazzo
la parola è quasi arrivata
è sulla punta della mia lingua
fa rima con intrallazzo
hai indovinato è proprio



CAZZO

24/04/14

a song for you: stabilmente in bilico





la faccia di Miles presto bucherà il vetro
i suoi occhi taglienti e alterati stanno per scavalcare la cornice del poster appeso al muro
verrà verso di me
con una sola domanda: che cos’è il jazz? 
mentre sul pianoforte sottili dita femminili fanno strage di cuori
gli arpeggi mi guidano verso un pensiero lontano
tra i tappi di mille vini e gli aromi di cento liquori
pochi anni fa sedevo io a quel piano
la faccia di Miles dietro le mie spalle mi teneva d’occhio minacciosa
una delle mie prime volte
canto e suono
che miracolo
quasi tutto ad orecchio
non conosco un accordo
non saprei dire la tonalità di un pezzo
eppure c’è un gran silenzio
e ci sei anche tu quella sera
tu con l’inseparabile tua compagna (mia madre)
tu con il tuo respiro affannato ma non così tanto da declinare un mio invito

io preoccupata di tutto
di non saper suonare
di un repertorio noioso
di non trovare l’ispirazione
di distrarmi per il sentir parlare
di aver bevuto troppo
di non aver bevuto troppo
di sbagliare gli accordi
di non rispettare gli accordi

ma filò invece tutto per il giusto
verso
suonavo quel che piaceva a me
non quel che gli altri conoscono
non quel che gli altri vogliono sentire mentre ammiccano a quello seduto a fianco

tra il bianco e il nero
quella sera io flirtavo con i tasti
anzi no non flirtavo affatto ora che ricordo meglio
mi fidanzavo in casa ad ogni contatto

le mie dita incerte trovano l’armonia
le note giuste
il senso
trovo il coraggio a fine concerto
monto su quel pezzo e ci rimango stabilmente in bilico
quel pezzo che aveva di me cambiato tutto
sfido il confronto con i miei irragiungibili precedessori
non mi importa
giacchè è il fuoco che mi scorta
nessuno in tutto il club ne sa nulla
tranne te
e ora tocca a me
sono emozionata e temo il tuo giudizio
ma stasera la voce il corpo e le dita sono un tutt’uno con la melodia
capisco finalmente il vero significato di quel testo
-se queste mie parole non hanno senso
ascolta bene la melodia
è lì che si nasconde il mio amore-
tu stasera brilli d’orgoglio
ricordo le tue parole a fine concerto
ricordo di aver lasciato un pezzetto nella tua tasca
il tuo è qui con me
ancora lo conservo





A song for you
Leon Russell

(roma 24.4.2014)

12/04/14

rec








oggi è quel giorno
quel giorno in cui l'impalpabile sarà inciso
il giorno così tanto desiderato che
vedendolo arrivare davvero
gli dò del lei e arrossisco in viso
oggi è il giorno della storia mia
dopo oggi non importa cosa è stato nè cosa incontrerò sulla via
importa solo aver lasciato una pur impercepibile
trasparente
disperata
viva
sottile
scia







(roma 12.4.2014)

06/04/14

Happy (Pharrel Williams) Acappella & Multitrack by Alessia Piermarini







Happy (Pharrell Williams) Acappella & Multitrack by Alessia Piermarini

H

A

P

P

Y



(Pharrell Williams)

Acappella & Multitrack di Alessia Piermarini.



TUTTI I SUONI SONO PRODOTTI DALLE CORDE VOCALI, MANI E FORBICI DI ALESSIA PIERMARINI.


Clap: Alessia Piermarini
Scissors & Charly: Alessia Piermarini
Harmony 1: Alessia Piermarini
Harmony 2: Alessia Piermarini
Harmony 3: Alessia Piermarini
Background vocals: Alessia Piermarini
Melody: Alessia Piermarini

Recorded by Martino Onorato
Mixed by Giulio Pierucci
Directed by Lorenzo Orlandi
Edit by Lorenzo Orlandi
Produced by Artefatti Prod. (Lorenzo Orlandi, Andrea Latino)
Special thanks to Giorgia De Cristofaro

Per iscriversi al mio canale youtube:
www.youtube.com/subscription_center?add_user=alepiermarini


Dedicated to Arrigo P.




03/02/14

A.P. e la ricerca del tempo perduto




non intendo scrivere di ciò che io e te non faremo mai più assieme
scriverò piuttosto di ciò che io e te abbiamo fatto
di ciò che considero Dio
di ciò che insieme al sangue
scorre per sempre nelle mie vene
                              
                                        

stesse iniziali
stesso cap e stesso indirizzo
stessi colori
stessi occhi grigio-azzurro

tu dirai e smettila con questa storia non se ne può più
si
-qui abbiamo tutti gli occhi azzurri-
dobbiamo festeggiare
questo è il primo pezzo del blog che leggerai da chissà dove
e so che lo leggerai come sempre prima di tutti gli altri
di fissazioni del resto ne ho sempre avute parecchie
chi verrà al mio funerale? piangeranno? quanti saranno… che diranno?
tu mi prendi in giro
e tutt’ad un tratto
eccomi qua a me a piangere al tuo di funerale
che scherzo infame

non scholae sed vitae discimus
basta non lo voglio più sentire
l’ho capita bene la lezione
me l’hai ripetuto migliaia di volte
non c’era addirittura bisogno di morire

che scherzetto del cazzo
che m’hai fatto
prendi e senza un saluto
nel tuo stile
te la squagli di soppiatto
tu lì sdraiato e pallido
nel tuo vestito blu cobalto
il viso sereno
il sorriso beffardo
come ti permetti un simile azzardo?

m’hai fregato
m’hai tolto tutto
ti ho dimenticato
troppe chiacchiere
troppe siringhe
troppi lividi
troppo ossigeno indesiderato

tu non respiri
io litigo con tutti
tu dipendi da una bombola
io scrivo libri incido dischi suono in una bettola
tu silente
io un fiume di parole
tu mi daresti ogni cosa
io distratta non mi accorgo
che è ora di cambiare l’acqua alla rosa

non scholae sed vitae discimus
l’hai già detto migliaia di volte
vieni a dirmelo un’ultima volta in faccia
se c’hai il coraggio e se veramente c’è vita dopo la morte

non posso dormire
non mi lasci andare
sterminata la tua progenie
vorrei ancora una volta soltanto
poterti salutare

ma qui tu te ne freghi
e vivere è spietato
mi ritrovo qui dunque da sola
nella tua cucina
la cucina dove ti hanno sdraiato su un materasso malmesso
certo meno malmesso di te
(qui tu diresti: ecco….)
ho rubato la sveglia bianca
ricordi? l’allarme per i dolci da sfornare
prima ancora gioiello di tua madre
che dolore cane
se almeno fossi un po’ meno atea
adesso potrei pregare
pronunciare un mantra
dire frasi del tipo: ora finalmente starà bene
cercare la tua reincarnazione
mentire
invece eccomi qui
disperata
non trovo un nome per quel che mi capita
senza fiato
senza più te
e di spiegazioni più che mai avida

ma tu te ne freghi
mi lasci qui a litigare con tu fratello
mentre tu giaci qui a fianco già cullato dal sonno eterno
mi lasci qui
a sopportare persino il falsetto fuori luogo della nipote tua ormai straniera
a sentire frasi dell’orrore
-dio è giusto-
ad accendere candele per ricordarti che io sono qui
anche se non sempre ci sono stata
-la cera potrebbe colare
rimango di sasso
gli imbruttisco
accidenti
sento che la mano si sistema per organizzare uno schiaffo

non riesco a mettere il mio misero foglietto
nella tasca del tuo impeccabile completo
non riesco a pronunciare che parole senza senso
al capezzale del tuo mistero
ho solo un po’ di righe e un braccialetto staccato dal mio polso
vorrei poter allungare la mano e fare la mia mossa
ma la bara mi fa paura
sarà un miraggio
ma mi sembra che tu respiri ancora

tu io e la ricerca del maledetto tempo perduto
da una madeleine
inzuppata nel tea
parte il ricordo
gli odori e i sapori di quella cucina
per sempre forgiano le mie raffinate narici e le mie esigenti papille
per sempre nei ricordi di un’infanzia addolcita
da quella stessa cucina
regno tuo e di tua madre prima
proust uno sconosciuto
-ma come fai a leggere quel mattone?

sera dopo sera
tu mi avvolgi nella coperta dal disegno tigrato
io già dormo
è tardi
mi prendi in braccio e mi porti da un piano all’altro
ora io avvolgo te
ti avvolgo in un piumino su un sostegno severo
e tu già dormi
è tardi
troppo tardi
devo lasciarti andare al tuo asfissiante destino prematuro

un vecchio cammina di notte
parla e urla con lo sguardo implorante volto al cielo
non ha pace
non trova le sue lacrime
non vuole lasciarti andare
non prima di lui
gli sembra innaturale

chissà che vita hai fatto
nessuno lo saprà mai
calmo inquieto
aperto introverso
vivo morto
sereno incazzato
felice depresso

che nessuno osi però alzare la polvere
guardare sotto il letto
aprire i cassetti chiusi a chiave
indovinare la password del tuo pc
quel che ci era dato di sapere di te
sapremo
tutto il resto
è nascosto tra le pieghe dei tuoi fragili capelli color della cenere
sussurrato al vento
svelato ai miliardi di pixel delle foto hai fatto
raccontato da mille piatti fumanti
mascherato tra le schegge del tuo umorismo
sparso tra i tuoi equilibrati consigli
scritto nei tuoi silenzi









 (roma 3.2.2014)