non è chiaro come ma partirò dal mio nome “alesis” dal greco 'colei che difende' ne vedrete delle belle e anche delle tremende no non è un blog è la mia arringa contro il flop chi mi ferma è spacciato chi mi segue è visionario
TRANSLATE MY BLOG TO YOUR LANGUAGE!!
09/10/18
quello che gli artisti
che delusione sei
no che delusione sei tu
ecco finalmente cos’è che fanno gli artisti:
a differenza degli altri
i non artisti
non aspettano che l’amore si trasformi in odio
e che l’odio si trasformi poi in rassegnazione
per poi inseguire segretamente una nuova infatuazione
no
gli artisti non aspettano tutto questo
vanno via
prima
vanno dove sanno che potranno
scrivere dei versi
mettere colore su tela
straziare una chitarra
ballare ad occhi chiusi davanti ad uno specchio
gli artisti fanno da filtri in amore
quando l’amore è in scadenza
ne raccolgono i rimasugli
li riciclano
gli artisti sanno come far fruttare quel che resta di quel che fu
quella robaccia che gli altri rifiutano
o trasformano in sentimenti più accettabili della cruda e definitiva
-è finita-
gli amori impossibili e gli amori finiti
gli amori perduti e quelli tossici
eccoli tutti nascosti nelle pieghe di piccole e sconosciute sculture
nei particolari del prato in un quadro naif
nascosti nella melodia di un pezzo dalla tonalità oscura
nelle foglie di basilico che friggono in padella
o forse mi inganno
sono soltanto dei bambini
dei codardi
degli infantili sognatori
individui disfunzionali
noodles
(9.10.18 london)
28/08/18
> <
ho sospesi con i morti
e difficoltà con i vivi
bloccata tra due paesi
in bilico tra due slang
se rimango qui
perderò l’ottobrata monticiana
e gli ultimi anni dei saggi
se torno alla città dei nasoni
alla vita mia che mai gli racconto più?
la mia vita
la vita mia
ma in parole povere?
ricordo quando ancora dicevo
- la mia vita
quando ancora dormivo mangiavo parlavo cantavo uscivo ragionavo discutevo
ma in apnea e sott’acqua
ho provato a prendere una boccata d’aria
lontano
e
l’amore
inopportuno
mi è venuto a scovare
per sedurmi sfacciato
per menarmi i suoi pugni in testa
urlarmi contro la faccia
ghiacciarmi i piedi
lasciarmi scalza e infreddolita
incazzata
sul ciglio di una strada di montagna e a picco sull’oceano
l’oceano
appunto
no il meditterraneo
l’oceano e la sua immensità
tremavo dinnanzi alla natura
grande immensa spietata
cos’era … lo spleen?
non ricordo
non ricordo
non ricordo
nulla
tutti i libri
gli studi
tutto quel che mi hanno insegnato
la scuola
poi il liceo
poi l’università
bruciato
polverizzato
sono come un binario lasciato a metà tra due paesi
i lavori interrotti
il ferro ormai arrugginito
i treni corrono veloci sui binari nuovi e fiammanti
qui solo erbaccie e zanzare
e a volte un vociare di una cornacchia
bloccata tra due città
amori affetti paure segreti ricordi morti
-roma londra
-londra roma
e quando si morirà allora lì si
saranno cazzi
nessuno è felice
accanto a me
nemmeno io sono felice
accanto a me
non ho fatto felice la luna
non faccio felice il sole
che siano le stelle avverse
o soltanto stupide parole
?
(london 28.8.18)
09/08/18
ritiro del silenzio: giorno 1
non si parla
ma si può scrivere
al momento mi secca molto essere atea
arrivo all’abbazia di Quarr (figlio di Knorr e fratello di Marrs… ecc..) con i seguenti:
1 bus da caledonian road
1 bus da holborn
treno da victoria station
traghetto per isola di wight
bus di linea dal pazzo costo di £ 2.50
la targa dai caratteri d’oro verso l’abbazia annuncia vocazioni e conversioni
serena ma con il mio doloretto fisso alla spalla sinistra
mi accingo a percorrere il mio nuovo sentiero
alla fine del sentiero ecco l’enorme abbazia del 1100
c’è un bel sole
alberi e piante dappertutto
entro timorosa e in punta di piedi dalla porticina che conduce alla chiesa
vuota
il silenzio e il fresco mi avvolgono
mollo il trolley di macigno che mi trascino dietro
per non rovinare la magia
e mi siedo
forse dovrei pregare
dal nulla appare un monaco alto e magro
si inchina
muove le labbra
dice una preghiera (credo)
torna indietro e io (che non conosco ancora le regole)
mi avvicino timidamente
-cerco Father Nicholas
please
sparisce come una lucertola nella crepa del muro
torna e annuncia che father Nicholas mi accoglierà dopo il quinto canto della giornata
di lì a poco compaiono i 9 monaci che abitano l’abazzia
si dispongono in due file
una di fronte all’altra
e attaccano i canti gregoriani
io cerco di seguire da un grosso libro rosso
ma aimè il gregoriano è ancora tabù per me
dopo il canto escono uno dopo l’altro da una porticina e in silenzio
la porticina dopo poco si riapre e appare Father Nicholas
sulla 70ina o forse poco più
ha una faccia simpatica e anche familiare
si mette a sistemare i libri per il canto delle 5
aprendoli alla pagina corrispondente al Vespers
così che noi ospiti possiamo seguire
mi fa poi cenno di seguirlo
fa l’elegante gesto di portare la mia valigia
provo ad insistere che è molto pesante e che non voglio che si stanchi ma lui è determinato:
rimane infatti bloccato sul manico non riuscendo ad alzarla nemmeno
mi fa:
spesso le persone dicono per educazione che la valigia è pesante
ma nel tuo caso
è vero
gliela tolgo velocemente di mano accennando un sorriso di vergogna
mi vergogno di essere così poco benedettina e poco monacale (ma maniacale)
da averla riempita di cose effimere e che non servono a nulla tipo
scarpe
magliette
un push up
libri
idratanti e scrub
gallette di riso
pinzette per le sopracciglia
mi mostra l’unica sala dell’abbazia dove è ammesso parlare
-chatting room-
e mi fa accomodare per un colloquio
sono io invece a fare domande a lui
-quando ha avuto la vocazione?
-le è consentito lasciare l’abbazia?
-è lei a dettare le regole?
-posso prenotare una session spirituale individuale?
-are you happy?
e last but not least
-c’è il wi fi?
F. N. è molto simpatico e si vede che ha fatto di voto di silenzio
perchè non se la finisce di chiacchierare
ha studiato a londra (che detesta) al king’s college
poi si è innamorato dell’isola e di questo posto e ha fatto “domanda”..
mi racconta un pò di storia del posto
mi chiede se a londra frequento la chiesa italiana
….
sono incuriosita dai libri della biblioteca che sembra parecchio fornita
e vengo a sapere di un curioso episodio capitato di recente
uno degli ospiti avrebbe portato (e lasciato) all’abbazia alcuni novelle pornografiche
…
Nicholas continua:
lo ha sicuramente fatto per provare a scioccarci
ma non c’è nulla al mondo che possa scioccare un monaco!
ne abbiamo sicuramente già sentite di tutti i colori (nel confessionale)
mi fa strada trascinandosi dietro il mio trolley di marmo verso la mia “cella”
naturalmente è il numero ONE
è deliziosa e essenziale tutto in legno con una foto di cristo sul caminetto
un crocefisso sul comodino e un bagno gigante doppio di casa mia a londra
sull’ampia scrivania c’è il programma della giornata
7 preghiere al giorno
la prima alle 5.30 del mattino
ma lui è esonerato da quella del mattino perchè soffre di epilessia e prende farmaci molto pesanti
che quindi lo fanno dormire molto
che coincidenza
li prendo anche io
colazione alle 7.30
pranzo all’1
cena alle 19
i monaci consumano i loro pasti frugali in un bellissimo e ampio refettorio
al quale però io non avrò accesso
infatti per me è già apparecchiato in una sala contigua
dove consumerò i miei pasti con l’unica altra ospite femminile dell’abbazia
ci rimango male: non sono ammessa perchè non monaco o perchè non uomo? cioè perchè donna??!!!
Father Nicholas prende tempo
ed io
troppo contenta per lanciarmi in una polemica con un adorabile monaco che vive in povertà e in silenzio
dopo la piacevole passeggiata e chiacchierata all’interno dei giardini dell’abbazia
scopro che hanno un “tea shop and farm shop”
tavoli nel giardino e un bar/cafè che vende prodotti del loro orto e cider dell’abbazia
mi casca l’occhi su delle strane buste trasparenti con piccoli tracioletti marroni
F.N. mi consiglia: non mangiare quelli
sono il mangiare per i maiali: i bambini li comprano per lanciarglieli
ok
ma tutto il resto sembra delizioso e se i pasti al convento sono troppo “humble”
una capatina al tea shop non me la toglie nè cristo nè la madonna
ops
mi mostra orgoglioso l’orto
e i tre alveari di cui si vanta chiarendomi
I’m a beekeper
in mezzo ad alberi secolari mi mostra il pollaio
si tratta di polli che i monaci hanno comprato da allevamenti spietati e a schiera
dove i polli appena compiuti 18 mesi
e dopo esser stati usati e maltrattati per le produzioni industriali
vengono uccisi
il pollaio dei monaci è praticamente una specie di “rehab” per polletti abusati
oltre l’orto dell’abbazia
c’è un altro orto curato da disabili e handicappati
vengono una volta a settimana a lavorare la terra
dato che ‘l’austerity” ha tagliato i fondi per molte attività ricreative
uno spazio immenso lì è dedicato ai maiali
poi c’è un piccola mostra dedicata alla storia dell’abbazia
un orologio gigante segna e spiega le 7 preghiere quotidiane
c’è anche uno spazio espositivo per artisti locali e artigiani
F.N. mi confessa che comprerebbe alcune foto o quel quadro
ma non dispone di soldi
quindi nulla!
mentre torniamo verso il monastero azzardo di nuovo:
-potrebbe darmi la password del wi fi magari?
….
fa una faccia di disapprovazione
e io mi gioco la carta italianissima della madre:
ma la prego… mia madre è molto anziana e preoccupata
non posso lasciarla senza notizie!
farà un’eccezione
ma non senza disapprovazione
la password
il wi fi è acceso dalle 10.45 alle 7.45 di sera
poi basta
alle 5 seguo diligente il canto dei
seguo con interesse le onde delle note
e ripenso che una volta a settimana viene un’insegnante di canto
(di settant’anni)
all’abbazia di Quarr
ad insegnare canto ai monaci
non deve essere molto brava
entro nello scarno e incantevole cimitero accanto all’abbazia:
solo croci in pietra e nomi
la gola mi si stringe
gli occhi si bagnano
ma no: dio non mi avrà
sai che novità
(isola di Wight 6.8.2018)
08/08/18
ritiro del silenzio: giorno 2
sono ridotta all’osso
eppure non mi manca nulla
certo
la cena monacale è stato un affronto
il castigo dopo un capriccio
2/3 foglie di insalata scondite (e non c’è traccia di olio o aceto nell’arco di 10 miglia)
mele tagliate a fettine con una salsa bianca sospetto maionese
una poltiglia tagliata a scaglie che si dà l’aria da formaggio
1 uovo sodo
meno male che ho le mie gallette di riso nascoste in camera
la mattina mi rifaccio però
mi sveglio con una fame mortale
dopo la colazione monacale
scappo dai frugali monaci e trovo rifugio al tea shop di fronte all’abbazia
mi servono una colazione che mi rimette al mondo
cappuccino gigante
scones con crema e marmellata alle fragole
certo
sono meno vicina a dio
ma anche all’omicidio di massa
la giornata scorre tranquilla
ho dormito 10 ore di seguito dopo il compline
“un’esercitazione quotidiana all’arte di morire”
il dormire come una preparazione alla morte
con sveglia alle 7.25
giusto in tempo per la colazione alle 7.30
i monaci offrono i “divine service”
per ben 7 volte al giorno
io ne riesco a seguire 6
e mi sembra già un miracolo
è fantastico il rigore e la dedizione di questi monaci dai capelli bianchi
7 volte al giorno eseguono canti e inni gregoriani
come rain or come shine
alcuni si cantano seduti
altri in piedi
altri ancora piegando il solo capo
tutti i divine service hanno protagonisti i canti (gregoriani)
su una scrivania nella chiesa sono disposti i libri con la notazione originaria
aperti alla pagina del canto corrispondente
ma
io non riesco a seguire!
dopo un paio d’ore isolata nella mia lettura di cimitero di pianoforti
interagisco con un paio di umani nella chatting room
c’è un personaggio interessante dall’inglese molto “received pronunciation”
father Nicholas ne ha tessuto le lodi descrivendolo come un importante e noto musicista in pensione
e direttore di ensemble in un college di oxford
oso interpellarlo fingendo di non sapere del suo passato
-ma lei riesce a seguire la notazione gregoriana per caso?
il gentilissimo thomas
sparisce nella chiesa e torna con uno dei libroni verdi
mi porta nella chatting room e
letteralmente
mi insegna il canto gregoriano!
la cosa più facile
chiarisce per prima cosa
è immaginare un’altra linea di pentagramma sopra alle altre
e farne così diventare 5 invece che 4
per farl somigliare il pentagramma a quello moderno con cui siamo familiari
ci sono solo due tonalità apparentemente
le indicazioni sul pentagramma sono molto scarne
canta come un angelo e non mi stupisco che sia un importante direttore musicale
ha due fili sottilissimi bianchi che gli entrano nelle orecchie
non capisco cosa siano
nonostante sia giovane
i denti sono quasi completamente mangiati e i restanti sono molto rovinati
il personaggio è notevole
sembra che si sia ritirato dalla scena musicale
e che ora sia passato da anglicano a cattolico
e che sia una specie di predicatore
dopo una mezzora
father Nicholas entra nella chatting room
nel momento in cui il gentile thomas mi sta insegnando il significato di un’indicazione sul pentagramma gregoriano
una lineetta sotto due note che secondo thomas è necessaria come indicazione di dinamica
nicholas non è affatto d’accordo
sembra ci sia una famosa disputa sull’argomento
entrambi sembrano sovraeccitati e pronti a sostenere l’opposta tesi
io sono in brodo di giuggole:
padre nicholas e thomas
stanno portando valide motivazioni a sostegno delle loro opposte visioni sulla minuscola lineetta al di sotto di due quadratini neri segnati su carta nel VIII secolo
li amo
leggo il mio libro per un paio di ore
come prevedibile mi riviene fame
il pranzo è ricco (rispetto alla cena)
deliziosa zuppa cremosa di patate e qualcos’altro che non riesco a mettere a fuoco
una splendida meat pie
patate al forno (e sulle patate che je voi dì)
fagiolini con una verdurina bianca (sospetto pallida zucchina o simil dell’orto)
acqua
blocco padre nicholas nella chatting room
-father: I got an idea
e lui
oh dear…
-ho pensato due cose
dovremmo avere delle sessions in cui impariamo il canto gregoriano in modo da potervi seguire nei canti durante i servizi
non è giusto che le donne siano separate dagli uomini durante i pasti
e lui
non incoraggiamo affatto gli ospiti ad unirsi a noi nei canti
non si tratta di cosa è giusto e cosa non lo è: è la regola
discordo
dico io
ma insisto almeno sul punto 1
lui cede per sfinimento e mi promette che vedrà cosa si può fare
-ah vorrei anche prenotare un incontro individuale spirituale
lui prende l’agenda e mi inserisce
-domani dopo i vespri alle 5.35?
-fatta
cerca di abbandonare la chatting room
ma io non ho ancora finito con lui
-le volevo ricordare come le avevo anticipato via email che io sarei vegetariana
cioè non proprio vegetariana vegetariana.. ma diciamo che preferisco evitare la carne
cioè le verdure mi piacciono moltissimo e anche il pesce non lo disdegno…
-…. va bene la inserirò nel menu vegetariano
-lei è vegetariano?
-non è ammesso: i monaci mangiano quel che gli è presentato in tavola
tra alberi secolari e alberi da frutta dalle diverse varietà di pere e mele
tra piccoli pappagalli e api
suoni di maiali lontani e di polletti abusati
ci sono anche io
che
passeggio
leggo
respiro
osservo
mi commuovo
penso
scrivo
lascio andare le spalle
prego
ogni giorno c’è qualcuno importante della mia vita
qualcuno che è andato via
qualcuno che non ho potuto o saputo salutare
qualcuno a cui chiedo perdono
qualcuno che mi vive tra le dita mentre le muovo sul piano
qualcuno che mi ha salvato con le carezze
qualcuno che mi esplode nel cuore
si
a mio modo
prego
(7.8.2018 isle of wight)
seta di sera
è sera
8
ho cenato già e atteso al compline
mi infilo lentamente nel setoso corpo di mia madre
almeno di mia madre alla mia età
all’età in cui non era ancora mia madre
sono più in carne
il pantaloni fanno fatica a raggiungere la vita
la vita fa fatica a raggiungere me
fanno resistenza sulle coscie
i cosidetti lombi
non voglio forzare nulla
ho il terrore che la delicata seta si apra sotto il gonfiore della mia carne
li tiro su dunque molto piano
trattengo la pancia
il fiato
e voilà ecco che vengono su
la camicia è all’opposto larga e ariosa
scollata con una profonda V sul davanti
pigiama non immaginabile per la vita del monastero
come forse nemmeno per una notte sensuale
come
mia madre
troppo reale per l’esistenza immateriale
troppo elegante per essere di vita reale
troppo bella anche solo per fantasticare
il suo pigiama è di una tonalità che non azzarderei mai:
color crema
sottilissime rigoline verticali fanno strada verso le rifiniture a fine tessuto
questo fine capo fa unica eccezione nel mio guardaroba pieno di stracci
indosso la sua leggiadrìa
la immagino giovane bionda magra
irragiungibile per i più
si sveglia in una casa non ammobiliata del centro
non le piace
ogni volta che chiude gli occhi e ogni volta che li riapre si chiede
avrò un figlio
i guai non le corrugano mai la fronte
la sua è una bellezza sfacciata
quella bellezza che la fa sempre sembrare felice
la bellezza che le donne invidiano
e che gli uomini sono troppo spaventati per meritare
il letto nella mia cella
morbido e caldo
la seta del pigiama di mamma scivola con nonchalance sulle lenzuola
le accarezza
sembra avvertirle
-qui sta per addormentarsi mia figlia
(isola di wight 8.8.18)
07/08/18
ritiro del silenzio: giorno 3
din don don din din din din don
le campane delle 7.15
mi alzo di scatto
con la paura
(giustificata) che mi tolgano la colazione se tardo
alle 7.29 sono già in sala
vorrei andare ad esplorare il porto e dintorni
ryde
sbrigare un paio di commissioni
il tempo è incerto pero
e ho scoperto tramite un ospite che mi pende dalle labbra
(sulla 65ina)
(vado a ruba sulla terza età)
che father nicholas va in paese con taxi per dire messa in un convento di clausura
alle 9.30 mi presento al taxi anche io
sfacciata ma sicura
please please please can you give me a lift to ryde?
il burbero Nic non risponde
imbronciato mi fa cenno di seguirlo
e io continuo
are you happy I’m joining in?
no: I’m NOT happy
amo quell’uomo
amo quel monaco
amo quel monaco di uomo
il convento di suore di clausura è un tipico esempio del
‘daje a ride’
nessuno parla
anche lì
le suore sono separate da un cancello e un muro
così che durante la messa noi non possiamo vederle
sono molto più intonate dei monaci di Quarr
padre nicholas dice la messa
per la seconda volta prendo la comunione
il corpo di cristo
mi fa effetto
chissà io a lui
mentre cerco di seguire il canto gregoriano
provo a scattare dal cellulare (in modalità mute) una foto per il blog
la superiora mi vede (non so come)
arriva come una saetta e mi ordina di spegnerlo immediatamente e metterlo via
le vorrei spiegare che è solo per fare una foto ma mi fulmina
all’uscita provo ancora a giustificarmi ma lapidaria mi fa
se ha fatto foto per favore le cancelli
-of coos sister
faccio un giro sul lungo mare
il vento nei capelli
l’odore del mare
l’inghilterra dall’altra parte
su per la via principale del paese una musica surreale ma familiare mi investe
non riesco a mettere a fuoco da dove arrivi
un mix di soul jazz funk
un violino suonato divinamente e straziante sulle sue note blues
(mai sentito un violino azzardarsi a toccare blue notes)
un ragazzo ad un angolo ad occhi chiusi suona il violino su basi musicali
scarpe da ginnastica rosso fuoco
le basi suonano benissimo
nella custodia del violino ha già raccimolato molte sterline
il ragazzo è veramente fantastico
non ho mai sentito suonare il violino così
c’è un sacco di blues ma anche di nu soul in quel modo di improvvisare
gli butto dentro tutti gli spicci che ho
lui apre gli occhi e sorride
mentre suona il pezzo seguente mi fa
do you want a coffee?
dovrei rifiutare perchè
sono in ritiro del silenzio
è quasi ora del pranzo al convento
mi ricordo di detestare i musicisti
dopo 5 tentativi a vuoto
indovina da dove vengo
poi allunga la mano e si presenta in italiano perfetto
- piacere mi chiamo davide
si china sulla custodia a terra
afferra una manciata di monete
le mette in tasca
mi offre il caffè con i soldi che gli ho appena messo nella custodia
transilvania
studiato violino classico 13 anni
poi comincia a desiderare di più
comincia ad improvvisare
poi a scrivere
poi…
e io penso… si ma quando!!?
il tipo sembra avere 25 anni al massimo
ha una luce negli occhi molto bella
e un talento sfacciato
mi sa che sto provando un sentimento che non mi piace
invidia
ricordo di quando anche io ero così legata alla musica
che tutto il resto era in secondo piano
mi fa domande
molte domande
io sono vaga nelle risposte
-insomma che cos’è che ti ha allontanato dalla musica
-cosa fai all’isola di wight
-come mai il ritiro del silenzio
…..
dice
-you wanna collaborate?
è molto sicuro di sè e va subito al punto di tutto
mi ricorda il fuoco che avevo anche io dentro per la musica
mi manca
mi avvilisco
mi fa
you’re interesting
fosse vero
io più mi conosco
più mi deludo
o mi annoio
ma non lo dico
è ora di tornare da padre nicholas
se no chi lo sente
il pranzo si svolge dopo il servizio delle 13 in chiesa
Sext
e dopo la preghiera rigorosamente in latino di fronte alla tavola apparecchiata
il pasto è sempre una sorpresa
zuppa di patate e forse ortica
un involtino gigante fatto di un buon riso speziato avvolto in una specie di cavolo viola (?)
fagiolini onnipresenti
deliziose patate dolci al forno
tutte le verdure hanno un sapore genuino di terra e verdure
vengono dall’orto dei monaci
apparentemente i condimenti sono contrari all’ordine monastico
finora mi sono accontentata del solo sale
prodotto rinomato dell’isola di wight
unico condimento consentito
ma oggi di nascosto padre Nic mi ha portato l’olio d’oliva in un bricchetto dopo la mia richiesta furtiva
alla vista dell’olio mi veniva da piangere
sottovoce:
-father: you’re the best
faccio una passeggiata attraverso un viale segreto che parte dalla cappella della meditazione
c’è una sbarra che dice
-privato-
da brava italiana
la ignoro
in fondo al viale arrivo all’oceano
penso a mio padre
oggi compie 40 più dei miei
mi manca
quando passeggio nei boschi
mi manca di più
leggo ore ed ore sul prato al sole
compro il libro di padre luke sull’abbazia di quarr
alle 5 vado ai vespri
comincio a capire
quando stare in piedi
quando dovermi sedere
quando dovermi inchinare
nel dubbio guardo il canadese
c’è un cane a cena
siede su un tappetino accanto alla padrona
nuova ospite donna al tavolo con noi
mi è antipatica
sono seccata dalla presenza della bestiolina
sto pensando a modi gentili ed inglesi per dirle
mi fa schifo dover consumare il pasto modesto con l’alito del tuo cane sotto ai piedi
ma sto diventando molto british e quindi
non
dico
proprio
nulla
a cena c’è la solita insalatina dell’orto
fresca e molto verace
e poi sorpresa sorpresa
pizza!!
dopo cena vigliaccamente approccio il povero padre Nicholas
chiedendogli se i cani sono ammessi in mensa
-non sono molto a mio agio con i cani…
-I couldn’t care less
risponde padre nicholas
(non me ne può fregà di meno)
- dal momento che quel cane è un ‘assistant dog’
e per legge la padrona lo può portare ovunque
gli ospiti del convento stanno aumentando a vista d’occhio
nella chatting room c’è un gran caos e una grande varietà di accenti
riassumo i personaggi del convento
- una donna italiana vestita da suora che importuna padre Nicholas con le richieste più bizzarre
uno chef canadese sotto droghe pesanti e coperto di tatuaggi orribili
un ex rinomato musicista di oxford e con auricolari auditivi nelle orecchie ed eccentriche scarpe laccate (ultima frase che gli ho sentito dire prima della preghiera serale: non sono provvisto di un codice morale)
due amici sulla sessantina con personalità opposte: uno è un sottone e non riesce mai a prendere la parola - l’amico è uomo alfa catalizza le conversazioni non lasciando parlare nessuno
julia sembra una suora laica ed è molto loquace nella chatting room ma guai se sente volare una mosca a tavola
un signore canadese molto simpatico che mi dà le dritte su dove siamo nei libri gregoriani durante i servizi
nuovo arrivo: un cinquantenne con barboncino bianco che non può parlare e scrive su un foglio di carta domande inopportune e troppo straight forward a padre Nic che si spazientisce ogni due minuti
nuovo arrivo: un tipo di colore dell’oklaoma ma originario dei caraibi che mi confessa che assomiglio a una sua cara amica di … bratislava
trovate l’intruso
(isola di wight 8.8.18)
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