non è chiaro come ma partirò dal mio nome “alesis” dal greco 'colei che difende' ne vedrete delle belle e anche delle tremende no non è un blog è la mia arringa contro il flop chi mi ferma è spacciato chi mi segue è visionario
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04/08/18
ritiro del silenzio: giorno 6
pranzo divino
minestrone di verdure dell’orto
sardine
patate lessate intere da aprirsi e farcire con scaglie di formaggio servite a parte che si squaglieranno lentamente sopra
insalata gigante dell’orto
mele cotte dell’orto
mentre siedo sulla panchina al sole
finendo il mio libro materno
arriva martin e mi dà la tremenda notizia che partirà subito dopo la messa (in cui ha il compito di maneggiare il libro sacro)
!!?!?!?
non puoi!!
non ti ho ancora convertito! …
vorrei dirgli ma invece
come ti senti?
la mia vita è un macello al momento: so soltanto che non sarò un buon prete
mi sento libera di essere sincera
sei molto ‘extreme’: contempli soltanto due ipotesi per la tua vita
o Dio o Zoe
non so se è una buona idea scegliere una vita monastica a seguito di una sofferenza d’amore
o come alternativa ad una donna
just saying….
ci abbracciamo stretti e io vivo il distacco come un piccolo abbandono
anche lui a quanto pare
perchè ci ripensa e mi abbraccia un’altra volta
ma stavolta nell’enfasi
mi dà una ginocchiata sullo stinco
e inglesemente mi fa
are you alright?
non ricordo come si dice in inglese: stavo mejo prima
(forse: I stayed better before)
curiosità:
già due uomini nel monastero decidono di prendere i voti a seguito di una cocente delusione amorosa
martin vuole diventare monaco
ian (questo il suo nome) sarà prete
ma si può essere preti o monaci in alternativa o in conseguenza di un amore deludente?
dio come una scelta di ripiego?
mmmh non la prenderebbe bene ….
prima dei Sext scambio due parole con l’ospite nuovo: è l’attore che in game of thrones interpreta La montagna
racconta che ha un gatto di nome
salvador
l’ha chiamato come il pittore dalì per via dei suoi bei baffi all’insù
deve andare a riprenderlo all’ospedale
ha una malattia al fegato che lo fa diventare tutto giallo
forse morirà forse vivrà
l’ospedale dei gatti per una settimana costa 800 sterline
ha dovuto chiedere un prestito bancario
mentire al direttore della sua banca
dire che i soldi erano per la prima rata di una macchina
altrimenti non glielo avrebbero mai concesso se avesse detto la verità
la macchina si
il gatto no
oggi julia riceve la sua ‘ceremony’
diventa ‘oblato’ dell’ordine benedettino
si impegna a vivere cioè secondo le regole del The rule
(il libro che detta le basi della vita monastica benedettina)
arrivano i suoi due figli con rispettivi consorti a seguito
father nicholas mi presenta dicendo
e lei è …. molto….. italiana
!!!!!
dopo la holy mass
julia emozionatissima firma il documento che la rende fedele alla Regola
dà un piccolo ‘party’ nella saletta dietro la chiesa
c’è addirittura del buon vino bianco e anche un prosecco
i monaci je danno giù
finalmente mi presento con gli altri monaci
padre Luke è l’autore del libro che ho appena cominciato sull’abbazia di quarr
a deep and subtle joy
me lo faccio autografare
un altro monaco
padre Thomas
è bravissimo a leggere durante la messa
è l’unico che capisco perfettamente e mi affretto a dirglielo
lui racconta che anni prima alcune ragazze di una scuola
gli hanno detto che sembra uno dei libri audio che servono ad imparare la lingua inglese
e aggiunge - non so se prenderla come un complimento!
i monaci sono tutti molto simpatici e bonaccioni
passatemi il termine
il capoccia della situazione è abbot Perrin
francese
grandi occhi blu e una grazia innata
ringrazio per la favolosa opportunità che mi hanno dato
e lui si informa della mia vita
gli racconto cosa faccio e cosa avrei voluto fare
sapendo che sa di che parlo
lui suona l’organo ed è l’esperto del gregoriano
ha insegnato agli altri la lettura della notazione gregoriana
l’abbot mi presenta un altro ospite dell’abbazia la cui mamma era romana
sugli 80\85 anni
sarò la prima persona romana che incontra dal ’38
ovviamente si mette a parlarmi in italiano
o in quel che lui ricorda essere l’italiano
mi assento alla prima pausa
con la scusa del vino
arriva un ospite appena arrivato
padre nicholas lo accoglie con un
a ci sei anche tu!
il centenario di origine italiana mi spiega
quando padre nicholas dà il benvenuto a qualcuno in genere dice cose del tipo
‘oh no!!’
io molto sollevata di saperlo
pensavo trattasse male soltanto me perchè sono una donna
in chatting room oggi padre nicholas è in forma
ha una cultura pazzesca e soprattutto spazia da un campo all’altro
stava argomentando con una bambina di 12 anni
figlia della nuova arrivata
che il romanzo di token da cui è poi stato tratta la trilogia
Lord of rings
è un allegoria cristiana
io sono a bocca aperta
padre nicholas che mi spiega il signore degli anelli!
-in realtà frodo e gandalf sono figure che incarnano la figura di cristo
mentre gollum e aragorn incarnano il diavolo
in una delle ultime e più strazianti scene finali
frodo è sul bordo del lago di lava e non vuole lasciare andare l’anello
ha due forze che lo persuadono
aragorn e gandalf
l’uno che lo spinge a tenersi l’anello l’altro a sbarazzarsene
quando infine frodo lascia andare l’anello
rinuncia alla propria vita e muore al pari del cristo
per il bene dell’umanità
la cena è meno entusiasmante di padre nicholas
sulla piattaforma riscaldata scorgo soltanto un piatto di pan carrè tostato
e un altro piatto con fagioli in umido
that’s all
mi chiedo come mai siano uno accanto all’altra e soprattutto dov’è la cena!
le altre tre ospiti (due new entry- mamma e figlia)
si guardano e alzano le sopracciglia a mò di sorpresa e sottovoce esclamano: beans on toast!!!
per loro è un pasto di festa
per me una punizione
ma mi vendico immediatamente
afferro un’arancia
in segno di protesta ai fagioli su toast
la sbuccio con fare di sfida
la bambina inglese mi osserva incuriosita
io alzo le sopracciglia come a dire
watch me
taglio l’arancia a fettine sottili
le adagio nel piatto piano
un pizzico di sale
pizzico di pepe
la bambina è sempre più intrigata e chiama la madre con lo sguardo
e…. un filo d’olio extra vergine d’oliva
la bambina fa un salto sulla sedia
la madre chiede sottovoce: what is it?
a very fancy ‘orange salad’
con fare disinvolto e anche aristocratico porto alla bocca una fettina di arancia condita
mentre le selvaggie inglesi mangiano fagioli in scatola su pane in carrè bruciacchiato
inghilterra - italia
beans on toast - arancia condita
0 - 4
curiosità:
julia ha aggiunto anche del ketchup
curiosità n.2:
appena le ospiti soddisfatte della loro cena troglodita lasciano il refettorio
mi lancio su quel che resta di beans on toast e me ne sparo uno gigante
e mica posso cenà co un’insalata de arancia!
curiosità n. 3:
un nuovo ospite molto giovane e dall’accento pronunciato di porthsmout
mi ripete una barzelletta per tre volte prima che io lo capisca
che cos’è un italiano con le mani in tasca?.
…..
muto
(isola di wight 12.8.18)
ritiro del silenzio: giorno 7
come faccio a non pensare al Vivaro
apro la finestra monacale della mia stanza
6 del mattino
si affacciano due alberi sorridenti
e un prato verde come il verde di photoshop
entra quell’arietta fresca e il profumo
quel profumo che mi ha accompagnato per tutta l’infanzia
d’estate
rugiada erba falciata umidità terra muschio
quel profumo di vita
quel profumo ti dà l’idea che tutto sia non solo possibile
ma a portata di mano
voglio bene a tutti
anche quelli a cui non voglio più bene
mi rimetto dentro al letto
penso alla mia zia adorata che posizionava un bicchiere di latte fresco ad ogni angolo della casa
nella speranza che lo bevessi dato che ero sottopeso e non mangiavo niente (anni dopo si sarebbero pentiti)
penso allo zio che per le mie feste cucinava i carciofi alla brace nonostante il caldo mese di giugno
penso a mio cugino che scattava foto a noi ragazzini e si manteneva in un’affettuosa ombra
il cuore mi scoppia
il profumo dei ricordi mi invade le narici
sto per piombare in una malinconia quando…
din don don din din din din
le campane delle 8!
sono in ritardo per la colazioneeee
(cristo!)
anche se è domenica non cambia il programma secondo The rule: colazione tassativa ore 7.30
la pioggia e il grigiore del cielo non accennano a lasciarci
mi avventuro sul sentiero verso il paese
con l’obbiettivo di una felpa più pesante
una smaltita dei pasti non proprio humble
un contatto ravvicinato con la natura
il sentiero è breath-taking
ai lati i campi verdi e gli alberi secolari
foglie di piante che ricordano capelli fini di bambini e poi di vecchi quando sono secche
bacche e frutti di bosco di ogni tipo
ritrovo persino e bacche bianche che schiacciavo al vivaro e non vedevo da 30 anni
profumi di tutti i tipi invadono il mio olfatto e mi suggeriscono emozioni e immagini lontane
suoni di uccelli stranieri e intonati
un curioso animale colorato mi taglia la strada con il muso all’insù e il fare altezzoso
l’insegna avvisa
attenzione rallentare: attraversamento fagiani
pure!!!
mio padre mi portava sulle montagne innevate e d’estate rocciose
mia madre mi insegnava a sdraiarmi al sole di fronte al mare
i miei zii mi viziavano nel verde della campagna
attraverso il ladies walk che mi porta in paese
cammino per quasi un’ora ma non sono stanca
mi premio comunque con una seconda e vera colazione
in un baretto molto busy di ryde
scopro con sorpresa che non sono gli inglesi ad essere negati con cappuccino e cornetti….
…. è solo londra!
mi servono un cortado (piccolo cappuccino) e una ‘raisin croissant’ che mi esplondono in bocca!
e posso qui confermare che questa è la
prima colazione all’altezza di quella italiana da quando vivo in inghilterra
(4 anni)
compro un maglione di pura lambwool al prezzo stracciato di 10£ (senza contrattare)
prendo il bus n. 9 e me ne torno dal mio padre nicholas
gli mostro il maglione e gli faccio toccare la morbidezza della lana
spero in un complimento da parte sua sull’affare fatto
ma
niente
impressioni degli italiani visti dagli inglesi emerse all’abbazia:
gli italiani sono tutti cattolici (e credenti)
essendo italiana so fare la pasta in casa
essendo italiana ‘sicuramente adorerai i cheese maccheron’
gli italiani gesticolano e non riescono a dire una frase senza muovere le mani
sei mai stata in sicilia Alicia? e quindi hai conosciuto la ‘mafia’?
gli italiani e i francesi si somigliano: tutto gira intorno al cibo
quiz: indovina quale stereotipo mi ha fatto scattare e perchè
pranzo con le nuove deliziosi ospiti e la veterana (ora oblato) julia
vino rosso offerto dai monaci per la ceremony
un vassoio con la scritta
vigitarian (per me)
zuppa di pomodoro
pasticcio molto pretenzioso (gigantesca zucchinona riempita di riso piselli e besciamella)
patate e rape bianche al forno
e …. sorpresa sorpresa visto che è domenica
il dolce
apple pie fatto in casa con scodella di custard bollente da adagiarci sopra
io e la mamma mezza canadese sfacciatamente facciamo il bis
julia tutta inglese invece non osa
nella chatting room con tre ospiti e padre nich
apprendo da padre nicholas che
nel rispetto della regola benedettina della povertà e umiltà
il cibo non si spreca e si cerca di riutilizzare il più possibile
tutti gli avanzi dei pasti della settimana finiscono nella zuppa del lunedì:
salterò dunque la zuppa lunedì
il ragazzo nuovo che mi ha raccontato la barzelletta sugli italiani
christ (opher)
è sempre vestito di verde dalla testa ai piedi
da tre giorni la stessa maglietta con scritta Trains
mi sembra leggermente picchiatello e soprattutto non capisco nulla di ciò che dice
gli ho chiesto:
come mai sei vestito di verde dalla testa ai piedi?
non faccio a tempo a finire la domanda che father nicholas si spazientisce
trova fuori luogo la mia domanda e mi azzittisce con un
e tu perchè sei vestita di grigio invece…?
e sbuffa
christ fa il carer
cioè si occupa di persone con problemi mentali o malattie rare
e io che pensavo che avesse lui bisogno di assistenza
lavora in una casa di cura per malati affetti dalla rarissima
sindrome di ‘prader willi’
che li spinge a mangiare in continuazione
(potrei soffrirne)
riducendoli quindi in fin di vita o alla meglio con grossi problemi di diabete
non solo sono affascinata dal suo lavoro
ma anche da un particolare del viso di christopher:
il ragazzo ha uno strano movimento del labbro inferiore che mi ipnotizza
alla fine di ogni frase
spinge il labbro inferiore all’insù come a rimangiarsi le parole dette
o a inghiottire il labbro superiore
non posso evitare di guardarlo
lavora come carer da due anni
fa turni di 12 ore al giorno
uno dei suoi attuali pazienti ha solo 12 anni
il compito principale di chris è di tenerli lontani dal cibo
tenerli occupati con varie attività artistiche e ricreative per allontanarli dal frigo
i miei ultimi due anni di vita
un periodo nebuloso ma non privo di scoperte
dovendomi confrontare con avversità ai miei occhi insormontabili
so di aver fatto del male e so anche di non essere stata in me
ho capito poco di quel che mi è successo
ma ricordo benissimo chi mi è stato accanto sempre
nebbia e grandine hanno sconvolto rabbuiato e deviato la mia mente un tempo vivace e limpida
ho pensato di impazzire
ho pensato di essere sempre stata pazza
sono impazzita
in questi ultimi due anni mi sono confrontata con la morte
e poi con la vita
la morte di qualcosa che si è sempre avuto
e che si dà per scontato ci sarà sempre
invece da un momento all’altro non c’è più
-è la natura-
dicono i medici distaccati
appena la morte ti si piazza davanti con la sua sfacciataggine e fretta
ecco che lì sei costretta a pensare alla vita
vuoi vivere a tutti costi
vuoi far vivere
vuoi mettere al mondo una vita e continuare a vivere attraverso un’altra vita
per contrastare la morte?
forse
spietata e veloce
la morte non aspetta
la vita manco
io sempre stata lenta e in ritardo su tutto
la vita mi ha dato una bella lezione
si ma cosa ho imparato?
non so ancora
ma eccomi qua
viva e vegeta e di nuovo un pò blogger
il corpo è diverso
la mente anche
ma la penna è la quasi stessa
am I wight?
(isle of wight 13.8.18)
03/08/18
ritiro del silenzio: giorno 8
ho la cartina dell’isola spiegata dinnazi sul tavolo di legno
cerco di decidere su quale sentiero orientarmi
di fronte alle troppe opzioni
come sempre
arranco
nel tavolo dietro al mio una famigliola fa colazione con tea e scones
la madre è giovane ma nemmeno troppo
ha capelli lilla
due figli sui dieci anni
marito
nonna che sembra un nonno
nel tavolo davanti a me
siede un bambino da solo
avrà sui 6 anni
la testa è reclinata sul tavolo tra le braccia e le braccia incrociate
nasconde il viso
mamma dai capelli lilla prova a dirgli qualcosa da lontano
poi si avvicina e gli dice la stessa cosa da vicino
niente
il ragazzino è capa tosta
non accenna a lasciare andare il capriccio
lo osservo
sono dispiaciuta che si stia rovinando una così fantastica (e rara) giornata di sole
si ricorderà di questa giornata come di un momento di solitudine
ricorderà che nessuno lo capisce o gli vuole bene
quando naturalmente non è così
passa un signore
si ferma
lo guarda e lo apostrofa
hei child non è una buona giornata eh?
e si fa una sonora e grassa risata
ma niente
il microbo non accenna a reagire
anzi è ancora più richiuso su sè stesso che mai
-psss psss..
faccio io dal mio tavolo
-psss psss..
lui fa capolino dalle braccia serrate
-psss psss..
mi guarda da sotto il braccio con mezzo occhio pensando che non lo veda
-excuse me can you help me?
gli faccio fintamente sperduta
(con tattica che funziona anche con uomini di circa venti\trent’anni più grandi di lui)
il bimbo tira fuori tutti e due gli occhietti
io continuo
-vorrei mandare una fotografia a mia madre
che vive lontano lontano
ma non so come usare la fotocamera del mio cellulare…. tu sei capace per caso?
mi puoi aiutare?
il microbo alza la testa
acconsente con un accenno di sorriso
(lo ho in pugno)
gli passo il cellulare
mi metto in posa
- sto bene così?
annuisce
ne scatta due per sicurezza
ha la mano ferma
e l’atteggiamento professionale
me le mostra: sono due riuscitissime foto!
si becca i complimenti nascondendo l’euforia
si siede addirittura al tavolo con me
mi racconta che ha una vera macchina fotografica a casa
e non la smette più di parlare
la madre mi guarda come se fossi la vergine annunciata
da lontano mi fa: sei riuscita a strappargli il primo sorriso della giornata!
io e il microbo ci mettiamo a giocare a
norts and crosses
gli chiedo di scrivermi la parola perchè non la conosco
ma il gioco lo conosco eccome
giochiamo 3 volte
le prime 2 faccio fatica ma lo faccio vincere
l’ultima volta non ho intenzione di farlo vincere ma
vince comunque
auch
propongo un altro gioco
the Hung (l’impiccato)
e la madre
vedendolo in difficoltà
gli viene a suggerire
a pranzo mi rendo conto che hanno fatto confusione:
ho detto a padre nicholas che preferisco non mangiare la carne
ma il pesce lo gradisco!
le altre hanno pesce e a me tocca un omelette invece
borbotto con le altre ospiti
e una di loro
con spirito di sacrificio cristiano
scambia il suo pesce con l’omelette destinata a me
suggeriscono che avrei dovuto dire che sono
pescheterian
non
vegetarian
passo dal campo dei maiali nella strada verso il bus
un maiale tranquillo si gode il fresco sdraiato in una pozzanghera
dopo poco arriva il marito e ficca il muso nella pozzanghera
il maiale si gira verso di me e mi fa:
dammi retta: non ti sposare mai
faccio un tour della parte est dell’isola saltando i Vespers
è un open top bus
vado al piano di sopra
vecchi bambini e un cane gigante
sono tutti tranquilli
ma io mi reggo ai sedili come se fossi sulle montagne russe
mi sta venendo un coccolone
l’autista corre come un’addannata
non mi sto per niente godendo la passeggiata
sono costretta a scendere e ad attaccare all’autista un pippone sulla condizione psico-fisica
-you know ‘I’ve been through the ‘change’..
la povera autista
rallenta un pò
scendo a sandown beach
sandown sembra rimini
ma rimini sembra zia Mausi
mi siedo in spiaggia al baretto
mi sparo un espresso
mi ustiono il petto
mi manca il borbottare scontrosi di padre nicholas
devo tornare
ho perso i Vespers e forse per questo a cena
la situazione è difficile
un piatto fondo pieno di una poltiglia giallo chiara
un piatto pieno di pane in cassetta tostato
(beans on toast di nuovo?)
no: ecco le scrumbled eggs on toast
variazione inglese del beans on toast
e addirittura un pomodoro a testa
l’olio d’oliva fornitomi di nascosto da padre nicholas è finito
quindi mi spacco il pomodoro a metà
ci schiaffo sale e pepe
unici condimenti ammessi dal signore
sto per scoraggiarmi quando
scorgo una ‘salad dressing’ dietro al microonde della sala
come un naufrago scorge una fonte d’acqua potabile
io mi lancio sulla bottiglietta giallognola
ne verso un ammontare imbarazzante sul pomodoro decapitato
e prego
prego tanto
prego di riuscire a passare la notte avendo saltato la cena
blessed be the fruit
may the lord open
praised be
(father nicholas: secondo da sinistra con occhiali e faccia da delinquente)
(isle of wight 14.8.18)
02/08/18
ritiro del silenzio: giorno 9
il tipo nero dell’oklaoma ha un bel vibe
ma non parla granchè
ha l’aria spaesata
è molto lento e guarda da altre parti
sembra che voglia orientarsi o allontanarsi
a colazione
- how are you joseph? gesticola ‘così così’
-come mai?
fa un movimento strano con le due mani descrivendo dei cerchi nell’aria
-mosche?
faccio io stupidella
no no: I just realized that I am.. in… england!
he’s homesick
ti capisco
lo rassicuro io
ed è vero
lo capisco
ho dato un fogliettino a padre nicholas
chiedendo di nominare A. durante la messa
si vuole accertare di pronunciare bene il nome e lo ripete
arr- ee - gou ?
ma ciò provoca un’ondata di emozioni fuori luogo in una chiesa
scappo fuori
ma è troppo tardi
ed era troppo presto per andarsene
è troppo presto per guarire
dopo la holy mass
father luke (autore del libro che sto leggendo)
tiene un tour guidato dell’abbazia
il sotto della veste è stracciato e ha scarpe logore
i monaci vivono in povertà e portano tutto all’osso
pregano cantando 7 volte al giorno
cantano in latino seguendo una notazione che risale a centinaia di anni fa
mantengono viva la tradizione
non conoscono televisione o internet
sono aperti alla vita comunitaria così come affezionati al silenzio e alla solitudine
c’è una grande serenità sul suo viso
e una tale grazia di movimenti
nonostante i vestiti vecchi e la cultura ombrosa
la chef del tea shop nel frattempo è diventata mia amica
mi segnala i ristoranti migliori dell’isola e mi dà dritte di vari tipi
oggi si presenta con un piattino con piccoli pomodorini (rossi e gialli) di loro produzione
li spacca a metà e ci butta sopra il sale prodotto dall’isola di wight
un sale grosso molto saporito
mi rendo conto di quando sono naif
quando mi sorprendo a sentirmi felice a seguito di un piccolo gesto semplice e umano
ma passiamo dalla cucina profana a quella sacra
sapevo che prima o poi sarebbe successo
stasera i monaci osano servire:
cheese maccaroni
le altre ospiti escono pazze
io ..
pure
c’è un ospite (maschio) che cena con noi
si chiama Alaistair
sembra piuttosto anziano
apprendo dalle altre che consumerà i pasti con noi
è troppo lento nel mangiare e si vergona a rallentare i pasti dei monaci
(non si può lasciare la mensa fino a che tutti i monaci non hanno finito il pasto)
mi fa simpatia da subito
gli rivolgo un saluto
(vietato dal codice)
le altre ospiti
dopo il ‘amazing’ cheese maccaroni
lasciano una ad una il refettorio
mi alzo per sparecchiare ma non ho il coraggio di lasciare alaisteir da solo a cena
si è fatto un piattino con uova strapazzate
ha il suo pane e se lo imburra
è veramente lentissimo
ogni boccone lo mastica circa 123 volte (l’ho contate)
io comincio l’interrogatorio
contribuendo notevolemnte al rallentamento del suo pasto
ha 93 anni
è sposato e ha tre figli due dei quali vivono in america
è nato in india da genitori inglesi
suo padre è morto quando aveva appena 18 mesi
la madre lo ha riportato in inghilterra per gli studi
da grande è poi partito missionario (ingegnere)
come mio padre!
cioè ingegnere come mio padre
non missionario
-e come ha incontrato sua moglie?
se ci fosse padre nicholas mi sgriderebbe o cercherebbe di porre un freno alla mia curiosità
si ma: padre nicholas non c’è
al tavolo abbiamo una vasta gamma di età al momento
c’è Hannah figlia dei due cattolici ferventi usciti dalla famiglia addams: 12 anni
Vera la mamma cattolica fervente mamma di hannah: 53 anni
Julia appena nominata oblata e che non è andata in menopausa fino ai 60 (si vanta lei…): 71 anni
una nuova ospite con capelli viola: 63 anni
io
ora
ho dimenticato di citare
in questi 8 giorni all’abbazia di quarr
la presenza
anzi l’onnipresenza
di un personaggio fondamentale alla vita del monastero
un tuttofare
dal nome impronunciabile (lo chiamerò steve) e un’età indefinibile
un occhio completamente storto
capelli luridi
ombra di padre nicholas
aiuta padre nicholas nelle faccende pratiche
dalla gestione degli ospiti alla preparazione e distribuzione dei libri sacri in chiesa
dalla preparazione della colazione al lavaggio tazze nella chatting room
parla poco e quando parla non si capisce nulla
ha toni burberi e per certi versi somiglia a padre nich
quando faccio una domanda diretta (e in genere fuori luogo o sopra le righe) a father nicholas
lui commenta con un:
oh oh
anticipando
in qualche modo
il pensiero di father nich o prevedendo la sua tagliente risposta
ho dimenticato di raccontare che quest’uomo ha un atteggiamento conflittuale nei miei confronti
si posiziona accanto al tavolo dei libri sacri per i servizi divini
e quando arrivo io in chiesa
questi libri spesso sono stati già tutti presi
con mio rammarico
perchè cerco di seguire il canto gregoriano e lui lo sa
beh quando arrivo
butto giù le spalle in segno di scoraggiamento
lui mi guarda
(con un occhio guarda me e con l’altro guarda il signore)
e mi sorride facendo un gesto con la testa come a dire
sono stati già presi tutti!!
e ne sembra molto felice
felice che tutti gli altri hanno il loro libro sacro e io no!!
un’altra volta mi ha sbuffato in faccia
mi rivolgo a lui dopo un pranzo infestato
per suggerire che forse
forse
visto che siamo invasi dalle mosche durante i nostri pasti nel refettorio
forse
dico forse
sarebbe bene cambiare il sacco dell’immondizia che si trova appunto nel refettorio
in genere aspetto che sia completamente pieno prima di cambiarlo
ecco appunto: non mi sembra sia una buona idea
sbuffa e alza spallucce
(ma poi lo fa)
ora ho anche dimenticato di dire che quest’uomo
- - è innamorato di me - -
da due giorni trovo una rosa di un bel rosa pallido di fronte la porta della mia stanza
so che è lui perchè il suo primo tentativo di esternazione nei miei confronti lo ricordo bene
chatting room:
mentre sono tutta assorta nella scrittura del blog sul mio laptop
il goffo tuttofare mi lancia una rosa dallo spiraglio
e si nasconde dietro la porta dello studio di father Nich
ora: la rosa è stata appena colta dalla siepe dopo un acquazzone e ha i petali pieni d’acqua
risultato:
la rosa atterra sulla tastiera del mio laptop
lo inonda con spruzzi d’acqua
scatenando la mia furia e le parole più irripetibili anche se in inglese gli dico soltanto
-ma sei impazzito!??
il poveretto è mortificato e si scusa con la testa china
tira fuori il fazzoletto che tiene sempre in tasca
e comincia goffamente a tamponare l’acqua
steve
non demorde
(come dovrebbe)
anzi ci ha preso gusto
a seguito dell’insuccesso del primo approccio
ha ritenuto più sicuro il metodo della rosa alla porta
asciutta
ho perso la tessera settimanale per i bus
25 pounds volati via
continuo a perdere cose
perdo tutto
cose stupide e cose più rilevanti
il biglietto per il bus è carissimo sull’isola (2.50 l’uno !)
ma non posso farci nulla
è andata
aspetto e me ne faccio una ragione
me ne lamento un paio di minuti in chatting room e that’s it
vuol dire che rimarrò al monastero nei prossimi giorni
o che camminerò al posto di prendere mezzi
è un segno:
dio mi vuole ferma
dio mi vuole a piedi
doloretto alla spalla sinistra: attutito ma presente
di sera nella chatting room
-padre ma le è mai pesato l’aspetto di ‘celibato’ della sua esperienza di monaco?
-assolutamente no
-ha avuto mai un ‘interesse’ verso qualcuno che non fosse… dio?
-certo: sono umano
-e come ha gestito le sue .. diciamo ‘pulsioni’ … attrazioni?
-ho avuto la mia vocazione a 6 anni
il tipo dei treni vestito sempre di verde aggiunge :
-nemmeno io ho mai avuto una fidanzata nè ne sento il bisogno… se capita bene se no non importa (33 anni)
il povero steve si aggiunge alla lista
- beh anche io ho 53 anni e non ho mai avuto una fidanzata!
insomma: l’unica che ha scopato in questa stanza sò io?
3 avemaria
4 padre nostri
12 mea culpa
1 aspirina e a letto
(isle of wight 15.8.18)
ritiro del silenzio: giorno 10
toc toc toc
sono viva o morta?
toc toc toc
il suono si intromette nel mio sogno:
perdo portafogli e cellulare in mare
perchè una mia amica cretina e incinta mi fa cadere dalla barchetta tuffandosi in acqua
toc toc toc
apro un occhio
benedict
il tuttofare
gonfio d’amore
bussa alla mia porta alle 7.32 del mattino non sapendo cosa rischia
-yeah?
ma penso fucking hell!
-ti devo dare una cosa
-non puoi lasciarla di là?
-no non posso vado via tra poco e penso che ti serva!
porco qua e porco là
mi infilo una felpa e pantaloni al contrario
gli apro con stipite e un occhio mezzo chiuso
(gli somiglio ora)
mi allunga una tessera settimanale del bus
un ospite dell’abbazia sta partendo e lui gli ha chiesto di lasciargliela per darla a me
si è ricordato che ho perso la mia
…..
continuo a perdere cose
continuo ad avere indietro le cose che perdo
lezione?
insegnamento divino?
culo?
tutti e tre?
15 agosto
happy assumption!
dopo il servizio divino dell’1.00
(sext- da non confondere con quella pagana: sex)
pentiti e lavati dai peccati ci avviciniamo al refettorio
il pranzo di ferragosto è un disastro
cavoli e verza bolliti senza olio o niente
pollo rosa probabilmente ancora vivo con gravy per le altre
un pasticcio di fagioli (pasticcio è la parola giusta) per me
un dolce bruciacchiato con uvette
con tutto questo mal di dio festeggiamo l’assumption
fingo di mangiare
subito dopo scappo al tea shop di fronte all’abbazia
travolta da sentimenti non proprio cristiani nè monacali
cerco rifugio cibo calore lussuria!
sono pazza della chef del farm-shop
non ho toccato cibo e mi rode pure il culo dal momento che ho appreso che
mia madre sta sfacciatamente festeggiando in un bosco sulla salaria con il bendiddio
chiedo aiuto a Chris (la chef)
è felice di poter cucinare su richiesta
mi apparecchia un piattino niente male
finalmente è ferragosto
cristo
cristo
cristoiddio
alè!
al tavolo accanto siedono i due terzi della famigliola cattolica fervente
hannah e la madre vera
hannah sta divorando un sandwitch con patatine
anche lei non è riuscita a godersi il pranzo dell’assunzione al monastero
vera non mi piace:
molto sorridente e sempre positiva
ma in fondo falsa e invidiosa
guarda sempre nel piatto degli altri per controllare se ricevono di più di lei
ogni tanto caccia fuori grossi strafalcioni cattolico-cristiani
dopo due tre convenevoli infatti esce fuori il discorso sul
matrimonio
mi chiede come mai non sono sposata
io rispondo che non
-credo al matrimonio-
lei sbianca
mi guarda con occhi sgranati e scandalizzati
indica con la mano paffuta sua figlia hannah e aggiunge
-ti prego: non in sua presenza per favore
tal reazione mi disturba notevolmente quindi mi affretto a chiarire
-beh questa infatti è la MIA opinione sul matrimonio
sono sicura che hannah essendo si giovane ma anche intelligente
si formerà una SUA idea sull’argomento
sfodero dunque un irresistibile sorriso e mi siedo al mio tavolo
confido nel conforto del cibo
arriva il favoloso tagliere mandato dalla chef
dalla cucina mi fa cenno di sedermi e di pagare più tardi
al che vera mi guarda stupita e mi apostrofa
non ti fa pagare per il pranzo????
la trovo già molto fuori luogo
e continua con un atteggiamento che non amo
le dico che probabilmente pagherò dopo il pranzo
ma lei non è soddisfatta:
ma noi paghiamo sempre ‘prima’ del pasto come mai tu non hai pagato??!
-non lo so… ma probabilmente pagherò dopo… ma come mai ti interessa così tanto?
-mah solo curiosità…. come hai fatto a diventare così amica della cuoca?
-con l’aiuto di Dio
quando arriva il mio piatto
vera lo sbrana con gli occhi nonostante il suo pasto al monastero non sia stato proprio leggero
mi chiede di assaggiare questo e quello
sono tentata dal dire tante cose
tipo
ti prego non essere così invidiosa: non in presenza di una bambina di dodici anni
ma sono superiore e soprattutto ho dinnanzi
pomodorini dell’orto scottati alla griglia sopra un letto di insalata fresca
un brie e un gorgonzola da sparare su una baguette appena sfornata
e non ho proprio voglia di educare gli altri
mai come adesso ho avuto spazio e tempo per elaborare il ‘lutto’
come dicono i colti adesso
il lutto della perdita delle persone importanti della mia vita
ho una famiglia molto numerosa
sono stata travolta da molto amore
alcune delle persone che ho amato di più se ne sono andate
ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa o lasciato un ricordo di qualcosa
alcuni mi hanno lasciato il ricordo di un loro ricordo
altri mi hanno lasciato dei sapori
altri ancora mi hanno lasciato insegnamenti e valori
non ero mai pronta a perderli
non lo sono tutt’ora
essere atea di certo non mi ha reso le cose più facili
come mai sei atea?
mi chiedono spesso qui
dal loro punto di vista è come quando io chiedo
-come mai sei credente?
mi sono dunque ritrovata a ricordare un paio di episodi dell’infanzia
che riporto fedelmente (per quanto la mia memoria labile mi renda possibile)
sui 10 anni mi misi a frequentare le
coccinelle
versione femminile dei boyscout
nella parrocchia rionale s. cosma e damiano a rione monti
ricordo diverse attività ricreative a sfondo religioso
non era male nel complesso
il problema era
almeno per me
che non tutti ottenevano l’ambitissimo basco a pois:
il baschetto rosso di panno e con i pois neri che ricordava colori e forma dei simpatici insetti a pois rossi e neri
ricordo infatti una specie di cammino da percorrere
o meglio un punteggio da raggiungere
per essere benedetti con il basco a pois
sulla bacheca di una stanza della parrocchia
spiccava un enorme disegno di un sentiero che si apriva la strada verso un bosco
c’erano piccole coccinelle di cartone appuntate sullo stesso con puntine colorate
sopra ogni coccinella un nome corrispondente ad ognuna di noi
alla fine del sentiero si otteneva il basco a pois
le suore o i capi-coccinelle decidevano chi progrediva
chi rimaneva fermo
chi retrocedeva nel sentiero ogni settimana
a seconda di buone azioni o buona condotta o diosolosa cos’altro
io ero sempre l’ultima del sentiero
cioè ero sempre all’inizio del sentiero
non retrocedevo nè progredivo
ma non ne capii mai la ragione
frustrata ma determinata andavo avanti
sperando nel basco a pois
un anno ci portano in gita
in un bosco chissà dove
pochi giorni in una struttura gigante
lontani da affetti e cari
costretti ad orientarci nel bosco per mezzo di una bussola
i miei
pur di sbarazzarsi dell’unica mocciosa
mi ci mandano entusiasti
la prima notte faccio pipì a letto
(niente di più facile essendo la mia prima volta fuori casa con più o meno estranei)
le suore per insegnarmi la disciplina
…..
-esibiscono il mio materasso con la macchia della pipì nel corridoio-
io mi chiudo in bagno e non smetto di singhiozzare
quando esco telefono a mia madre
mia madre si precipita lì e fa un cazziatone alle suore
poi cucina per tutti un favoloso spaghetto dei suoi
non ricordo più se poi mi riporta a casa o mi lascia lì
e poi ti chiedono perchè sei atea
(isle of wight 16.8.18)
ritiro del silenzio: giorno 11 (ultimo)
(YES it is really necessary Father)
diluvia
che dio la manda
ma piove talmente tanto che sicuramente c’è qualcun altro
ad aiutarlo
il cielo versa lacrime per la mia dipartita:
oggi è il mio ultimo giorno del mio ritiro del silenzio all’abbazia di quarr
di silenzio ce n’è stato poco
ma di ritiro parecchio
non sono pronta a tornare alla mia vita di città
non sono pronta a tornare alla mia vita
non sono pronta a tornare
non sono pronta
faccio un giro al gallery shop
dove incontro una signora sugli 80 che sistema le opere d’arte
ogni settimana viene esposto un artista locale
ora è il momento degli animali fatti di terra cotta di sua figlia
e dei suoi oggetti di porcellana cotta al forno e dipinti a mano
sono incantevoli
ancor più incantevole è come la signora descrive le sue opere
fa dei pescetti di porcellana grandi quanto un palmo di mano
dipinti graziosamente e in maniera molto essenziale e quasi naif
poi ha dei piatti con dei cavallucci marini rosso corallo
e poi
masterpiece che spicca nella sala e di cui va fierissima
un piatto per pic nic o barbecue per mettere l’insalata
è un polpo gigante
fatto in terracotta
dico soltanto che le posate sono i tentacoli (con i relativi
e c’è un buco dove mettere la testa del polpo
che è un oggetto staccato dalla insalatiera che si infila nel buco
dove
suggerisce la creativa artista
si può mettere il sale
finisco per prendere una campanella a forma di marinaio
sembra una donna visto che ha un ciuffo biondo e la veste larga
e ha una campanella da suonare al suo interno
padre nicholas la adorerà
mi dirigo poi al book shop per comprare le cartoline da spedire
c’è benedict il tuttofare alla cassa
e father luke che smanetta al computer
terza tappa della mattina:
il farm\tea shop
intavolo una affascinante conversazione con la chef
la magnetica Cris
tra i barattoli e le bottigliette tipici dell’isola
parla come un’artista
è un’artista
non una semplice cuoca
non si percepisce come cuoca
dice di essere più una musa
ogni piatto deve essere un’opera d’arte
ogni pasto deve essere considerato come se fosse l’ultimo
al momento sta usando la cucina come strumento di espressione della sua creatività
come un pittore fa con una tela
un musicista fa con lo strumento
magari tra due anni si metterà a lavorare cristalli
non le importa nulla delle regole del mercato:
la sua figura
continua
è controversa
perchè le interessa se un cliente non ama un suo piatto:
non è contestabile o aggiustabile
dice
-è come un’opera d’arte: non la puoi cambiare o migliorare
la accetti per come ti si presenta: ti può piacere o non piacere
e va bene così
sono ipnotizzata dalle sue parole e dala sua mente brillante
sta cercando di educare i visitatori ad apprezzare la cucina genuina ma di gusto
e lo sta facendo secondo le sue regole
non le regole del mercato o di quello che va di moda
odia la moda
cammina davanti ai vari scaffali indicandomi quali prodotti siano prodotti da ‘artisti’
(il sale di wight)
e quali invece pur nascendo come prodotti genuini e fatti con arte
sono diventati prodotti che portano in sè lo
-’zampino del diavolo’
lo puoi sentire nel sapore…
quando si risponde al richiamo del denaro e del mercato
il gusto del prodotto cambia:
la mano che cucina si muove secondo altri criteri
non certo quello dell’ispirazione e dell’amore
io concordo con tutto e capisco tutto
sono affascinata e persa in questo ragionamento come se fosse di un’altra mia vita
perchè mi interessa così tanto in fondo???!
mi guardo il polso
penso come il bracciale d’argento con i lama
(eredità amatissima e inseparabile della zia austriaca)
mi guida quando butto l’aglio nell’olio bollente
quando giro un sugo o sbuccio le patate
è l’amore e l’amore tramandato che mi detta le misure
i tempi
il ritmo
il bracciale è sul mio polso da quando lo zio
morta l’amata zia
lo mise al mio polso
e lì è rimasto da più di 20 anni
il bracciale fu trovato in una pesca subacquea dal figlio dell’amata zia
in sudamerica
in seguito regalato alla madre
mi siedo al tavolo del farm shop decisa finalmente a mettermi a scrivere il mio blog
dopo 5 minuti arriva cris con un piattino
-devi assaggiare questa: è la zuppa del giorno

estasi
è una vellutata che sa di coccole e caminetto acceso in una casa di campagna
sicuramente patate e cipolle (confort food)… ma poi che altro?
mi scervello mentre continuo a degustare
sembro uno di quei food expert che girano il mondo dando stellette ai ristoranti
cris esce dalla cucina con un foglio: ha scritto tutti gli ingredienti
ne ho azzeccati solo 3
aimè aimè
non è escluso che anche io
come cris
passi ad un altra forma di espressione della mia creatività
il pianoforte non ha fornelli
non è escluso che io mi metta a fare la cuoca
ma non voglio lavorare come sguattera
nè fare la sottocuoca a qualcuno
voglio cucinare
decidere il menu
comprare gli ingredienti
decidere i prezzi
avere a che fare con i clienti
viaggiare per apprendere i segreti di altre cucine
oggi se ne è andata un’artista immensa
un’artista su cui tutte noi cantanti abbiamo provato a distruggerci la voce
con buoni risultati per alcune
Aretha:
I’ll say a little prayer for you
lascio una cartolina con parole dolci
e la campanella di terra cotta a padre nicholas
lui è imbarazzato ma mi ringrazia guardando in basso
-non so bene cosa farci con questa.. ma sei molto gentile
-padre possiamo farci un selfie?
-is it really necessary?

(prima) (dopo)
(isle of wight 17.7.18)
19/07/18
just in case
just in case you wonder
why you get that feeling that I’m not there
even if I am
my friend will tell you why
in short time she’s known Love
she’s known Loss
and then she’s known Despair
as soon as she met the first one
she quickly realized
she had never loved before
but then she found Loss
that took her by surprise:
she could swear she had suffered from loss before
but she was wrong
when eventually despair knocked on her door
she was unprepared:
confident she had been struggling with pain and sorrow all her life
Despair looked to her like an old and well known friend
again
it was not
Despair struck her so bad she couln’t breath
just in case you wonder
-will she ever love me the way I hope her to?
I hope you find an answer hidden in my words
if she doesn’t reply to texts
does not pick up the phone
can’t plan
can’t let you stay
seems to always be about to say goodbye
that is the reason why
she’s known Love
Loss
Despair
in the blink of an eye
(London 19.7.18)
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