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29/10/10

10 MOTIVI PER NON STARE CON ME

 

1. non so mediare e non ho le mezze misure      
già solo il verbo “mediare” mi ha sempre dato  il nervoso
come fingere che le cose stiano andando nel verso giusto se invece vanno di schifo?
ricordo una scenata ad un fidanzato
dopo aver addentato mezzo supplì e riposto l’altro mezzo in frigo ben incellofanato
lui apre il frigo beve una birra aggrotta la fronte e
getta al secchio quel che resta del supplì avanzato
ovviamente
un supplì sprecato
un bambino africano denutrito
un fidanzato scaricato

2. non faccio sesso      
superfluo sopravvalutato spaventoso
il sesso consumato già tre quattro volte con lo stesso partner mi scatena un desiderio irrefrenabile di
ripassare un broccoletto in padella
scaricare l’ultima puntata di dottor house
andare a controllare l’email
scrivere un’idiozia su facebook
fare le parole crociate
il desiderio la voglia la pazienza di sopportare lo stesso individuo con gli stessi incastri sulla mia stessa persona? essù quanto può durare? è un grosso problema ma trovo già importante averlo messo a fuoco ora non mi resta che farlo arrostire e mangiarmelo caldo

3. faccio i fumenti       
pieno inverno
pigiama di flanella rosso
un enorme asciugamano di spugna mi ricopre la testa
lascio penzolare la stessa sopra una pentola fumante piena d’acqua e bicarbonato o calyptol o quello che ho trovato in frigo quel giorno
respiro a tutta carretta con naso e bocca fumi che si sollevano rassicuranti dalla pentola che scotta
i fumenti: l’antico rimedio contro il raffreddore e la chiusura delle prime vie respiratorie
le mie si chiudono spesso
impunite come tutto il resto del corpo
non ho mai capito se serva a qualcosa sto fare i fumenti ma oltre al fatto che libera le prime vie respiratorie e dona al tempo stesso alla pelle una cura di bellezza la cosa certa è che
mi dà sicurezza
altra cosa certa è che trovarmi in quelle condizioni dentro casa metterebbe alla prova qualsiasi amicizia amore o convivenza

4. la mia cucina non ammette piatti privi di aglio o cipolla        
e uso imporla senza remore o regole agli ospiti stupidamente preoccupati che la loro vita sociale e sentimentale avrà un’impennata per via della mia deliziosa cucina saporita
vi dò una dritta: dare la colpa della solitudine alle spezie non è mai una grande idea
diffido delle persone che un po’ imbarazzate si scusano- per me niente aglio…-
penso sia attendibile spia di malvagità d’animo e di profonda inconscienza
in questi casi in genere dopo aver pregato il/la malcapitato/a di prendere una sedia in un’altra stanza
approfitto per gettare furtivamente l’aglio/cipolla nella padella

5. digerisco malissimo       
le persone incapaci di amare incapaci di esprimere i sentimenti le persone false e attente all’esteriorità digerisco malissimo le persone formali che dietro l’educazione nascondono una gran voglia di urlare e l’incapacità di vivere come vogliono la paura di fallire


6. piuttosto perdo un amico che una battuta      
ridere è delizioso e far ridere è una delle mie passioni: forse sono una demente ma le cose che fanno ridere me
sono stupide veramente
passerei sul cadavere di mia madre pur di far ridere una persona a cui tengo
non m’importa affatto se il momento è sbagliato se la situazione è tragica se mi trovo dentro una chiesa o a un funerale o dentro un letto o alla posta o in classe…
se arriva una battuta chi siamo noi per reprimerla? cos’altro è ridere del resto se non creare gioia in qualcun altro?


7. è impossibile farmi un regalo      
odio i regali
tranne quelli accompagnati da parole scritte per me o che spieghino il motivo per cui si è scelto proprio quell’oggetto per me
e comunque non mi è mai piaciuto avere cose in regalo
ho sempre preferito le parole gli abbracci i baci
ricordo un natale ricordo che scaraventai una scatola con dentro il desideratissimo dolce forno della malbert contro i miei poveri e insensibili genitori colpevoli di aver scordato l’unica cosa a cui davvero tengo
il biglietto

8. ho un brutto carattere        
citerò i diversi aggettivi che ho sentito sul mio conto dividendoli per suffissi:
(in osa) scontrosa noiosa lamentosa (in ica) scorbutica polemica sarcastica forastica (in ente) prepotente insistente deludente supponente (in iva) aggressiva emotiva distruttiva (in ata) maleducata viziata sfacciata (in za) stronza

9. nuda sono peggio            


10. sono molto meglio da amica (che da fidanzata)
far emergere il meglio dall’altro: questo il leitmotiv dell’amore profondo
io invece in coppia: peggioro io stessa (se possibile) e peggioro l’altro che mi respira accanto
anche se innamorata faccio vedere i sorci verdi a partner suocera e cognata
sono infatti: distratta egoista assente ecc..(per la descrizione completa vai al punto 8)
ma abbiate pazienza la figura paterna mi è del tutto mancata
ecco perché sono qui a confidarvi che sono molto meglio da amica
che da fidanzata


il super io affoga in un bicchiere di vino rosso- S. Freud








































(29.10.2010 roma)

14/10/10

io e l'harem


si aprono le porte dell’ harem di Tokpaki un lunghissimo sentiero di pietre che formano disegni dai colori tenui si spiega sotto i miei occhi e a me non resta che seguire l’elegante signora che mi accompagna nelle mie dimore evvai evvai evvai sono stata presa sono stata scelta ho passato la prima selezione a roma tra le altre 1200 ragazze hanno scelto proprio me sono felice emozionata anche se non ho capito bene perché continuo comunque a camminare attraverso quella che sarà la mia nuova sfavillante vita nel palazzo imperiale nessuno ci aveva creduto e invece è tutto vero sono ufficialmente una delle trecentotrentacinque concubine dell’harem non vedo l’ora di conoscere le altre ragazze la signora mi fa passare attraverso un atrio tutto decorato a mosaici sulle pareti che ti staccano gli occhi e lì incontro le prime ragazze sono incredibilmente belle e eleganti e truccate come regine e io sono un po’ più sciattarella ma chissà come mi prepareranno quando dovrò incontrare il sultano faranno di me una vera donna con i contro orpelli è un posto magnifico è tanto che aspettavo sognavo speravo di essere accolta qui alla corte del sultano in una reggia di piante e di ori ma non mi aspettavo fosse così bello eppure le altre ragazze mica sembrano tanto contente del mio arrivo sembrano guardarmi di traverso e parlottare tra loro complici ridacchiando al mio passaggio rivolgo la parola a una brunetta con l’aria sveglia e le dico come mi chiamo e lei scoppia a ridermi in faccia perché non ha mai visto quel colore di capelli prima e mi tranquillizza dicendo che a corte ci sono dei miracolosi hennè che coprono qualsiasi colore ma io non voglio coprire il mio colore biondogiallotitti anzi l’ho appena fatto fare e ho speso pure soldi ma non glielo dico per non sembrarle sfacciata e la signora che mi accompagna mi tira per una manica andiamo andiamo su non perdiamo tempo hai molto da fare nel tuo caso moltissimo.. mi spinge in una stanza enorme con una grossa vasca e rubinetti dorati e zampilli di acqua calda da tutte le parti e mi chiede di spogliarmi perché deve lavare il mio corpo e depurare la mia anima che ficata è tanto che lo volevo fare ma non trovavo mai il tempo sento di potermi fidare di quelle mani esperte di quegli occhi neri e malinconici quindi faccio volare via le vesti e mi immergo nell’acqua della vasca piscina e già mi sento a casa con tutti quei profumi di incenso e oli alla mandorla mi sento scivolare in un mondo nuovo e fatto di comodità e bellezza l’elegante signora sfodera delle mani da vero camionista e comincia a sfregarmi la pelle con un guanto di crine fino a che il primo strato ma credo a questo punto anche il secondo e il terzo della mia pelle si raggruppa in tanti riccioletti di un color marroncino che sarebbero poi la cosiddetta pelle morta poveretta una volta asciugata la mia pelle in effetti fa invidia a un neonato arriva un vestito meraviglioso che mi calza a pennello e in effetti anch’io sono più bella di prima e ancora non sono truccata la signora mi guarda e non è convinta e mi fa accomodare sulla poltrona di velluto in attesa della imbellettatrice che poi sarebbe la truccatrice la quale arriva e senza salutare comincia a smanettare sulla mia faccia come fosse una tela e non è mai soddisfatta chiama un’altra aiutante con in mano tre tipi di pettini e vari oli per capelli difficili però io non ho i capelli difficili ma secondo loro ce li ho e quindi mi becco il trattamento capelli difficili che consiste in un tiraggio doloroso quanto inutile del capello dalla radice con mezzo litro di olio a botta che serve a scurire e a lisciare nello stesso tempo infatti al sultano non piacciono i capelli troppo chiari figuriamoci di quel colore! mi accompagna in una sala dove incontro altre cinque ragazze che si pettinano a vicenda creando bellissime capigliature e fanno pettegolezzi sulle altre concubine hai visto quanto si è ingrassata jessica dovrebbero dirglielo oppure mandarla via è pure un fatto di rispetto verso noi altre e verso il sultano soprattutto insomma non si vergogna io non la capisco proprio …hai visto sonia che capelli sfibrati possibile che non si riescano a sistemare? si vede proprio che la sera non li pettina a dovere…e arianna? poverina mi fa una pena ma non credo il sultano dopo quella volta lì la richiamerà mai più si dovrebbe rassegnare poverina…lui è molto esigente e vuole solo il meglio non vuole vedere ragazze bruttine o sciatte o poco preparate o poco curate profumate..io ascolto con la coda dell’orecchio le loro chiacchiere e mi sembrano simpatiche fino a quando cominciano a dire cose tipo ma lei…lei è la figlia di edoardo secondo te? sarà svedese no no mi sembra più inglese certo dovranno lavorarci molto dovranno fare molto lavoro prima che il sultano la riceva ci vorranno anni…!! magari è brava a danzare…ma non credo non ha gambe toniche da quel che vedo..e poi non più giovanissima…..oddio che brutto stanno parlando proprio di me e io che ho orecchie bioniche lo sento benissimo e faccio finta di niente sicura che il sultano mi riceverà al più presto nella sua stanza imperiale si innamorerà di me e manderà via tutte le altre dunque mi accompagnano in una stanza con altre 40 ragazze ho un letto con baldacchino e un bel comodino di mogano e dopo poco crollo al risveglio mi assegnano un numero da attaccare alle vesti e il mio è il 278 non capisco bene a cosa serve e mi spiegano che è il mio posto per accedere alla mia prima notte con il sultano ma questo sultano avrà pure un nome cristo santo e mi dicono che gira voce si chiami ugo e allora capisco perché lo chiamano tutti il sultano e basta quindi sono infuriatissima per due motivi primo perché non voglio essere ridotta a un mero numero secondo perché sono così lontana dal momento del mio incontro con il sultano che ci vorrà almeno un anno di attesa accipicchia allora comincio a dire la mia e un po’ di ragazze tra l’incuriosito e lo scettico vengono intorno ad ascoltare quello che ho da protestare e alcune mi cominciano a dare ragione anche se hanno tutte un po’ l’aria di dire ma questa che vole è appena arrivata e già si lamenta non avrà vita lunga in questo harem..ma io me ne infischio e chiedo alla signora che si occupa di me un’udienza anticipata con ugo anzi dico con il sultano lei sgrana gli occhi e mi dice non è possibile cara! allora decido di non cedere alla tentazione di togliermi i miei orecchini da regina e urlare come una portinaia e decido di passare direttamente al piano b cioè inserirmi con l’inganno la scorrettezza e l’indecenza nelle stanze del sultano anche se non è il mio turno ma c’è da dire che io ho lavorato sodo per tutti questi anni ho imparato la danza la recitazione e il canto quindi ho diritto alla mia notte con il sultano più di altre e che diamine! aspetto la notte e vado a letto già vestita e truccata per le feste e comincio a fantasticare sul sultano e sulla sua reazione alla mia visione e al fascino delle mie arti nel frattempo si fanno le quattro di notte ed è venuto il momento di agire in punta di piedi mi dirigo verso le stanze imperiali unico vero ostacolo è passare inosservata davanti alla stanza della valide sultana ovvero colei che diede i regali natali a ugo che con quel nome lo rovinò a vita colei che decide la sorte di tutte noi concubine e può decidere di cacciarne una soltanto perché ha scordato il kajal o le sono calate un po’ le chiappe…evvai evvai è fatta sto aprendo la maniglia della porta della stanza imperiale ci sono quasi spero solo non sia sveglio ah bene mi sembra di intravedere un corpo tra le coperte ma non vedo un gran che in effetti allora che faccio? lo sveglio con un canto angelico o lo chiamo dolcemente sussurrando il suo nome ugo ugo..ugo…o forse sua maestà sua…naaaaa troppo suddita è meglio che mi infilo nel letto direttamente e chi s’è visto sé visto mi spoglio completamente e alzo le coperte per sdraiarmi accanto all’oggetto del desiderio di tutte le trecentotrentacinque ragazze dell’harem oddio che emozione aspetto questo momento da anni e ora sono qui e posso averlo tutto per me…deduzione tanto affrettata quanto sbagliata…nel silenzio della stanza avverto il respiro del sonno ma la cosa strana è che io sono in apnea per non fare rumore e sento comunque due respiri nella stanza… oddio starà dormendo con una delle concubine che figura che farei a questo punto! gli occhi si cominciano ad abituare alla penombra e comincio a distinguere meglio le figure e con mia sorpresa mi accorgo che le teste brune e rasate sono due! ecco un vero scuup il sultan-ugo è in compagnia di uno dei neri enuchi dell’harem se lo abbraccia tutto come un cuscino questo è vietatissimo dall’etica dalla valide sultana e dalle regole dell’harem se lo scoprissero le ragazze e la madre valide sultana il povero ugo verrebbe linciato poverino ecco perché è così difficile e esigente con le donne perché le donne non lo interessano affatto però povere donne così sempre tutte in tiro e attente a non avere un capello fuori posto tutta energia tolta all’arte per un uomo non interessato sai quanti complessi ha fatto venire alle poverette e rischiava di farmeli venire pure a me? basta ho deciso lo ricatto o fai l’outing o lo faccio io per te lo sveglio lui si prende un colpo come hai osato? veloce ho da proporti un ricatto o mi nomini tua moglie e mi dai i poteri supremi o ti sputtano lui un po’ spaventato dice ti prego ti prego ma io non cedo e combatto dico voglio o l’outing o io eletta sultana lui senza scelta mi cede il trono evviva evviva la prima sultana della storia e ora mando via tutte le concubine e chiamo chi dico io ma non me ne servono trecentotrentacinque me ne serve uno soltanto il prescelto fidato marito dotato di humor cervello fantasia gelosia energia musicologia filosofia psicologia sessuologia alessiologia vitologia

(14.10.2010 roma)

29/09/10

gira voce che sono ricca


gira voce che sono ricca in effetti sono ricca ma ricca vera tanto ricca ovunque e talmente tanto che per un sacco di tempo ho regalato molta della mia ricchezza a chi era povero così povero da non avere nemmeno un sogno da soffiare nelle notti di silenzio e di luna piena da non avere nemmeno la libertà di scegliere di essere felice da non aver nemmeno la capacità di ridere per una cazzata da non aver nemmeno occhi per guardare così io ho alimentato e nutrito e sostenuto e flebizzato i poveri ma ancora rimango sono e divento ogni giorno più ricca gira voce che ho un brutto carattere in effetti ho un brutto carattere ma brutto tanto brutto che è meglio tener lontani gli altri più fortunati perché tutti sono a rischio di venire in contatto con gli orrori della mia mente una mente contorta e piena di pozzi neri dove facilmente si può scivolare se si sbaglia un passo e si rispondo male a tutti quelli che mi vorrebbero incastrare o mi vorrebbero diversa diversa da che diversa da chi forse solo da loro gira voce che sono un’egocentrica in effetti sono egocentrica talmente tanto che non mi accorgo nemmeno della mia stessa ombra tanto che non mi guardo allo specchio perché mi distraggo dalla vera me e soffoco all’idea di innamorarmi di te perché te non sei me sono tanto egocentrica che se faccio una domanda ho la sensazione che sia in realtà una domanda che tu hai fatto a me e rispondo al tuo posto non ascolto non ascolto non ascolto altro che quello che sento e sento parecchio in effetti dicono che sono un tipo ma un tipo di che nessuno me l’ha mai detto sta storia del tipo non m’ha mai convinto gira voce che il mal di vivere si possa curare con un pendolino e una psicoterapeuta che medita su di te cioè in verità si addormenta su di te per una mezz’oretta e dopo ti senti subito meglio soprattutto dopo aver cacciato trecentoeuroincontanti gira voce che non sò più na ragazzina in effetti è proprio vero sono grande saggia molto vecchia molto più rugosa più grassa di grasso spesso e unto gira voce che sono una maleducata in effetti sono molto maleducata e sbatto fuori di casa tutti quelli che entrano con le scarpe sporche di fango perché non voglio né merda né fango dentro casa mia visto che mi faccio un culo così per tenerla pulita pura serena non lo permetto a mio padre al papa a brus willis di sporcare le mie lenzuola che faticosamente finalmente cominciano a profumare di sogni bellissimi sono molto molto maleducata con quelli che non hanno mai sognato e provano a inquinare i sogni degli altri gira voce che bisogna volergli bene ma mi sembra proprio una gran cazzata gira voce che scrivo un blog in effetti scrivo un blog ma non sarà una notizia attendibile perché finora questa è l’unica voce che ho messo in giro io


(29.09.2010 roma)

25/09/10

nel dubbio scrivo un rap

certo eccomi qua con le pieghe della pelle un po’ più profonde e occhi più accesi non chiacchiero molto perché sta tutto scritto nelle mie rughe non dico che sto male e non dico che sto bene sono di nuovo in un batuffolo d’ovatta morbidissima che io stessa ho cercato per anni da sempre ora non so se voglio sdraiarmi e dire ecco qua la mia vita non so se voglio dire ormai non so se voglio dire sono contenta così non so se voglio svegliarmi con un cappuccinoscuroalvetroconcacao e non so se voglio stare così vicino agli impossibili e così lontano dall’impossibile forse vaneggio no no sono lucidissima con uno zaino nero un paio di figli miei dentro una battuta pronta e 20 euro posso andare ovunque sulle montagne nel profondo del mare alla fine del mondo perché tutto quello che ho è moltissimo poesie sul mio cellulare arrivano a raffica un poeta di sessantotto anni mi ama e mi invia esche d’amore le sue meravigliose parole contro una donna che di poesie ne ha ricevute poche e scritte molte gli devo dire di smettere ma mi spiace e non voglio ferirlo né incoraggiarlo le sue ali vecchie e lise come due bretelle mi piacciono alcuni hanno questo dono di vedere oltre e beccare le parole giuste per dire l’indicibile dicevo dicevo che non so più se voglio essere felice se significa rinunciare a sognare quando tutti gli altri hanno smesso di farlo e tu sei ancora addormentato potrei scrivere cento libri con i sogni che mi perseguitano belli brutti mentre dormo e a occhi aperti sono una superstar sono un’amante focosa sono una moglie perfetta sono una bambina impaurita che scopre il mondo sono un uomo sono una squillo sono una suora laica sono anche una famosa attrice sono una barbona sono una nobildonna sono sempre io ma come viaggio nel frattempo arriva un altro messaggio che ne sarà di me?nel dubbio scrivo un rap

MIDICITIDARO’TUTTOQUELCHEHO EIOSONOTUAPERSEMPRE MIDICIVOGLIOFAREQUESTOEQUELLOPERTEPORTARTILASSU’VIVERTIAMARTICOMENONHOFATTOMAI EIOSONOTUAPERSEMPRE MIDICIPROMETTOCHESAPRO’AMARTIHOSBAGLIATOTUTTOCONTEMAORARIMEDIERO’ATUTTOILMALEFATTO EIOSONOTUAPERSEMPRE NONTEMERENONAVEREPAURATIDO’IMIEISOLDIEIMIEIOCCHIEIMIEIAMORIELAMIAVITANELLETUEMANI EIOSONOTUAPERSEMPRE PERCHE’COSI’STAREMOSEMPREINSIEMEIOETECOMEERAVAMODESTINATIADESSEREINSIEMEPERSEMPREABBRACCIATISTRETTI EIOSONOTUAPERSEMPRE NONVOGLIOFARTIPIANGEREPIU’OTORTURARTINELLAMENTEENELCORPOBASTASOLOBACIQUESTOE’QUELLOCHEFAREMOINSIEMEHEIUNATTIMOCREDOCHE
IOSONOSEMPRESTATATUAPERSEMPRE

(25.09.2010 roma)

19/09/10

li(ea)ving new york


di fronte al gate a11 dell’areoporto di newark mangio un chips and guacamole pieno di aglio e cipolla che se anche il destino mi avesse voluto sorprendere e mettermi accanto il mio futuro marito sull’aereo con tutto l’amore del mondo lo avrei perso prima di averlo ma come ho sempre fatto dò la priorità al piacere del palato rispetto a quello del talamo e seduta alla currito cantina scrivo questo raccontino per schirirmi le idee più che per comunicarle al lettore eventuale bella la festa di addio alla sottoscritta molti amici molti colori di occhi molti stili molte sessualità molti accenti molto cibo italiano messicano americano (??) io cucino una valanga di maccheroni e delle favolose melanzane a funghetto in padella e come assistente ho una amica biologa assassina di topi che si permette di preparare un’insalata senza olio e sale perchè dice non ci va e ci mette solo aceto balsamico che io detesto e ci taglia dentro pomodori mais fagioli neri avocado cipolla rossa e un paio di falangi ma il risultato lo devo ammettere è inpensabile e impeccabile buonissima mentre il mio fantastico roomate ha pulito tutta la casa per l’occasione e ha preparato un piatto con uva formaggi francesi pomodorini olive e devo dire che ci sono molti colori su quella tavola e riflettono moltissimo lo stato d’animo che ti porti via da new york la mia assistente mi chiede come le devo tagliare le melanzane?e io rispondo a funghetto e lei mi guarda stranita e si fa consigliare dall’africana che sembra valutare la situazione astutamente astenendosi dall’intervenire nel frattempo l’attriceproduttricerompicoionifrancese arriva in tutta la sua beltà e comincia a lamentarsi che nessuno le ha ancora versato del vino comincia a lamentarsi che lei non ha una casa bella come la nostra che rinomina per l’occasione “chateaux” il castello e l’invidia la pervade tutta e comincia a prendere informazioni sul costo dell’affitto e su come prendere possesso dello chateaux perchè si astoria è il quartiere più bello di niuiork ma è ora di farla finita colle cazzate e brooklin non si batte!! tesòòrrro!! l’africana ha un cuore sulla giacca ed è all’incontrario le chiedo perchè e mi dice perchè stai partendo è triste ed è triste anche la biologa e comincio a essere triste anche io più che altro perchè mi rendo conto che la salsa per la pasta è ancora troppo lenta e la devo ripassare un pò in padella nel frattempo entra in casa un cinepponese americano e non capiamo di chi è amico e allora mi decido a chiederglielo e lui risponde che è amico del mio roomate dal liceo allora la francese lo assale di domande e lo trova anche simpatico arrivano la cipriota con giorg maicol e chitarra a seguito oh no e un’amica molto rossettata poi il francese rasta bonazzo con bicicletta e una bottiglia di sakè? arriva l’altra fuori di testa che ama il cioccolato e non capisce come io non lo voglia mangiare nonostante ce ne abbia parecchio in casa e la vicina moglie del produttore soul e i vicini con cane terrorizzato da tutto e la serata comincia con una bella abbuffata all’italiana unico neo una vaschetta di parmigiano che inaspettatamente appare sulla tavola a mia insaputa credo che la francese abbia insistito per avere il parmesan sulla mia pasta che essendo all’arrabbiata (per fare stare a suo agio la francese) non chiede e non vuole il parmesan comincio un’accesa discussione con lo chef francese bonazzo e altri a margine sul fatto che l’aglio non va d’accordo con il parmigiano e cominciano a innervosirmi con frasi tipo apri la tua mente cucinare deve essere un’esperienza creativa non ci devono essere questi limiti tutto quello che conta è il sapore il gusto e ognuno ha un gusto diverso e personale eh no eh! la pasta all’arrabbiata con parmesan no! insomma mi ritrovo sul divano accanto allo chef che dato che mi sono ustionata il dito cucinando la pasta decide di darmi un bacio sul dito e mi mostra la lingua dicendomi in un inglese sdentato che la saliva curerebbe l’ustione molto meglio allora mi alzo di scatto e vado a scolare la pasta incapace di sostenere qualsiasi conversazione 1) che vagamente accenni al sesso 2) con il sogno erotico di almeno altre 8 donne nella stessa stanza con me e pronte a saltarmi al collo al minimo mio accenno di ammiccamento dunque la serata procede tranquilla e il rasta francese sembra propendere un pò per tutte e ora si dirige verso la mia amica assassina di topi/biologa con le sue avances sexi quindi dopo questo c’è da prendere una decisione seria quindi io e la biologa ci appartiamo per discutere sui dettagli del prossimo menage a troi in cui troi sta per tre e non per ragazze poco serie e ci blocchiamo subito sul primo problema entrambe abbiamo dei peli sulle gambe che in confronto i capelli rasta del francese sembrano seta poi ci sarebbe il problema di scoppiare a ridere appena io e lei ci rendiamo conto di doverci un minimo slinguazzare o peggio e quindi rimane in sospeso fino a nuovi ordini così decido che è il momento di divertirsi senza pensare troppo ai peli e propongo dunque una sfilata di moda e divido quella maschile da quella femminile iniziano i maschi noi ci posizioniamo tutte sul divano e aspettiamo intrepide la loro preparazione non senza una punta di innato femminile scetticismo ma i ragazzi stavolta ci sanno proprio fare holy shit! entra nella stanza un’improbabile presentatore della sfilata con tanto di foulard giallo al collo e cappello da cappellaio matto è il mio roomate che con la sua classe e simpatia innate presenta la sfilata primo a sfilare è il rasta in tenuta da mattina è naturalmente gorgeous con maglietta di michael jackson e ombrello che rotea con nochalance secondo a sfilare è il cinopponese in versione da sera con occhiali da vista a goccia e non ricordo altro per fortuna e arriviamo al terzo e ultimo a sfilare in veste da notte è giorg maicol con vestaglia elegante molto corta di raso pesante pipa in bocca e nudo come mamma l’ha fatto sotto ma la sopresa è che a fine sfilata si apre la vestaglia e ci lascia sognare per un secondo lasciando la sua ex ragazza franceseattriceproduttricerompicojoni senza parole e senza mutande che dire ragazzi voi siete stati fantastici e ora noi siamo nella merda we are in the shit we are in the shit continuo a dire e ci trasferiamo in un’altra stanza cominciando a pensare come stupirli con la nostra sfilata mumble mumble esce fuori l’idea dell’harem idea della cipriota che caccia una musichetta araba ammiccante e lì cominciano le risate ognuna di noi cerca fulards tende lenzuola sciarpe calzini per coprire le proprie grazie quel tanto che basta per non scatenare un’orgia immediata e per ricordare l’idea dell’harem qualcuna ha addosso accessori un pò fuori dall’idea dell’odalisca tipo la sottoscritta ha una busta fucsia in testa al posto a mò di cappello la biologa assassina una pipa in bocca e una (sola) scarpa mia con tacco l’africana napoletana ha un aggeggio che lampeggia giallo sulla fica per rendere più visibile e chiaro l’accesso la francese invece è nuda con stivali camperos e le altre si arrabbattano come possono il risultato comunque è favoloso e forse abbiamo anche esagerato con le coreografie e le movenze sexi/arabic/haremesche perchè i ragazzi sembrano parecchio hornyzzati dalla nostra sfilata al termine del quale tre delle ragazze hanno anche tirato su le vesti da dietro come usavano fare le odalische nelle corti del sultano a fine balletto.. e vogliono continuare la serata nella stanza da letto allora ci buttano sul lettone e cominciamo a fare delle foto in gruppo il francese rasta si butta su di me ignaro del pericolo e mentre mi morde una chiappa passa una mano sul mio polpaccio che in condizioni normali è anche un gran bel polpaccio ma con tutti quei hair sembra quello di maldini e mi dice “wow!!” e io dico don’t touch me then! mi vorrei ammazzare sotterrare però alla fine è anche naturale e lui con faccia tra il disgustato e lo stupit/do mi propone di rasarmi lui cosa tutt’altro che allettante e il nostro progetto del menage a troi si allontana rapidamente dalle nostre menti malate e impreparate
è il momento del dessert e della riunione buddista accidenti tutti contro di me chiedono di cantare chiedono che ne penso dell’esperienza a new york chiedono cosa riporto in italia chiedono di intonare un pezzo chiedono di parlare di me chiedono tutto e io non voglio dire dare niente gli accordi della chitarra mi deprimono mi sto per mettere a piangere o a urlare lasciatemi in paceeeeee il mio roomate prende egregiamente in mano la situazione e improvvisa una canzone su di me molto dolce e mi tiene la mano mentre due tre di loro pensano perchè non ti mangi il cioccolatino porca miseria? perchè la cioccolata non mi va quindi la cipriota e il cinopponese visto che io non spiccico parola su come mi sento cominciano la chiacchierata su come è importante to connect e giuro che in meno di un minuto sparano delle ovvietà che mi colpiscono al cuore come proiettili precisissimi non gliela posso fare mi capiscono solo le due suddaiole l’africana e l’assassina certo bella consolazione ma con gli occhi mi supportano e mi danno coraggio bene la serata si conclude con il francese rasta che mi stringe le mani con fare tutt’altro che seduttivo ma anzi molto paterno e mi dice ricordati che la famiglia è tutto quello che di più prezioso avrai mai o cristo santo sono fottuta però è sincero e anche serio in quel momento saluto tutti e spengo la luce dei pensieri è ora di dormire e ritrovarsi in un posto nuovo domani e non avere paura di niente quello che non riesco a dire è che forse per la prima volta in vita mia mi sono data una possibilità e ho saputo anche chiedere aiuto non è male conto di rifarlo presto anzi subito anzi sempre

(18.09.2010 new york)

17/09/10

la mia tipica giornata a new york


mi incontro con il produttore degli artisti che mi fanno sbroccare e che inseguo da mesi dopo aver ingoiato 35 gocce di valeriana riesco addirittura a sostenere una conversazione regolare come una grande e lui mi dice quando pensi di tornare.. ma giusto il tempo di sistemare la questione con le scuole farmi licenziare e farmi mandare un pò di accidenti fare qualche concerto...far prendere un infarto ai miei e spezzare il cuore di un paio di uomini e poi entro la fine di ottobre sarò già di nuovo qui disponibile a lavorare e pensare al nuovo progetto insieme...sono vestita come una hip hopper sotto ma sopra ho una maglietta aderente che non lascia spazio all’immaginazione anzi glielo toglie del tutto ma sento che quello che ho da offrire in fondo è molto più di un paio di tette sode meno male pensa tu se dovevo contare su quello ero fregata cool very cool coolissimo e let’s keep in touch mi incammino in una new york che veramente ti toglie il fiato da quanto è bella oggi con il sole e un’aria fresca che sembra suggerirti fallo ne hai la capacità abbi il coraggio e allora mi metto su una panchina di fronte a un negozio che si chiama eataly una genialata per i cretini che vanno a new york e hanno nostalgia del cibo e dei sapori italiani tipo appunto me..c’è un detto a new york che dice when in rome e significa quando si va in un paese straniero si devono acquisire le usanze di quel luogo e non rimanere ancorati alle proprie...ecco appunto esatto...mangio un terribile panino da me preparato con burro formaggio arancione e pomodori e poi prendo un autobus che miracolosamente mi porta sulla parte east di new york che mi piace moltissimo dove c’è l’ospedale dove lavora la biologa assassina di topi che è diventata una mia conoscente piacevole non me la sento di chiamarla amica come lei si autodefinisce nel nostro rapporto comunque la raccatto e finalmente prendendo un taxi come due vere strafiche andiamo alla fashion cioè una sfilata di moda dove mi ha invitato il mio amico avvocato naturalmente la biologa salernitana che è anche fotografa salernitana fa foto alle scarpe pitonate verdi tacco 15 della sua amica e poi fa la foto alle mie adidas marroni non mi vergogno affatto di essere vestita a metà tra una normalissima hipster niuiorkese artista e una eccentrica radical chic monticiana quindi mi aggiro nella sala accanto a modelle e stangone con una notevole noscialans in me innata...dato che mi annoia la bellezza altrui comincio a fare l’idiota e comincio a prendere le pose delle modelle e a farmi fotografare accanto a una macchina di lusso accanto all’avvocato di grido accanto a un bicchiere di acqua colorata frizzante e coinvolgo nelle foto cretine gli altri due attrezzi che da un pò di tempo mi seguono nelle mie avventure la biologa assassina e l’africana napoletana ci mettiamo a mordere collane e a mostrare sederi improbabili e espressioni sexy/sognanti facciamo una pena infinita o siamo le migliori non importa so solo che è divertente prendiamo autobus e sull’autobus succede l’insuccedibile mentre stiamo continuando a fare chiasso e fare foto in pose da lap dance sulle sbarre del povero autobus arriva un tipo con tutte chiavi e attrezzatura attaccati al corpo e senza spiegazioni o presentazioni ci dice non senza imbruttire che non è permesso fare foto e dice alla povera biologa cancellale io sto per intervenire ma confido nella faccia di tolla della biologa che infatti non mi delude e fa finta di cancellare le ultime foto scattate e questo tipo si risiede e per tutto il viaggio ci controlla con uno specchietto retrovisore che suggerisce l’africana usava renato pozzetto nei film porno che meraviglia! dopo questa avventura ci avviamo verso cinque dove raccattiamo l’altra bruciata francese nera incazzata che ultimamente si sente molto meglio le preghiere gli funzionano e sorride spesso forse perchè ha trovato i vestiti giusti per la sfilata di domani comunque acchiappiamo lei e altri due scoppiati e andiamo dopo aver cenato dividendo una pizza cartolina e una bistecca poco cotta però la biologa non è molto contenta perchè dice che gli è capitata la parte con l’osso e grassa e non c’ha mangiato un bel cavolo e dice che io invece ho mangiato tutta la parte con la carne buona che è anche vero ma come si dice a chi tocca n’ s’ingrugna qui mi sembra che del film eat pray love io mi occupo solo della prima attività sono una persona spregevole ma nel frattempo l’africana la stiamo perdendo perchè l’abbiamo fatta strapazzare troppo e le si chiudono piano piano gli occhietti e si avvia verso la ninna ci dispiace ma la notte è lunga e andiamo verso una festa organizzata da un nostro amico williamsburg che somiglia a george michael quando tutti pensavamo ancora che fosse etero e ci illudevamo che la chitarra che portava appesa a tracolla la sapesse suonare veramente e ci siamo veramente tutti il mio fantastico roommate afroamericano mc asciugatore sembra un lord inglese si è vestito proprio bene e sta in forma stasera ha già proposto a cinque ragazze di fare sesso a 4 dollari l’ora e poi cè la svizzera fotografa che è triste perchè me ne vado e mi chiede ancora della mia situazione sentimentale che non esiste ma è molto dolce e le dò corda ci sono il russatore di rode island amico di george michael e molti altri amici per la prima volta parlo con un francese rasta occhiazzurrato che è il sogno erotico di tutte le donne della compagnia ed è anche vestito molto bene però l’unico difetto è che è francese ma questa non è colpa sua e comunque se lo fai parlare in inglese il problema dovrebbe essere risolto bevo un cucumber vanilla cosmopolitan e visto che mi piace lo propongo al mio amico rooomate mc che mi dice naaah io non bevo cosmo sono un uomo quindi apprendo che il cosmo è robba da squinzie e prendo in giro alla mia destra la biologa assassina di topi e alla mia sinistra l’arrogante e polemico sexi francese rasta e la serata scorre via piacevole e stuzzicante torno a casa tardi e sono confusa e felice e mi ricordo che tra due giorni devo tornare nella mia madre patria e non so se mi prende più male perchè è madre o perchè è patria.

(17.09.2010 new york)

09/09/10

a cuul nait in niu iork with frenz

L'africana Francesca
Sarah la fotografa swiss


L'amica salernitana Hylde
 io
invitato a cena e cucinato spaghetti per amica salernitana a niuiork (Hylde)
dopo cena senza nemmeno un bicchiere di vino mi dice che nel weekend in una bella casa in campagna ha guardato una soap overa-
poi ci dirigiamo verso la metropolitana nel treno risponde al cellulare che stranamente le prende sotto la metro e dice all'amica Francesca (un'altro articolo..): scusa era caduta la lingua..
dicendomi quanto sono fortunata ad abitare in una zona così bella di Brooklin nomina il nome della mia via e dice Sanmazz (St. Marks)-
perdiamo due treni perchè lei è intenta a pronunciare per bene i nomi delle stazioni su mio consiglio dato che si trova a nuova york da un anno e sembra che parli arabo quando parla inglese-
mentre finalmente azzecchiamo il treno che ci porterà a destinazione facciamo un balletto davanti al vagone perchè ci sembrava che avevamo perso poco tempo
finalmente finiamo nel locale dove ci aspetta l’altra amica ridenominata l'africana per il suo amore per i ritmi afro-
non è molto contenta di vedermi perchè mi dice subito come mai che ogni volta che esco con te ci sono solo donne?? -
ci accoglie l’amica francese (Lydia) sempre incazzata (nera) soprattutto coi clienti e direi soprattutto coi clienti lenti e direi soprattutto con noi-
nell'indecisione sui dolci propostici dalla gentile cameriera l'africana goduriosa decide di ordinare entrambi i dolci e li nomina il fidanzato e l'amante (dolce di ricotta e mousse al cioccolato)

ci sfondiamo

la felicità è proprio lì sotto i nostri ghiotti occhi e sotto le svelte forchette
la conversazione procede allegra e si spazia dai maschi ai maschi
c’è anche l’amica fotografa svizzera Sarah che anche dopo anni a niu iork continua a dire vi vant per dire ui uant
però fa belle foto
non si capisce a proposito di che l’africana – che segue un corso intensivo di inglese da cinque anni- dice alla fotografa svizzera – professional deformescion-
bevo vino
la francese bella come il sole finalmente sorride

e sorride perchè porta il conto

momento drammatico della serata non si potrebbe evitare?
al momento di pagare le due signorine del sud naturalmente cercano di incularmi e farmi pagare molto di più
me ne accorgo le sgamo protesto
l’africana mi fa l’occhiolino
la salernitana si vergogna e dice "vabbuò dammi cinque dollari- thats itt""
scatta la lite perchè a me sthaizzitt non me lo deve dire proprio nessuno
le due suddaiole se ne vanno prima sotto mia esortazione
e noi altre continuiamo la serata sotto la metropolitana con io che mimo i titoli dei film
su –sister act- faccio partecipare tutto il vagone perchè mi metto la felpa nera in testa e comincio a battere le mani a mò di woopy golberg
la francese non azzecca un titolo e quando indico il primo dito della mano per indicare che sto per mimare la prima parola lei dice “finger”...

 
meno male che we call it a night. (che tradotto dallo slang americano significa ha da passà ‘a nuttata)



(09.09.2010 new york)