è la prova più difficile della vostra vita
dite
e io son ben contento di avervela data
se non siete crollati
almeno non completamente
dopo quel che è successo
se non siete crollati è grazie all’incredulità
a un insospettabile istinto di conservazione
e a netflix
bravi
ed io che di solito
‘cerco e cerco
sbattendo tra il perchè il nulla il sempre e il mai’
ho finalmente un pò di sempre
e voi
grazie al mio gesto
un pò di mai
mai più mi vedrete
mai più vi assillerò con il mio umore
mai più mi dimenticherete
sono stato generoso in fin dei conti
mi sono portato via la fatica di avermi accanto
e vi ho lasciato solo i ricordi di una vita
qualche foto al mare
le mie poesie
il mio amore
mica cazzi
qualcuno piange nascondendosi nel buio della notte
qualcuno ripete i miei versi all’infinito
qualcuno fa finta non sia successo
qualcun’altro si butta nel lavoro
qualcuno si fa cambiare pasticche
qualcuno si dà la colpa di non esser riuscito a capire
qualcuno si guarda indietro ostinandosi a capire perchè e per come
qualcun’altro scrive legge cucina ossessivamente
uno recita
l’altro urla il tuo nome da un ponte
un altro ancora mi infila come scusa per non riuscire a vivere
l’incredulità vi ha salvato
e ora lasciate in pace me
(londra 30.1.20)

ed eccola in un bar
sola
come lo siamo in verità tutti quanti
a maledire i pezzi di natale di Mariah Carey
un tempo lontano ci si canticchiava su ma ora
solo strazio e angoscia da quei piani rhodes e virtuosismi in falsetto
bugiardo e incosciente
inquieto e promettente
brillante e perduto
vorrei essere ancora alla fase del rifiuto
e invece sto già al quarto stadio
sergio viscuso
(qui avresti detto: perduto’viscuso-rifiuto non è una rima e io avrei risposto non capisci nulla di Spoken word poetry e avremmo finito a discutere)
si ripeterò il tuo nome
e il cognome pure
ti restituirò il tuo nome
e lo scriverò per decenni accanto al mio
quando tutto morirà
rimarranno i segni dei nostri nomi
uno accanto all’altro
vedi
vorrei essere sempre così poetica e leggiadra come nelle righe qui sopra
ma invece sono spesso
incazzata
spaccata in due
stanca
incredula
rabbiosa
se era questo quello che volevi
bastava una telefonata
ma no
troppo stronzo
presuntuoso
arrogante indifeso
e intossicato
meglio tagliar via tutto
una manciata di poesie accattivanti su facebook
due tre litigate in giro
il contentino agli amici sparsi per il mondo
qualche foto del tuo cazzo su grinder
e puff
via
come una story su instagram
sparisci in 24 ore
dalle bacheche di tutti noi
(londra 9.12.2019)
sergiommerda sergiommerda sergiommerda
rivolevi il tuo nome? eccoti il tuo nome
e io? #machevvoglio?
voglio tutto
come sempre
voglio che non salti nel vuoto
voglio che scrivi su fb un’altra cazzata
voglio essere di nuovo giovane
e passare ore a masturbarmi senza annoiarmi
suonare il pianoforte senza deprimermi
proteggermi sotto al tuo tetto quando il mio diventa troppo violento
voglio sedermi con te in un bar dell'isola delle correnti
tra dieci anni davanti alla brioche con granita che manco mi piace
quando entrambi invecchiati e un pò depressi
ci raccontiamo delle ultime cartuccie sparate
voglio finire a litigare sull’armonia del pezzo nu soul che piace solo a me
una di quelle volte in cui è impossibile stabilire: chi è lo snob
te o io?
leggerti le poesie che hai scritto
e prenderti per il culo
leggerti le poesie che ho scritto
e prendermi per il culo
piangere poi ridere poi piangere
fianco a fianco
come nel sogno di ieri notte
io sono divertente
ti faccio ridere
tu mi capisci al volo
mi fai piangere
faccio stalking
mi sfondo su netflix
qualche volta pornhub
studio ossessivamente per l’esame imminente
non mi interessano gli umani
cucino e mangio
troppo
pur di evitarti
sfuggirti
evitare che la tua notte diventi anche la mia
(1.12.2019 londra)
guarda che ti vedo
sopra le note del gospel
due tre cantanti scarsetti e una ragazza con il sole nella voce
ti vedo lassù
no non lassù in cielo
lassù nascosto (male) nella greta sul soffitto
quella sopra la tenda rossa che scende sul palco
intravedo i tuoi riccetti paglia e fieno
gli occhialetti tondi
il sorrisetto sarcastico
e sento addirittura la tua voce dire
- mmm... calante... madò!
- hmm tipica voce crescente..
cacacazzi e acuto
come mi sei sempre piaciuto
(londra 23.10.19)
nessuno muore
nessuno vive
la cosa della vita e la morte
è un’invenzione commerciale
un trucchetto religioso
non si vive per sempre
non si muore per sempre
tu non sei veramente morto
perchè sento pezzi di te che vivono
nelle mie parole
le mie battute
i miei pensieri
nei miei gusti
nelle note che leggo e suono
neii miei gesti
la postura
le mie espressioni e quelle degli amici nostri più cari
tu non sei veramente morto
sei ancora vivo
vivi diversamente da prima
ma vivi
ed io
io non sono veramente viva
perchè un pezzo di me se n’è andato per sempre
con te
hai portato via
giustamente
quel che ti piaceva di me
quella mia espressione distratta ma spensierata
la voglia di polemica
il piuttosto perdo un amico che una battuta
le discussioni sugli accordi e giri armonici
gli sfottò che non sai fare perchè non sei romano
la zuppa di lenticchie
non sono veramente ancora viva
da quando te ne sei andato sono anch’io un pò morta
ma sai
il fard di Dior fà miracoli
(londra 18.10.2019)
‘imparare a convivere con il lutto’
ma come si fa?
non poter più nemmeno chiamarti un attimo su wazup
anche soltanto per mandarti affanculo
come se non fosse già successo
parlano bene gli psicologi
ma come si fa a ‘interiorizzare il dolore’
senza nemmeno dio
dice
-tu prega che poi dio ti aiuta
ma qui c’è poco da pregare
qui c’è da tornare indietro
spostare il passato
cambiare la storia
resettare il presente
taggarti nel mio futuro
cancellare quei post dove scrivi di quel che non eravamo pronti a capire
ciechi sordi e impotenti di fronte a tanta sclelleratezza
(londra 4.10.19)
i giorni mi si spalancano davanti
ingenui
faccio progetti a breve scadenza
i target pretendono
le persone blaterano
gli idis ebra vanno e vengono
più che altro vanno
ho il libro da finire
poco spazio sul portatile
la pelle sempre più secca
non c’è crema che tenga
mi si sbucciano le mani come una cipolla
sono sempre più distratta
la memoria vacilla
scordo tutto
bianco o nero
urgente o irritante
frivolo o importante
e suono
suono il pianoforte
forse in tuo onore
forse per farmi coraggio
ricordi ti ho suonato la mia versione di I wanna dance with somebody?
dicevo di averla arrangiata
invece avevo quasi solo arricchito un pò gli accordi (come mi fai notare tu con garbo…)
poi ti ho suonato Vedrai vedrai
e tu impartisci il consiglio tecnico sul passaggio alla voce di testa (che padroneggio brillantemente a tua detta..)
suonare con te nella stanza
suonare per te
emozione o soggezione?
mi hai insegnato molta della vita che vivo
mi ritrovo a fare dire ridere muovere pensare..
come te
ti ho dentro nei muscoli nel cervello nelle dita
starò impazzendo
qui stiamo tutti bene
nessuno ha fatto cazzate
almeno non all’altezza della tua
voglio passare da un letto all’altro
per provarti che sto una favola
voglio scrivere un centinaio di pezzi
per provarti che non mi servono la tua armonia e i tuoi solfeggi cantati
voglio ridere fino a piegarmi in due e ballare fino alle 5 del mattino
ma senza bere un goccio di alcol
e non mi serve la tua maglietta
per ballare nè la tua fotografia sul comodino per addormentarmi e sognare il nostro
mare
non mi serve la depressione
e non mi serve tutto questo dolore
per stare male
(london 4.10.19)