non è chiaro come
ma partirò dal mio nome
“alesis” dal greco
'colei che difende'
ne vedrete delle belle
e anche delle tremende
no
non è un blog
è la mia arringa contro il flop
chi mi ferma è spacciato
chi mi segue è visionario
solfeggio cantato roma fuori nevica dentro si va d’accordo devi fare il check di una casa che affitti mentre spicci la neve fiocca e io sto seduta sulla finestra non mi dai tregua co sto solfeggio cantato se non sbaglio mi fai pure pagare robba di 5 euro a botta dici che è un incentivo.. sto così serena silenziosa concentrata quando tu mi insegni la musica siamo come karate kid e il maestro myaghi metti la cera togli la cera solo che si procede a botte di intervalli ostici
tu sai tutto sai spiegare tutto il difficile diventa facile le mie lacune si colmano la neve scende il mio cervello si arrampica sulle melodie che mi proponi dici che devo riconoscere gli intervalli a mente senza toccare lo strumento non lo so ancora ma sarà un esercizio fondamentale nella mia vita come fai? come fai a rimanere umile con una mente così brillante al posto tuo sarei una gran stronza mi vanterei di continuo farei sentire tutti gli altri inferiori non perderei occasione per emergere ma tu no ti sembra normale essere sempre un genio e a me sembra normale che tu lo sia mi sono abituata ormai io sono una pigna tu un genio il segreto della nostra amicizia
ecco che mi spieghi l’emìola
-musica musica musica della madonna gente gente gente divertente
questo il tuo esempio: ma cristo… proprio jovanotti!?
-beh ci sarebbe anche un’altra emìola di una cantante sconosciuta (ci sarai) romana (ci puoi scommettere) alessia piermarini il pezzo (del suo primo album) fa così:
-what it's about? what it's about? what it's about? what it's about?
ti disturbo solo per dirti che la tua casa è stata sempre anche la mia casa le mie storie andavano e venivano a braccetto con le tue tu consigliavi ascoltavi partecipavi ma anche io e con me tutti gli altri tuoi amici scappatidecasa consigliavamo ascoltavamo partecipavamo alla tua di vita la tua di vita era una vita come tante altre come le nostre -le vite degli altri facevano la mia cazzo dici che non era la tua vita? la tua casa? cazzo dici che devi trovare una casa tutta tua più piccola lasciare il superfluo… ma come parli? cazzo dici che
cazzo dico io invece parlo con un morto non sto bene il gabbiano mi fissa alessia: get your shit together discuto con la poesia di un delirante bipolare daltonico depresso e tossico prima del suicidio è ovvio che la tua realtà era distorta ma quale realtà non lo è?
seleziono raccolgo leggo e rileggo i tuoi post mi spacca il petto saperti così nero è buio pure qui sai? vado a sbattere come una falena alla ricerca della luna ho lividi dappertutto sulle gambe sulle braccia sui gomiti sui miei ricordi nessuno mi capisce o osa scrutarmi faccio le faccie tue le tue battute a volte mi sembra di pensare con la tua testa o è solo 30 anni di gomito a gomito che non mi lasciano in pace
vorrei tu fossi qui per insultarti e scannarci ancora una volta soltanto sai una di quelle volte in cui tu abbassi il la testa e mantenendo lo stesso tono di voce fornisci argomentazioni razionali (passivo-aggressivo) e io invece ti urlo in faccia la mia frustrazione con argomentazioni emotive e toni isterici (aggressivo-aggressiva) vorrei essere io stessa a spingerti non dalla finestra ma dalla cima della tua cecità e della tua incoscienza vorrei gonfiarti di botte taggarti in un post di salvini regalarti una vacanza di due settimane a Cogne depilarti le gambe con la ceretta
vorrei poi infine ridarti il tuo nome vorrei poterlo ridare a tutti quelli che lo perdono o non gli viene riconosciuto vorrei ridarti la vita la serenità la nostra amicizia le tue federe il tuo-mio libro ma è tardi è spietatamente tardi abbiamo perso troppo tempo a litigare a farci i dispetti tenerci il muso indugiando troppo a lungo a dire -amico mio ti voglio bene non te ne andare
potrà il mare in tempesta innamorarsi di un lago? domande difficili caro amico mi hai abbandonato come una scema ai piedi della ruota panoramica tutti su e io giù ad aspettare che tu scenda ma mica mollo vado avanti a brighton a te non ci penso negozi di sex toys orgoglio gay negozi indipendenti hippy e caffè imbevibili il mare la spiaggia di ciottoli il pier che arriva fino a giù giù in mezzo al mare quasi mi toglie il fiato le destinys child cantano Say my name say my name ed eccomi in costumedabagnosullaspiaggiadiPuntaSeccaconl’amicaSerenachecantiamoI’maSurvivor e tu ci fai le foto quelle foto da imbecilli che in qualche modo erano il pre-selfie pose sexy e costumi sgambati io ho l’apparecchio ai denti e serena i capelli anni 80 non siamo da meno delle destinis c’haild aia il cuore pizzica cammino fino al molo e i gabbiani mi urlano in faccia -resisti! è arrivata una proposta artistica interessante devo scrivere il mio concept musicale: ok se capisco cos’è un concept il lavoro è mio in valigia ho 3 creme solari -spf15 per braccia e gambe -spf30 per il petto -spf50 per la cicatrice e i nei piove a dirotto e tira vento lovely brighton ma io sono qui per il jazz e non mi scoraggio entro nella ridente shopping mall chiedo -the cheapest hoodie you’ve got agguanto una felpa extra large fucsia vorrei fare mille cose la testa mi scoppia con idee progetti visioni della mia vita futura ma ad un tratto si blocca tutto blank e mi sento stanca tanto stanca così stanca che posso soltanto tornare a letto guardare il mare arrabbiato dalla finestra ricordare quanto sono fortunata ricordare quanto tutti siamo fortunati scrivere leggere gill scott heron scrivere controllare whazup alzare gli occhi al cielo su un paio di chat di gruppo rispondere al messaggio di mia madre scorrere ossessivamente foto profili di persone che non vedo più pensare alla croazia io e te sdraiati sugli scogli conversazioni serie -io non riesco a stare con nessuno -beh mica tutti sono destinati a stare con qualcuno pensa ai preti..?! agli esploratori.. o agli artisti .. hanno scopi e missioni non del tutto compatibili con la vita di coppia o la famiglia magari anche tu sei così e tu tu come sei amico mio? urlo in faccia ai gabbiani: tu come sei!??? i gabbiani: - stronzooooooo (brighton 19.7.19)
io qui con un vocale del nostro amico comune ha sfornato un altro capolavoro dice - vedi se riesci a metterci un testo è pensato come sigla da anime giapponese- ma che avrà voluto dire? vorrei chiederlo a te prima di fare una figura di merda con lui il pezzo è di quelli che ti inchiodano dalle prime note non puoi ascoltarlo mentre giri il sugo come si fa con la maggiorparte degli insopportabili vocali no qui ti devi immobilizzare prendere le cuffie buone e ascoltare piango pensando alla testa di cazzo che sei alla cattiveria che mi hai fatto ad andartene così la tua fotografia in mano giusto un anno fa in un pub orendo di londra per la prima (e forse ultima) volta in vita mia ho cantato il karaoke per la prima (e forse ultima) volta in vita tua ti è andato bene un mio fidanzato ti ho dedicato il pezzo blame it on the boogie e tu stavi lì ascoltavi sorridevi poi ti sei acceso una sigaretta (dentro al pub) tu che non fumi e ti hanno mandato fuori urlandoti dietro ma quanto merda puoi essere? quando mi hai battuto a stronzaggine? bugiardo incosciente impaziente sfrontato sconsiderato malvagio egoista narcisista o forse era solo il disturbo dell’attenzione non diagnosticato in other news la mia nuova casa è belllissima ho anche una lanterna i coccetti fatti da me alla classe di ceramica una libreria una vasca da bagno gli alberi con uccellini inglesi fuori dalla finestra un balcone ‘juliet’ un letto ottomano un divano letto che aspetta ancora un amico che a dicembre promise: prestissimo a londra (10.7.19 londra)
eppure eravamo insieme 22 giugno 2018 tu scocciato perchè ti chiedo di sostituire il vecchio alla brace ma scusa: tu c’hai quarant’anni lui ottanta ma poi dico io fai l’uomo no! ecco che metti il muso perchè è proprio l’idea di fare l’uomo che rifuggi ma la verità è che di aiutare e alimentare la brace nun te và io ti dò un’occhiata da Carrie lo sguardo di satana tu sbuffi e gli dai il cambio ti avvi verso la graticola e mi fai quella faccetta quella faccetta come a dire alimortaccitua giusto perchè la festa tua non m’impunto và ma il momento è per me esilarante succede il prevedibile: appena ti posizioni sulla brace il fumo ti sale velocemente in faccia e appanna gli occhialetti tondi con il risultato che non vedi più un cazzo mi guardi non sai se ridere o tirarmi un pezzo di carbonella ma io sto piegata in due alla vista dei tuoi occhialetti appannati la festa è riuscita sei sorridente parli con tutti e di tutto balli persino travolto da papa don’t preach io faccio l’interrogatorio al trentacinquenne che sta con la diciannovenne e solo tu di 35 invitati sai il perchè mi dilungo così tanto a fare domande trabocchetto del resto non sono cazzi miei del resto l’età non conta del resto lei non è mica mia figlia del resto lui sembra un bravo ragazzo del resto ai genitori va bene perchè non dovrebbe andare bene a me.. perchè il trentacinquenne in questione è bono aiutami a dì bono ! ma a noi due basta un’occhiata e famo a capisse e soprattutto abbiamo esattamente gli stessi gusti sugli uomini questo qua ce l’ha tutte barba romano battuta pronta pelo in vista non magro ama il calcio è un pò rozzarello sta co un’altra deve essere nostro o almeno di uno dei due normalmente più mio perchè quelli così spesso sò etero e te ce sformi ti avvicini con la sedia e ti metti ad ascoltare me che dico cazzate per far ridere o per rimorchiare o per mettere in riga diosololosa e pure tu lo sai vanno via quasi tutti ma tu rimani con me e pochi altri c’è il gay village e tocca fare un salto il salto lo facciamo ma a me sempre noiosa non mi va bene la musica allora ci spostiamo verso un altro palco c’è vanessa la drag queen che fa il karaoke dal vivo e ti puoi segnare in lista l’amica monica in combutta con te mi iscrive quindi la drag queen mi chiama sul palco non hanno nessuna delle canzoni che posso-voglio-so fare nè whitney nè mariah per non parlare di chaka khan vabbè ripiego su careless whisper che george micheal ha scritto quando aveva 18 anni il sax attacca l’assolo nell’intro e io mi sto già emozionando lo so che quando tu sei in platea sono più nervosa perchè tengo al tuo giudizio più che a quello di ogni altro ovviamente la canto di mmerda il karaoke non fa per me applaudi lo stesso mi abbracci - la tonalità non era la tua ma sempre brava ma che me ne importa della tonalità! quel che m’importa è che tu sei lì con me e con gli altri dopo la nostra liti furente e tutto quel tempo in silenzio un silenzio pieno di rancore chissà come ci siamo poi ripresi e addirittura perdonati sarò anche una grandissima puttana ma ti voglio un bene dell’anima da sempre buon compleanno amica mia mi fai tu da chissà dove ti voglio bene anch’io e lo sai si amico mio lontano lo so
elton john le amiche il cinema con i divanetti il bagno del cinema coi divanetti don’t let the sun go down on me tu chi cazzo eri tu? come hai potuto entrare così ed uscire così senza due righe due spaghetti due passi cammino su holloway road è tardi le ragazze sole come me accellerano il passo io come al solito non temo nulla e anzi sento che gli altri soprattutti i maleintenzionati dovrebbero temere me credo sia onnipotenza cammino incazzata nera ho una rabbia in corpo che sembrano due cammino e mi sembra di poter raggiungere il cielo nuvoloso a tratti mi sembra di vederti camminare accanto a me con la testa ciondoloni stanco perchè è tardi arrancandomi dietro e lamentandoti come sempre e poi ridendo a crepapelle per una cazzata come al liceo ho le tue battute nella testa non so con chi farle non so se è corretto farle al posto tuo vedo in una finestra uno scheletro in miniatura mi vien da ridere tra i singhiozzi ti somiglia! non ho più scopato da quando sei morto non ho più cucinato lenticchie da quando sei morto non ho più stare sul palco da quando sei morto non ho più scritto due note se fossi ancora qui vivo ti direi che sei uno stronzo che tutto quel che volevi succedesse da adolescente lasciare il segno ti è riuscito ti direi anche che ho una nuova band che abbiamo suonato un pezzo di anita baker chissà se ti ricordi ancora le tue mani accarezzano sicure la tastiera non si fermano mai mai ma che cazzo faccio parlo da sola con uno schermo di notte parole che avrei voluto sputarti in faccia elton si butta in piscina drogato perso gli amici della festa si buttano in acqua lo riacchiappano va in rehab si innamora e trova un partner che lo ama da ventotto anni - properly- tu ti butti in piscina drogato perso ma gli amici non ci sono alla festa perchè la festa non c’è io non ci vengo alla tua festa perchè ho un’altra festa i tuoi amici non ti hanno riacchiappato tu non sei andato in rehab non ti sei mai innamorato e non hai trovato un partner che ti abbia amato per ventotto anni -properly - (10.6.2019 londra)
sei stato tu? no dio mi hai sfrattato dal mio buco-locale a The Cally mi hai mandato in una stanza di lusso dove ho incontrato la cary fantastica e aristocratica ma anche terra terra signora inglese e yonas etiope dal cuore di burro e il corpo d’acciaio non si capisce bene di che segno sia visto che in etiopia c’è un calendario diverso ma sono sicura che è cancro sei stato tu? mi hai mandato la mia nuova band? un italiana bianca al microfono (e loop) un gigante nero franco/madascaregno alla batteria un pallidissimo ventidueenne inglesino al contrabbasso una giapponese in miniatura al piano fanno il fuoco e gli ho parlato di te e me l'hai mandata tu? la sara un arcobaleno in una londra buia e muta sai quelli che muovi un sopracciglio e già sanno a cosa stai pensando e lo dicono perchè è esattamente quel che stanno pensando anche loro? sei stato tu? me l’hai mandata tu? forse no è stato dio o ancor più verosimile il caso
io sto qua fuori tu sei lì dentro non posso sopportare l’idea di te chiuso lì dentro e se non eri morto? che fai ti metti a bussare? non sopporto l’immagine di te in quella bara orrenda e troppo stretta i tuoi vestiti troppo larghi le spalline del vestito di un altro non sopporto la tua faccia da cazzo pallido e incosciente più non ti sopporto più ho voglia di vita di ridere a crepapelle di mangiare fino a sfondarmi di scopare ore e ore di nuotare sott’acqua e poi sdraiarmi ancora bagnata sulla sabbia bollente di ballare con la musica forte di abbracciare tutti di voler bene a quella parte di me che non si sopporta che non ti sopporta
tu mi hai dato molti dolori in vita e mò me ne dai ancor di più in morte
tu fòttiti grandissimo maleducato ed io ritorno alla mia arte (londra 7.6.19)