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27/07/19

E m ì o l a





solfeggio cantato
roma
fuori nevica
dentro si va d’accordo
devi fare il check di una casa che affitti
mentre spicci
la neve fiocca
e io sto seduta sulla finestra
non mi dai tregua co sto solfeggio cantato
se non sbaglio mi fai pure pagare
robba di 5 euro a botta
dici che è un incentivo..
sto
così
serena silenziosa concentrata
quando tu mi insegni la musica
siamo come karate kid e il maestro myaghi
metti la cera togli la cera
solo che si procede a botte di intervalli ostici

tu sai tutto
sai spiegare tutto
il difficile diventa facile
le mie lacune si colmano
la neve scende
il mio cervello si arrampica sulle melodie che mi proponi
dici che devo riconoscere gli intervalli a mente
senza toccare lo strumento
non lo so ancora
ma sarà un esercizio fondamentale nella mia vita
come fai?
come fai a rimanere umile con una mente così brillante
al posto tuo sarei una gran stronza
mi vanterei di continuo
farei sentire tutti gli altri inferiori
non perderei occasione per emergere
ma tu no
ti sembra normale essere sempre un genio
e a me sembra normale che tu lo sia
mi sono abituata ormai
io sono una pigna
tu un genio
il segreto della nostra amicizia

ecco che mi spieghi l’emìola

-musica musica musica della madonna
gente gente gente
divertente

questo il tuo esempio: ma cristo… proprio jovanotti!?

-beh ci sarebbe anche un’altra emìola
di una cantante
sconosciuta (ci sarai)
romana (ci puoi scommettere)
alessia piermarini
il pezzo (del suo primo album)
fa così:

-what it's about? what it's about? what it's about? what it's about?

ed emìola sia






(londra 27.7.2019)

19/07/19

dammi un segno



ti disturbo solo per dirti che
la tua casa è stata sempre anche la mia casa
le mie storie
andavano e venivano
a braccetto con le tue
tu consigliavi ascoltavi partecipavi
ma anche io
e con me tutti gli altri tuoi amici scappatidecasa
consigliavamo ascoltavamo partecipavamo
alla tua di vita
la tua
di vita
era
una vita come tante altre
come le nostre
-le vite degli altri facevano la mia
cazzo dici che non era la tua vita?
la tua casa?
cazzo dici che devi trovare una casa tutta tua
più piccola
lasciare il superfluo…
ma come parli?
cazzo dici che

cazzo dico io invece
parlo con un morto
non sto bene
il gabbiano mi fissa
alessia: get your shit together
discuto con la poesia di un delirante bipolare daltonico depresso e tossico prima del suicidio
è ovvio che la tua realtà era distorta
ma quale realtà non lo è?

seleziono
raccolgo
leggo e rileggo i tuoi post
mi spacca il petto saperti così nero
è buio pure qui sai?
vado a sbattere come una falena alla ricerca della luna
ho lividi dappertutto
sulle gambe sulle braccia sui gomiti sui miei ricordi
nessuno mi capisce o osa scrutarmi
faccio le faccie tue
le tue battute
a volte mi sembra di pensare con la tua testa
o è solo 30 anni di gomito a gomito che non mi lasciano in pace

vorrei tu fossi qui per insultarti e scannarci ancora una volta soltanto
sai una di quelle volte in cui tu abbassi il la testa e mantenendo lo stesso tono di voce fornisci argomentazioni razionali (passivo-aggressivo)
e io invece ti urlo in faccia la mia frustrazione con argomentazioni emotive e toni isterici (aggressivo-aggressiva)
vorrei essere io stessa a spingerti
non dalla finestra
ma dalla cima della tua cecità e della tua incoscienza
vorrei gonfiarti di botte
taggarti in un post di salvini
regalarti una vacanza di due settimane a Cogne
depilarti le gambe con la ceretta

vorrei poi infine ridarti il tuo nome
vorrei poterlo ridare a tutti quelli che lo perdono o non gli viene riconosciuto
vorrei ridarti la vita
la serenità
la nostra amicizia
le tue federe
il tuo-mio libro
ma è tardi
è spietatamente tardi
abbiamo perso troppo tempo a litigare
a farci i dispetti
tenerci il muso

indugiando troppo a lungo a dire
-amico mio ti voglio bene

non te ne andare


(brighton 29.7.2019)


brighton il jazz gill scott heron e NOi






potrà il mare in tempesta innamorarsi di un lago?
domande difficili

caro amico
mi hai abbandonato
come una scema ai piedi della ruota panoramica
tutti su
e io giù
ad aspettare che tu scenda

ma mica mollo
vado avanti
a brighton
a te
non ci penso

negozi di sex toys
orgoglio gay
negozi indipendenti
hippy e caffè imbevibili
il mare
la spiaggia di ciottoli
il pier che arriva fino a giù giù in mezzo al mare
quasi mi toglie il fiato
le destinys child cantano Say my name say my name
ed eccomi in costumedabagnosullaspiaggiadiPuntaSeccaconl’amicaSerenachecantiamoI’maSurvivor
e tu ci fai le foto
quelle foto da imbecilli
che in qualche modo erano il pre-selfie
pose sexy e costumi sgambati
io ho l’apparecchio ai denti e serena i capelli anni 80
non siamo da meno delle destinis c’haild

aia
il cuore pizzica
cammino fino al molo e i gabbiani mi urlano in faccia

-resisti!

è arrivata una proposta artistica interessante
devo scrivere il mio concept musicale:
ok se capisco cos’è un concept
il lavoro è mio

in valigia ho 3 creme solari
-spf15 per braccia e gambe
-spf30 per il petto
-spf50 per la cicatrice e i nei

piove a dirotto e tira vento
lovely brighton
ma io sono qui per il jazz
e non mi scoraggio
entro nella ridente shopping mall
chiedo
-the cheapest hoodie you’ve got
agguanto una felpa extra large fucsia

vorrei fare mille cose
la testa mi scoppia con idee progetti visioni della mia vita futura
ma ad un tratto si blocca tutto
blank
e mi sento stanca
tanto stanca
così stanca che posso soltanto
tornare a letto
guardare il mare arrabbiato dalla finestra
ricordare quanto sono fortunata
ricordare quanto tutti siamo fortunati
scrivere
leggere gill scott heron
scrivere
controllare whazup
alzare gli occhi al cielo su un paio di chat di gruppo
rispondere al messaggio di mia madre
scorrere ossessivamente foto profili di persone che non vedo più
pensare alla croazia
io e te sdraiati sugli scogli
conversazioni serie
-io non riesco a stare con nessuno
-beh mica tutti sono destinati a stare con qualcuno
pensa ai preti..?!
agli esploratori..
o agli artisti ..
hanno scopi e missioni non del tutto compatibili con la vita di coppia o la famiglia
magari anche tu sei così

e tu
tu come sei amico mio?
urlo in faccia ai gabbiani:
tu come sei!???

i gabbiani:
- stronzooooooo



(brighton 19.7.19)

11/07/19

sigla da anime giapponese





io qui con un vocale del nostro amico comune
ha sfornato un altro capolavoro
dice - vedi se riesci a metterci un testo
è pensato come sigla da anime giapponese-

ma che avrà voluto dire?
vorrei chiederlo a te prima di fare una figura di merda con lui

il pezzo è di quelli che ti inchiodano dalle prime note
non puoi ascoltarlo mentre giri il sugo
come si fa con la maggiorparte degli insopportabili vocali
no
qui
ti devi immobilizzare
prendere le cuffie buone
e
ascoltare

piango pensando alla testa di cazzo che sei
alla cattiveria che mi hai fatto ad andartene così
la tua fotografia in mano
giusto un anno fa
in un pub orendo di londra
per la prima (e forse ultima) volta in vita mia
ho cantato il karaoke
per la prima (e forse ultima) volta in vita tua ti è andato bene un mio fidanzato
ti ho dedicato il pezzo
blame it on the boogie
e tu stavi lì
ascoltavi
sorridevi
poi ti sei acceso una sigaretta (dentro al pub)
tu che non fumi
e ti hanno mandato fuori urlandoti dietro

ma quanto merda puoi essere? quando mi hai battuto a stronzaggine?

bugiardo
incosciente
impaziente
sfrontato
sconsiderato
malvagio
egoista
narcisista
o
forse era solo
il disturbo dell’attenzione
non diagnosticato

in other news
la mia nuova casa è belllissima
ho anche una lanterna
i coccetti fatti da me alla classe di ceramica
una libreria
una vasca da bagno
gli alberi con uccellini inglesi fuori dalla finestra
un balcone ‘juliet’
un letto ottomano
un divano letto che aspetta ancora un amico che a dicembre promise:

prestissimo
a londra


(10.7.19 londra)

21/06/19

eppure eravamo insieme





eppure eravamo insieme
22 giugno 2018

tu scocciato perchè ti chiedo di sostituire il vecchio alla brace
ma scusa: tu c’hai quarant’anni
lui ottanta
ma poi
dico io
fai l’uomo no!
ecco che metti il muso
perchè è proprio l’idea di
fare l’uomo
che rifuggi
ma la verità è che
di aiutare e alimentare la brace
nun
te
và

io ti dò un’occhiata da Carrie lo sguardo di satana
tu sbuffi
e gli dai il cambio

ti avvi verso la graticola
e mi fai quella faccetta
quella faccetta come a dire
alimortaccitua
giusto perchè la festa tua non m’impunto và
ma
il momento è per me esilarante
succede il prevedibile:
appena ti posizioni sulla brace
il fumo ti sale velocemente in faccia
e appanna gli occhialetti tondi
con il risultato che non vedi più un cazzo
mi guardi
non sai se ridere o tirarmi un pezzo di carbonella
ma io sto piegata in due alla vista dei tuoi occhialetti appannati
la festa è riuscita


sei sorridente
parli con tutti
e di tutto
balli persino travolto da papa don’t preach

io faccio l’interrogatorio al trentacinquenne che sta con la diciannovenne
e solo tu
di 35 invitati
sai il perchè mi dilungo così tanto a fare domande trabocchetto

del resto non sono cazzi miei
del resto l’età non conta
del resto lei non è mica mia figlia
del resto lui sembra un bravo ragazzo
del resto ai genitori va bene perchè non dovrebbe andare bene a me..


perchè il trentacinquenne in questione
è
bono
aiutami a dì
bono
!

ma a noi due basta un’occhiata e famo a capisse
e
soprattutto
abbiamo esattamente gli stessi gusti sugli uomini
questo qua ce l’ha tutte

barba
romano
battuta pronta
pelo in vista
non magro
ama il calcio
è un pò rozzarello
sta co un’altra


deve essere nostro

o almeno di uno dei due
normalmente più mio
perchè quelli così spesso sò etero
e te ce sformi

ti avvicini con la sedia
e ti metti ad ascoltare
me che dico cazzate per far ridere
o per rimorchiare
o per mettere in riga
diosololosa
e pure tu lo sai

vanno via quasi tutti ma tu rimani con me e pochi altri
c’è il gay village
e tocca fare un salto
il salto lo facciamo ma a me
sempre noiosa
non mi va bene la musica
allora ci spostiamo verso un altro palco
c’è vanessa
la drag queen che fa il karaoke dal vivo e ti puoi segnare in lista
l’amica monica in combutta con te
mi iscrive
quindi la drag queen mi chiama sul palco
non hanno nessuna delle canzoni che posso-voglio-so fare
nè whitney
nè mariah
per non parlare di chaka khan
vabbè ripiego su
careless whisper
che george micheal ha scritto quando aveva 18 anni
il sax attacca l’assolo nell’intro
e io mi sto già emozionando
lo so che quando tu sei in platea
sono più nervosa perchè tengo al tuo giudizio più che a quello di ogni altro
ovviamente
la canto di mmerda
il karaoke non fa per me
applaudi lo stesso
mi abbracci
- la tonalità non era la tua
ma sempre brava

ma che me ne importa della tonalità!
quel che m’importa è che tu sei lì
con me e con gli altri
dopo la nostra liti furente
e tutto quel tempo in silenzio
un silenzio pieno di rancore
chissà come ci siamo poi ripresi e addirittura perdonati

sarò anche una grandissima puttana
ma ti voglio un bene dell’anima
da sempre

buon compleanno
amica mia
mi fai tu da chissà dove
ti voglio bene anch’io e lo sai

si
amico mio lontano
lo so





(londra 21/22.6.19)

10/06/19

don't let the sun go down on me









elton john
le amiche
il cinema con i divanetti
il bagno del cinema coi divanetti
don’t let the sun go down on me

tu

chi cazzo eri tu?
come hai potuto entrare così
ed uscire così
senza due righe
due spaghetti
due passi

cammino su holloway road
è tardi
le ragazze sole come me accellerano il passo
io
come al solito
non temo nulla
e anzi
sento che gli altri
soprattutti i maleintenzionati
dovrebbero temere me
credo sia onnipotenza

cammino incazzata nera
ho una rabbia in corpo
che sembrano due
cammino e mi sembra di poter raggiungere il cielo nuvoloso
a tratti mi sembra di vederti camminare accanto a me
con la testa ciondoloni
stanco perchè è tardi
arrancandomi dietro e lamentandoti come sempre
e poi ridendo a crepapelle per una cazzata
come al liceo
ho le tue battute nella testa
non so con chi farle
non so se è corretto farle al posto tuo

vedo in una finestra uno scheletro in miniatura
mi vien da ridere tra i singhiozzi
ti somiglia!

non ho più scopato
da quando sei morto
non ho più cucinato lenticchie
da quando sei morto
non ho più stare sul palco
da quando sei morto
non ho più scritto due note


se fossi ancora qui
vivo
ti direi che sei uno stronzo
che tutto quel che volevi succedesse da adolescente
lasciare il segno
ti è riuscito
ti direi anche che ho una nuova band
che abbiamo suonato un pezzo di anita baker
chissà se ti ricordi ancora
le tue mani accarezzano sicure la tastiera
non si fermano mai
mai
ma che cazzo faccio
parlo da sola con uno schermo di notte
parole che avrei voluto sputarti in faccia
elton si butta in piscina drogato perso
gli amici della festa si buttano in acqua
lo riacchiappano
va in rehab
si innamora
e trova un partner che lo ama da ventotto anni - properly-

tu ti butti in piscina drogato perso
ma gli amici non ci sono alla festa
perchè la festa non c’è
io non ci vengo alla tua festa perchè ho un’altra festa
i tuoi amici non ti hanno riacchiappato
tu non sei andato in rehab
non ti sei mai innamorato
e non hai trovato un partner che ti abbia amato per ventotto anni -properly -






(10.6.2019  londra)

07/06/19

sei stato tu?







sei stato tu?
no dio
mi hai sfrattato dal mio buco-locale a The Cally
mi hai mandato in una stanza di lusso dove ho incontrato
la cary
fantastica e aristocratica ma anche terra terra signora inglese
e yonas
etiope dal cuore di burro e il corpo d’acciaio non si capisce bene di che segno sia visto che in etiopia c’è un calendario diverso ma sono sicura che è cancro
sei stato tu? mi hai mandato la mia nuova band?

un italiana bianca al microfono (e loop)
un gigante nero franco/madascaregno alla batteria
un pallidissimo ventidueenne inglesino al contrabbasso
una giapponese in miniatura al piano
fanno il fuoco
e gli ho parlato di te
e me l'hai mandata tu?
la sara
un arcobaleno in una londra buia e muta
sai quelli che muovi un sopracciglio e già sanno a cosa stai pensando e lo dicono perchè è esattamente quel che stanno pensando anche loro?
sei stato tu? me l’hai mandata tu?
forse no
è stato dio
o ancor più verosimile
il caso

io sto qua fuori
tu sei lì dentro
non posso sopportare l’idea di te chiuso lì dentro
e se non eri morto? che fai ti metti a bussare?
non sopporto l’immagine di te in quella bara orrenda e troppo stretta
i tuoi vestiti troppo larghi
le spalline del vestito di un altro
non sopporto la tua faccia da cazzo
pallido e incosciente
più non ti sopporto più ho voglia di vita
di ridere
a crepapelle
di mangiare fino a sfondarmi
di scopare
ore e ore
di nuotare sott’acqua e poi sdraiarmi ancora bagnata sulla sabbia bollente
di ballare con la musica forte
di abbracciare tutti
di voler bene a quella parte di me che non si sopporta
che non ti sopporta

tu mi hai dato molti dolori
in vita
e mò me ne dai ancor di più
in morte

tu fòttiti
grandissimo maleducato
ed io
ritorno alla mia arte





(londra 7.6.19)