io qui con un vocale del nostro amico comune
ha sfornato un altro capolavoro
dice - vedi se riesci a metterci un testo
è pensato come sigla da anime giapponese-
ma che avrà voluto dire?
vorrei chiederlo a te prima di fare una figura di merda con lui
il pezzo è di quelli che ti inchiodano dalle prime note
non puoi ascoltarlo mentre giri il sugo
come si fa con la maggiorparte degli insopportabili vocali
no
qui
ti devi immobilizzare
prendere le cuffie buone
e
ascoltare
piango pensando alla testa di cazzo che sei
alla cattiveria che mi hai fatto ad andartene così
la tua fotografia in mano
giusto un anno fa
in un pub orendo di londra
per la prima (e forse ultima) volta in vita mia
ho cantato il karaoke
per la prima (e forse ultima) volta in vita tua ti è andato bene un mio fidanzato
ti ho dedicato il pezzo
blame it on the boogie
e tu stavi lì
ascoltavi
sorridevi
poi ti sei acceso una sigaretta (dentro al pub)
tu che non fumi
e ti hanno mandato fuori urlandoti dietro
ma quanto merda puoi essere? quando mi hai battuto a stronzaggine?
bugiardo
incosciente
impaziente
sfrontato
sconsiderato
malvagio
egoista
narcisista
o
forse era solo
il disturbo dell’attenzione
non diagnosticato
in other news
la mia nuova casa è belllissima
ho anche una lanterna
i coccetti fatti da me alla classe di ceramica
una libreria
una vasca da bagno
gli alberi con uccellini inglesi fuori dalla finestra
un balcone ‘juliet’
un letto ottomano
un divano letto che aspetta ancora un amico che a dicembre promise:
prestissimo
a londra
(10.7.19 londra)
eppure eravamo insieme
22 giugno 2018
tu scocciato perchè ti chiedo di sostituire il vecchio alla brace
ma scusa: tu c’hai quarant’anni
lui ottanta
ma poi
dico io
fai l’uomo no!
ecco che metti il muso
perchè è proprio l’idea di
fare l’uomo
che rifuggi
ma la verità è che
di aiutare e alimentare la brace
nun
te
và
io ti dò un’occhiata da Carrie lo sguardo di satana
tu sbuffi
e gli dai il cambio
ti avvi verso la graticola
e mi fai quella faccetta
quella faccetta come a dire
alimortaccitua
giusto perchè la festa tua non m’impunto và
ma
il momento è per me esilarante
succede il prevedibile:
appena ti posizioni sulla brace
il fumo ti sale velocemente in faccia
e appanna gli occhialetti tondi
con il risultato che non vedi più un cazzo
mi guardi
non sai se ridere o tirarmi un pezzo di carbonella
ma io sto piegata in due alla vista dei tuoi occhialetti appannati
la festa è riuscita
sei sorridente
parli con tutti
e di tutto
balli persino travolto da papa don’t preach
io faccio l’interrogatorio al trentacinquenne che sta con la diciannovenne
e solo tu
di 35 invitati
sai il perchè mi dilungo così tanto a fare domande trabocchetto
del resto non sono cazzi miei
del resto l’età non conta
del resto lei non è mica mia figlia
del resto lui sembra un bravo ragazzo
del resto ai genitori va bene perchè non dovrebbe andare bene a me..
perchè il trentacinquenne in questione
è
bono
aiutami a dì
bono
!
ma a noi due basta un’occhiata e famo a capisse
e
soprattutto
abbiamo esattamente gli stessi gusti sugli uomini
questo qua ce l’ha tutte
barba
romano
battuta pronta
pelo in vista
non magro
ama il calcio
è un pò rozzarello
sta co un’altra
deve essere nostro
o almeno di uno dei due
normalmente più mio
perchè quelli così spesso sò etero
e te ce sformi
ti avvicini con la sedia
e ti metti ad ascoltare
me che dico cazzate per far ridere
o per rimorchiare
o per mettere in riga
diosololosa
e pure tu lo sai
vanno via quasi tutti ma tu rimani con me e pochi altri
c’è il gay village
e tocca fare un salto
il salto lo facciamo ma a me
sempre noiosa
non mi va bene la musica
allora ci spostiamo verso un altro palco
c’è vanessa
la drag queen che fa il karaoke dal vivo e ti puoi segnare in lista
l’amica monica in combutta con te
mi iscrive
quindi la drag queen mi chiama sul palco
non hanno nessuna delle canzoni che posso-voglio-so fare
nè whitney
nè mariah
per non parlare di chaka khan
vabbè ripiego su
careless whisper
che george micheal ha scritto quando aveva 18 anni
il sax attacca l’assolo nell’intro
e io mi sto già emozionando
lo so che quando tu sei in platea
sono più nervosa perchè tengo al tuo giudizio più che a quello di ogni altro
ovviamente
la canto di mmerda
il karaoke non fa per me
applaudi lo stesso
mi abbracci
- la tonalità non era la tua
ma sempre brava
ma che me ne importa della tonalità!
quel che m’importa è che tu sei lì
con me e con gli altri
dopo la nostra liti furente
e tutto quel tempo in silenzio
un silenzio pieno di rancore
chissà come ci siamo poi ripresi e addirittura perdonati
sarò anche una grandissima puttana
ma ti voglio un bene dell’anima
da sempre
buon compleanno
amica mia
mi fai tu da chissà dove
ti voglio bene anch’io e lo sai
si
amico mio lontano
lo so
(londra 21/22.6.19)
elton john
le amiche
il cinema con i divanetti
il bagno del cinema coi divanetti
don’t let the sun go down on me
tu
chi cazzo eri tu?
come hai potuto entrare così
ed uscire così
senza due righe
due spaghetti
due passi
cammino su holloway road
è tardi
le ragazze sole come me accellerano il passo
io
come al solito
non temo nulla
e anzi
sento che gli altri
soprattutti i maleintenzionati
dovrebbero temere me
credo sia onnipotenza
cammino incazzata nera
ho una rabbia in corpo
che sembrano due
cammino e mi sembra di poter raggiungere il cielo nuvoloso
a tratti mi sembra di vederti camminare accanto a me
con la testa ciondoloni
stanco perchè è tardi
arrancandomi dietro e lamentandoti come sempre
e poi ridendo a crepapelle per una cazzata
come al liceo
ho le tue battute nella testa
non so con chi farle
non so se è corretto farle al posto tuo
vedo in una finestra uno scheletro in miniatura
mi vien da ridere tra i singhiozzi
ti somiglia!
non ho più scopato
da quando sei morto
non ho più cucinato lenticchie
da quando sei morto
non ho più stare sul palco
da quando sei morto
non ho più scritto due note
se fossi ancora qui
vivo
ti direi che sei uno stronzo
che tutto quel che volevi succedesse da adolescente
lasciare il segno
ti è riuscito
ti direi anche che ho una nuova band
che abbiamo suonato un pezzo di anita baker
chissà se ti ricordi ancora
le tue mani accarezzano sicure la tastiera
non si fermano mai
mai
ma che cazzo faccio
parlo da sola con uno schermo di notte
parole che avrei voluto sputarti in faccia
elton si butta in piscina drogato perso
gli amici della festa si buttano in acqua
lo riacchiappano
va in rehab
si innamora
e trova un partner che lo ama da ventotto anni - properly-
tu ti butti in piscina drogato perso
ma gli amici non ci sono alla festa
perchè la festa non c’è
io non ci vengo alla tua festa perchè ho un’altra festa
i tuoi amici non ti hanno riacchiappato
tu non sei andato in rehab
non ti sei mai innamorato
e non hai trovato un partner che ti abbia amato per ventotto anni -properly -
(10.6.2019 londra)
sei stato tu?
no dio
mi hai sfrattato dal mio buco-locale a The Cally
mi hai mandato in una stanza di lusso dove ho incontrato
la cary
fantastica e aristocratica ma anche terra terra signora inglese
e yonas
etiope dal cuore di burro e il corpo d’acciaio non si capisce bene di che segno sia visto che in etiopia c’è un calendario diverso ma sono sicura che è cancro
sei stato tu? mi hai mandato la mia nuova band?
un italiana bianca al microfono (e loop)
un gigante nero franco/madascaregno alla batteria
un pallidissimo ventidueenne inglesino al contrabbasso
una giapponese in miniatura al piano
fanno il fuoco
e gli ho parlato di te
e me l'hai mandata tu?
la sara
un arcobaleno in una londra buia e muta
sai quelli che muovi un sopracciglio e già sanno a cosa stai pensando e lo dicono perchè è esattamente quel che stanno pensando anche loro?
sei stato tu? me l’hai mandata tu?
forse no
è stato dio
o ancor più verosimile
il caso
io sto qua fuori
tu sei lì dentro
non posso sopportare l’idea di te chiuso lì dentro
e se non eri morto? che fai ti metti a bussare?
non sopporto l’immagine di te in quella bara orrenda e troppo stretta
i tuoi vestiti troppo larghi
le spalline del vestito di un altro
non sopporto la tua faccia da cazzo
pallido e incosciente
più non ti sopporto più ho voglia di vita
di ridere
a crepapelle
di mangiare fino a sfondarmi
di scopare
ore e ore
di nuotare sott’acqua e poi sdraiarmi ancora bagnata sulla sabbia bollente
di ballare con la musica forte
di abbracciare tutti
di voler bene a quella parte di me che non si sopporta
che non ti sopporta
tu mi hai dato molti dolori
in vita
e mò me ne dai ancor di più
in morte
tu fòttiti
grandissimo maleducato
ed io
ritorno alla mia arte
(londra 7.6.19)

facciamo che io ero cersei e tu eri jon snow?
vabbè ok vuoi fare tu cersei?
ok allora io faccio tyrion se non ti dispiace
un piermarini paga sempre i suoi debiti
facciamo che io chiudo un occhio su quello che (ci) hai fatto e tu ne riapri due?
facciamo che io vivevo a roma e tu vivevi a londra
e ci scambiavamo le foto dei soggettoni su tinder e bumble?
facciamo che tu mi citofonavi per andare a correre e io mi fingevo la filippina al citofono?
facciamo che tu eri vivo e io morta?
facciamo che io ero malata di aids e tu ti occupavi di me?
non mi potevi lasciare perchè avevo bisogno di assistenza e cure continue
facciamo anche che a un certo punto tu ti innamori
e c’è una scena tragica in cui mi dici che ti vuoi trasferire da un’altra parte con il tuo fidanzato
e facciamo che io prendo una ciavatta e te la tiro in testa?
facciamo che però tu te ne vai lo stesso e non ci parliamo per 4 mesi
ma poi facciamo anche che la lontananza è troppo dolorosa
e allora alzo il telefono e ti chiamo per prima?
facciamo che mi risponde il tuo fidanzato Gianmaurizio (.)
Gianmaurizio sa tutto di me e mi dice pure che sa che sono della cuspide
facciamo che io lo trovo favoloso e vissero tutti felici e contenti
vissero
non uno visse
uno morì
cojone
facciamo che io dò l’esame di solfeggio cantato e tu torni al piano e mi suoni
Giving you the best that I’ve got?
facciamo che io non stono e tu mi metti tutte le settime (maggiori) che incontri senza battere ciglio?
facciamo che siamo in croazia
noi ci facciamo il bagno nella baia e tu sei lì con noi
con noi proprio nell’acqua
e non accucciato tra gli scogli
dentro te stesso e con le cattive abitudini dentro la testa
o le droghe che ti fanno buttare giù la testa
non so come comportarmi
serena ti lascia stare
io mi innervosisco
edoardo fa finta di nulla
nessuno lo sa
nessuno sa come farti tirar su la testa
facciamo che invece lo sappiamo?
facciamo che la testa te la tiro su io a forza di baci
mazzate
promesse
fotografie
carezze
cazzotti
sberle
lenticchie ripassate
battute
secchiata d’acqua gelida
speranze
a forza di daje e daje?
(londra 29.5.2019)
mi danno fastidio i vivi
mi danno fastidio quelli che commentano la tua assenza con frasi banali
mi danno fastidio quelli che commentano con frasi originali
mi dà fastidio la tua casa svuotata
mi dà fastidio game of thrones
mi dà fastidio l’aria fresca che preannuncia l’estate
mi danno fastidio gli amici che ridono per strada con birre in mano
mi dà fastidio via del boschetto
mi dà fastidio il pianoforte
sia i tasti bianchi che quelli neri
mi danno fastidio gli psicologi gli psicofarmaci i libri di self hep
mi danno fastidio le novità
mi dà fastidio il mio nuovo lavoro
mi dà fastidio la mia nuova casa
mi danno fastidio i nuovi vicini
mi dà fastidio la tua foto sul comodino
quella cazzo di montatura nera dei tuoi occhiali da nerd
mi danno fastidio le tue federe dai colori spenti sui miei cuscini
come cazzo si fà a scegliere quel lilla orrendo e quei puntini gialli e turchesi?
mi dà fastidio chi dice - ci vuole tempo
mi dà fastidio chi dice - è la vita
mi dà fastidio chi dice - soffriva molto
soffriamo molto pure noi
se è per questo e mi dà fastidio anche quello ovviamente
mi danno fastidio i post su fb con ambizioni poetriche
mi danno fastidio i muffin
i macaron
i pomodorini ciliegia ripassati in padella
mi dà fastidio dio
mi dà fastidio non credere in dio
mi danno fastidio quelli che pregano
mi danno fastidio gli atei e quelli come me
e come te
ancora peggio
mi dà fastidio la voglia di scopare
mi dà fastidio la tua foto wazup e l’hastag machevvoi
mi dà fastidio il tuo nome
mi dà fastidio il gancetto del reggiseno
mi danno fastidio le tue mani
quelle dita lunghe e schiacciate all’altezza delle unghie
la cui consistenza colore e fattezza potrei riconoscere tra milioni
mi dà fastidio pensare a quelle mani che ballano sul pianoforte
mi dà fastidio la tua spocchia sugli accordi di cui non sai un cazzo
il jazz
mi dà fastidio la tua conoscenza su tutto
mi dà fastidio pensarti lì sdraiato
al freddo e da solo come uno stronzo
mi dà fastidio questo sproloquio e monologo
mi dò fastidio io
mi dà fastidio il sole
mi dai fastidio tu e la tua sciaguratezza
bugiardo e incosciente
(londra 28.5.2019)
yonas mi dà consigli in un pessimo inglese con qualche parola etiope
la questione è:
la manager di #Machevvoi si è permessa di riprendermi
- non toccare mai i clienti
io racconto
lui consiglia
mi viene improvvisamente il voltastomaco
arriva così dal niente
o dal tutto
manca la tua battuta
la tua bellissima risata
e il mio sentirmi sfottuta
capita
amata
maledetto amico perduto
lasciami spegnere il cuore
almeno per un pò
almeno fino a quando avrò i capelli bianchi
a quando non saprò nemmeno ricordarmi il mio nome
fino a quando le mani mi tremeranno così tanto che nemmeno proverò a stringere la tua fotografia tra le mani
(londra 23.5.2019)