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14/05/19

G.O.T. e P.A.T.



shakira e giovanni neve giocano a nascondino coi draghi tra le nuvole mentre l’altri combattono gli zombie
e penso a te
la battaglia è un mix tra la notte dei morti viventi il signore degli anelli e la storia infinita ma è così buio che non si capisce se sta morendo jon snow o sabrina salerno
e penso a te
la porca e potente strega rossa dopo circa una mezzoretta di massacri si decide ad appiccare il fuoco con le manine giunte intorno alla steccionata di legno
ma dico io: prima c’avevi da fà?
e penso a te
sansa e arya cercano di mettere in guardia jon snow da shakira ma
tira più un pelo di drago che un carro di buoi
e penso a te
lo sterminatore di re e la cavallona finiscono a fare bum bum e mi sembrano una coppia perfetta
e penso a te
arya scopre le chiappe e si fa il fabbro prima della lunga notte e chiamala scema
e penso a te
arya zitta zitta infilza il cattivone della notte (che è anche un bell’uomo a mio parere) co un coltellino da cucina
e penso a te
la strega rossa non perde occasione per spogliarsi e muore subito dopo (presumibilmente di freddo)
la riccetta perde la testa a causa di cersei e prima di farlo urla: dracaris
e penso a te
shakira di fronte all’esecuzione della riccetta è scioccata: il disgusto la rabbia l’odio e la vendetta sulla sua faccia mi ricorda la tua faccia quando ti ho baciato al liceo
e penso a te
suonano le campane e approdo del re si sta arrendendo ma shakira è fuori come un balcone e attacca lo stesso
e penso a te
sembrava una storia femminista con donne forti e determinate al potere ma:
nell’episodio 5 le due donne al potere si rivelano entrambe insensate e mosse da sentimenti e motivazioni non compatibili con l’autorità del trono di spade e aimè dovrà essere lo scialbetto jon snow (un uomo) a sedere sul trono e non una donna come ci si augurava!
e penso a te
tutti sti popoli pieni di armi cavalli draghi e acciaieria pesante ma ndo vanno senza il wi fi *
e penso a te
cersei e lo sterminatore di re muoiono abbracciandosi sotto il crollo della città rossa
e penso a te







(londra 14.5.2019)

07/05/19

ok: puoi chiamarmi puttana







è come se avessimo litigato
sai quelle liti che durano mesi quelle liti dove nessuno dei due alza il telefono o scrive


sai quando continui a rileggere ossessivamente le ultime chat su wazup e facebook
ma non fai mai la prima mossa
quelle liti dove abbiamo entrambi ragione
e torto
quelle liti dove si è finalmente detta la verità
ma la verità è venuta fuori male
molto male
ora stiamo incazzati l’uno con l’altro

nessuno ragiona
nessuno si scusa
nessuno ammette
nessuno è disposto ad accettare l’ombra
nessuno si ricorda chi è davvero l’altro

gli amici comuni manco ci provano a mettere pace stavolta
sarebbe tempo perso

sai quelle liti dove c’è sempre di mezzo un fidanzato
di solito mio
questa lite però sta durando più del solito
dico: è colpa tua
dici: è colpa mia

e così sono già passati quattro mesi e sette giorni
comincia a scocciarmi sto silenzio
la distanza

senti
ti dico la verità
mi manchi da morire
hai torto e ti sei comportato di merda
ma ti voglio un gran bene
ti voglio bene da quasi trent’anni
dai facciamo così
se ti fai vivo (…..)
ti perdono
se ti presenti alla mia porta
ti faccio l’aglio e olio
se mi abbracci ancora una volta
ti porto al mare
e ok: puoi chiamarmi (grandissima) puttana




(london 7.5.2019)

19/04/19

#machevvoi






la notte di cui parlavi tanto
ecco che sorprende anche me
ma io non l’aspetto
io l’osservo come osservo un raggio di sole
osservo la bimba zingara che a 6 anni impara ‘petto dito mano’ in cinque minuti
quando tutti i miei allievi inglesi non arrivano manco a ‘dito’ alla fine dell’half term
osservo mia zia che mi guarda con occhi come fosse sempre l’ultima volta
osservo la tua morte stronza

la notte di cui scrivevi pubblicamente
la notte che non era altro che la fine
e io daje a mette like ai tuoi pensieri poetici e in verità rovinosi
che sciocca
mi cullavo nell’idea che tu stessi meglio
che la poesia
come l’arte
ti curasse
come la musica ha curato me
la puttana
come il teatro ha curato lei
la sciacciasassi
mai in vita mi sbagliai come stavolta
tu eri serio
non ce la facevi più
preparavi un piano d’uscita dall’angoscia
passo da via genova
guardo in su
il cuore strigne a tal punto che temo un infarto

domani porto un fiore ad un sasso
è un sasso strano: ha sopra una tua foto con una scritta non scritta da te
non è facebook
è la realtà
non è la realtà
è l’assurdità della realtà
e la trovo insopportabile
la vita mia senza la vita tua







(20.4. 2019  roma)

12/04/19

mens sana in corpore sano




mens sana in corpore sano
questa è la mia opening line
voglio aiutare me a tornare in forma
te a liberarti del tuo malumore cronico
e soprattutto di Cinzia
il soprannome della tua pancia

-allora domani mattina alle 8.30 ti citofono e scendi
-alle 8.30!???! ma sei scema?
-si


8.30

citofono al campanello di via genova
una
due
tre volte
lo so che ci sei
rispondi o qui qualcuno si farà male

-chi è?
-stocazzo
-chi è?
-sergio scendi lo sai benissimo che sono io…
-plonto no signole è uscito non so quando tolnale
-ma scusi lei chi è!???
-io pilippino


8.30
giorno seguente
citofono

-chi è?
-sergio scendi non fare il cretino
-alessia?
-non t'inventare niente oggi che qui finisce male...
-no alessia non sai che è successo…
-oddio che?
-ieri… sono morto!!


giorno seguente mi risponde una rumena che fa le pulizie

il seguente ancora si dà malato con febbre da cavallo

mi faccio aprire da un vicino e salgo
lo trascino fuori
per tutto il tragitto da casa sua a villa borghese
io faccio jogging
lui mi bestemmia dietro a distanza di un metro
alcune sono dirette al creatore
molte più sono dirette a me
mi viene da ridere ma sono determinata ad allenarmi

sotto gli alberi secolari che portano alla piazza del belvedere di villa borghese
corriamo finalmente con lo stesso passo
ti ho urlato contro e mi hai raggiunto con uno slancio di un metro
hai l’aria stravolta ma non molli
mi stai odiando ma non molli
sei pallido ma non molli
mi vuoi bene e non mi molli
ti voglio bene e non ti mollo

mi fermo allo stremo delle forze (circa 8 minuti di jogging) e annuncio
-è l’ora delle addominali!!
-macchittesencula

e torniamo a casa insieme
sudati morti
stanchi fradici
insieme




(londra 12.4.19)

23/03/19

let him go

lasciatemi dormire
perchè lui esiste
ormai
soltanto nei sogni
indossa collane da nonna
maneggia siringhe
ride
saluta
non sa ancora quel che ha fatto
e va bene così





(londra, 20.3.19)

10/03/19

solfeggio cantato


 


ruga dopo ruga
noi invecchieremo
quasi nessuno dei nostri sogni avvverato
colpiti dal tuo gesto a metà del nostro cammino
causa e ottima scusa per il nostro fallimento e crollo
ecco noi qui
con i nostri acciacchi
famiglie
rogne
frustrazioni
che tu
genio del male
hai spazzato via in pochi secondi
hai brillantemente riordinato le priorità
insegnando a tutti cosa vuol dire
non dormire di notte
sai cosa penso?
nessuno ti conosceva veramente
colpa nostra?
no colpa tua
avremmo dovuto forse tessere una rete pronta a prendere al volo le tue fragilità?
forse
che amici siamo stati?
stronzi
diresti tu
tu
il più brillante nei commenti davanti a sanremo
il più portato sui tasti interraziali
il più cattivo e bravo ad arginare le mie infatuazioni
il più temuto per le nuove creazioni
l’unico che mi ha mai veramente insegnato
il solfeggio cantato


 (londra 10.3.19)

02/03/19

move!




una casa nuova
pacchi ovunque
una tastiera da montare
fotografie strappate alle vecchie pareti e piene di bluetack sul retro
sono straniera
di nuovo
la notte gentilmente bussa alla porta
ella canta love for sale
una veneta e due londinesi in cucina
alle prese con il guacamole
non sto male
non sto bene
non sto
il suono dolce della sua voce di velluto
mi fa il cuore piccolo
tu conoscevi e intonavi i suoi giri melodici con grazia e armonia
ecco che segue la straziata billie holiday
fine and mellow

dotata e infelice
amatissima da tutti ma abbandonata a e da sè stessa

il cuore mi diventa una noce

amavi ella
sfottevi billie
ma come ti permettevi?






(2.3.2019 londra)