
grazieadio sono donna
se fossi un uomo
sarei un eiaculatore precoce o un impotente
ansia ansia ansia
detesto gli esami
odio essere puntata scrutata scrutinata
rifuggo la competizione
evito la votazione
sei stata mai bocciata?
si chiederà il sensibile lettore
-mai-
ed il motivo di ciò non è riconducibile
come il sensibile lettore potrebbe azzardare
alla mia brillante intelligenza
ma alla mia (che tristezza)
caparbia diligenza
studio
studio
e ancora studio
le persone vanno alle feste
a ballare
rimorchiano
incontrano i tipi di tinder
stringono nuove amicizie
fanno sport o salsa
comprano costose scarpe
insomma si fanno una vita
io studio
gli incontri degli insegnanti con i miei genitori a scuola non finivano mica con il classicone:
-è portata ma non si applica
ma solo:
-si applica
7 novembre
esame di pianoforte jazz
3 livello
le gocce a sto giro non me le toglie nessuno
avoja la mia maestra a dire
-lavora sull’ansia oltre che sul solo-
come ci lavoro sull’ansia?
al massimo posso lavorare sul solo
e infatti giù a suonare notte e giorno
cerco disperatamente di far volare le mie dita
ma la mia mano destra sembra più abile sulla cucchiarella
che sui raffinati tasti bicolori
sento che ancora mi sfugge
mi sfugge la libertà
vorrei afferrare la libertà
ma non ho le mani per farlo
e poi si potrà davvero afferrare la libertà?
tuffarsi da uno scoglio molto alto
senza essere certi che l’acqua sottostante é profonda abbastanza
rimanendo in tonalità e contando le battute
ecco si
più o meno
questo somiglia a fare un solo
roba da perderci la testa
e se si è veramente qualcuno
la testa la perde chi ascolta
il jazz evita di continuo
evita di tornare a casa
e voi altri jazzisti come fate?
riuscite a ritrovare la strada di casa dopo i chilometrici soli?
purtroppo si
(londra 2.11.2016)

come un blues
come uno shuffle
come un blues shuffle
media velocità
non scatenato e nè troppo lento
un amore adatto alla mezza età
non turbolento e adolescente
nè stanco e troppo rilassato
no rave ma manco divano
dice l’amico mio che sa di pesto e di molto altro
-vorrei un amore che ti ami a prescindere-
a prescindere da che?
da tutto
che rimanga sempre invariato
potente e splendente
sempre
ah vuoi l’amore di una madre quindi
si
bene
generazione di single anzi zitelli
con la testa perennemente chinata all’ingiù
pompini?
no cellulari aimè
con le centinaia di app che li faranno scoppiare
i pompini?
no
i cellulari
un amore facile come quello shuffle che sento qui alla radio
il blues
ti accoglie e ti conforta come solo una gricia fatta bene può forse ancora fare
o come una puntata di sex & the city di sabato sera sotto al piumone mentre londra si sfonda di alcol
un amore a cui non chiedere niente e dargli tutto
uno spiraglio da cui respirare ogni tanto
giusto quel tanto ogni tanto
q.b.
vabbè ora mi metto a fumare un pò di blues
che non faccio un soldo di danno
ho ancora un pò di fiato in corpo
una manciata di note in borsa
latte in frigo
barattolo di pelati sulla mensola
e addosso i profumi delle cucine che mi hanno fatto diventare quella che sono oggi
è poco?
(london 26.10.2016)

c’era una volta una bionda principessa zit single e non giovanissima
era uscita con un serie di principi interessanti ma aimè non proprio azzurrissimi
un bel giorno ricevette un invito al matrimonio di una cugina lontana
matrimonio=cisisfonda
si illumina la leggiadra
ricordando un antico incantesimo a lei indirizzato
verrà il giorno in cui soddisferai il sofisticato palato ma sacrificherai qualcos’altro
ed ecco che arriva il gran giorno
la bella principessa
elegante e pallida
si reca verso il tavolo dove spicca il suo nome scritto in caratteri dorati
pochi convenevoli con gli altri commensali
il vino e il piattino degli aperitivi sono già stati spazzati via
non mangia da ieri
ha saltato ben tre pasti
ha voluto prepararsi lo stomaco per il gran pranzo
i piatti sul menu sono moderati e ricercati (si ma: da chi?)
2 primi
2 secondi
2 dolci
bene
inizino le danze
la principessa è una buona forchetta e ha una gran voglia di amar mangiare
leccarsi i baffi
alzarsi felice e gonfia
arriva finalmente il primo primo
-fusilli alla norma-
mmh ambiziosetto ma gli si dà fiducia
finiscono in meno di un minuto
la principessa azzanna la forchetta
le melanzane non hanno speranza
non sono state fritte invano
aspetta con brama il secondo primo
passano i minuti
la conversazione con il carismatico vicino è piacevole e fila liscia
il tizio è stato messo lì apposta dallo sposo per combinare
ma la mente della principessa è altrove
non fa che a pensare a lui:
- il secondo primo -
quando arriverà accidenti?
sono passati ben 12 minuti!
-linguine cozze vongole e fasolari-
ah eccolo finalmente!
esclama la principessa al cameriere con un pò troppo entusiasmo
tradendo la sua natura verace e godereccia
lo fa fuori (il piatto) in poco più di un minuto
stavolta il fascinoso sconosciuto le chiede di raccontargli di sè
dico io: ma proprio adesso!!??
il secondo primo è andato
si va per il primo secondo ora
-rosbif al vino con cipolle caramellate-
mentre il gentil commensale non smette di parlare del suo progetto architettonico rivoluzionario
la principessa cerca di avvistare con le infallibili narici scandinave l’eventuale profumo familiare
contando i minuti che la separano dal mettere bocca sul primo secondo
ma il tempo passa lento
il rosbif forse ci ha ripensato
la principessa comincia a smaniare
si comincia a sentire piena ma che strano…e si ricorda che solo poco fa era super pres affamata
le sta scendendo a poco a poco la catena
ma il rosbif può stupire
infatti eccolo arrivare da dietro senza avvisaglie nè profumi che lo precedano
ne assaggia solo una fetta e posa le posate nel piatto
e mentre il cortese gentiluomo le versa altro vino
la corteggia velatamente e con garbo
ma lei già sta pensando al prossimo
-gamberi saltati allo zenzero e funghi-
arriva finalmente il piatto
è bellissimo per carità
ma la bella non riesce nemmeno a fare un boccone
è delus strapiena
la fame pare svanita
troppa attesa
troppi intoppi
troppa aspettativa
arrivano i dessert
tiramisú alle fragoline di bosco e creme brulè alla fiamma
ma la bella principessa non ne può più
le attese non hanno rinforzato il suo sentim appetito
l’hanno spento
frustrata e delusa si rammenta dell’incantesimo che incombe su di lei
…verrà il giorno in cui soddisferai il sofisticato palato ma sacrificherai qualcos’altro…
perciò non resta che scusarsi fingendo un mal di testa
salutare
prendere la giacca
chiamare un uber la carrozza
farsi una tisana al finocchio prima di dormire
e aspettare che il giorno dopo l’appetito
presto o tardi
ritorni
..e visse per sempre felice e contorta
THE END
(london 26.10.2016)
banana
curcuma
latte di mandorle
spinaci
zenzero
broccolo
mirtilli
ghiaccio
frullo tutto e mando giù
mi assicuro con ciò
-forza
-bella pelle
-prevenzione
dirà il lettore attento e schifato: e il sapore?
a dir la verità mi piace parecchio l’intruglio
e non sono tipa che si accontenta
che si adatta
che dice una cosa per un’altra (almeno non coscientemente)
lo chiamano “smoothie”
un mix di frutta e verdura cruda con aggiunta di spezie e radici benefiche
unico difetto:
è una cosetta parecchio hypster*
(*nb: -se sei un hypster non sai di esserlo-
e non c’è modo che tu lo scopra mai dato che l’hypster frequenta unicamente altri hypster)
gli hypster hanno invaso molte città civilizzate
non ultima londra
non penultima roma
poverini loro non hanno colpa
ma oltre a non averne colpa non hanno nemmeno una personalità
e allora che si fa? nulla li si evita
per esempio ieri non ho potuto evitare del tutto
vado al concerto dei blue lab beats
un cooolissimo duo nu soul/jazz londinese
mi ritrovo a breve circondata da loro:
gli hypster londinesi
barbe perfette su maschi tatuati a modino
look anti-stupro per le deliziose ragazzette di dalston
il duo spacca:
bei suoni bella formazione bel look bella presenza scenica
unico neo
la loro hypsteria
o meglio ad onor del vero
uno dei due sembra più un disadattato
mentre l’altro è (seppur molto giovane)
aimè già un hypster (nero)
l’accoppiata però devo dire è abbastanza vincente
un’altra cosa hypster che da un pò mi ritrovo a fare si chiama harold & leslie
dopo la prigione e dopo il ponte The Cally sulla ridente via dove abito
harold & leslie è l’unico posto dove ti faresti un caffè senza avvertire la probabilità di venir accoltellato
è un delizioso barber shop
ma anche cafè
ma anche antiquario
il caffè sa di acqua di cicoria
ma la proprietaria e i camerieri sono simpatici
gli uomini del quartiere siedono su una panca aspettando il loro turno per barbe e capelli
mentre noi “giovani” beviamo impronunciabili
Mocha
Chai latte
Matcha latte
….
su cui naturalmente sorvolo per rispetto e decenza
oh no
……
è terribile
….
ho un timore.. non è che…
…
non è che forse..
…
che … anche io…
proprio io…
forse….
forse anche io…
sono una HYPSTER…..
oh NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Blue lab beats
Blue lab beats Music
(london 13.10.2016)
banana
curcuma
latte di mandorle
spinaci
zenzero
broccolo
mirtilli
ghiaccio
frullo tutto e mando giù
mi assicuro con ciò
-forza
-bella pelle
-prevenzione
dirà il lettore attento e schifato: e il sapore?
a dir la verità mi piace parecchio l’intruglio
e non sono tipa che si accontenta
che si adatta
che dice una cosa per un’altra (almeno non coscientemente)
lo chiamano “smoothie”
un mix di frutta e verdura cruda con aggiunta di spezie e radici benefiche
unico difetto:
è una cosetta parecchio hypster*
(*nb: -se sei un hypster non sai di esserlo-
e non c’è modo che tu lo scopra mai dato che l’hypster frequenta unicamente altri hypster)
gli hypster hanno invaso molte città civilizzate
non ultima londra
non penultima roma
poverini loro non hanno colpa
ma oltre a non averne colpa non hanno nemmeno una personalità
e allora che si fa? nulla li si evita
per esempio ieri non ho potuto evitare del tutto
vado al concerto dei blue lab beats
un cooolissimo duo nu soul/jazz londinese
mi ritrovo a breve circondata da loro:
gli hypster londinesi
barbe perfette su maschi tatuati a modino
look anti-stupro per le deliziose ragazzette di dalston
il duo spacca:
bei suoni bella formazione bel look bella presenza scenica
unico neo
la loro hypsteria
o meglio ad onor del vero
uno dei due sembra più un disadattato
mentre l’altro è (seppur molto giovane)
aimè già un hypster (nero)
l’accoppiata però devo dire è abbastanza vincente
un’altra cosa hypster che da un pò mi ritrovo a fare si chiama harold & leslie
dopo la prigione e dopo il ponte The Cally sulla ridente via dove abito
harold & leslie è l’unico posto dove ti faresti un caffè senza avvertire la probabilità di venir accoltellato
è un delizioso barber shop
ma anche cafè
ma anche antiquario
il caffè sa di acqua di cicoria
ma la proprietaria e i camerieri sono simpatici
gli uomini del quartiere siedono su una panca aspettando il loro turno per barbe e capelli
mentre noi “giovani” beviamo impronunciabili
Mocha
Chai latte
Matcha latte
….
su cui naturalmente sorvolo per rispetto e decenza
oh no
……
è terribile
….
ho un timore.. non è che…
…
non è che forse..
…
che … anche io…
proprio io…
forse….
forse anche io…
sono una HYPSTER…..
oh NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
(london 13.10.2016)
assordati dai suoni dei clacson
delle aspettative frustrate da artisti borghesi
delle macchinette del caffè dimenticate sul fuoco
del fallimento del matrimonio
del tradimento del migliore amico
del french mal riuscito
della multa in doppia fila
del tag su fb di una foto in cui siamo venuti di merda
della serata non pagata
del messaggio wazup visualizzato e mai risposto
dalle suonerie dei cellulari touch screen
dal fruscio dei nostri pensieri egomani
e ora silenzio
arriva lei
la fine
risucchia di botto i suoni assordanti con i suoi motori potenti
toglie il fiato a chi aveva ancora cose da dire e le lacrime a chi ancora cercava di cavar le spine
non una seconda possibilità nè una spiegazione
fortunato chi crede in dio
spacciato chi rifugge la religione
(roma 27.9.2016)
salgo alla fermata Piazza esedra
tu sali a Quirinale
ti dò un’occhiata
tu ricambi mi sembra
nun sei di zona nè conosci il mare
me pari un principe
e fin qui niente di male
all’altezza di piazza venezia
la calca ci spinge l’uno verso l’altro
arrossisco e guardo in basso
pregando che non mi venga un infarto
a Plebiscito stamo ancora appiccicati
dovrei scenne ma nun c’ho il coraggio
sogno i tuoi baci
mi fai: scende alla prossima?
azzardo: no se non scendi pure te
ridi e nun so se
tutto sto calore è l’afa del 64
o l’amore che sento per te
Corso vittorio emanuele
sfioro le dita tue
mi baci sul collo
ti prendo la mano
e non mi sembra per niente strano
Piazza della chiesa nuova
sale il controllore
tardi per evitare la multa
siamo già innamorati come due bambini
anzi no come un bambino e un’adulta
a Largo di santo spirito prometti: sarà per sempre
a Cavalleggeri ti prometto io: non indosserò mai le perle
a San pietro scegliamo i nomi dei bambini
chiarisco subito
voglio una femmina
non sopporto i soldatini
a Porta fabbrica sale una tua ex
dici ora è solo un’amica
è pallida e fredda come la morte
e io sento che è già finita
Largo sassia c’ho le lacrime agli occhi
mi fai: sei tanto buona
ma nun poi esse la madre dei miei marmocchi
tra san pietro e Largo sassia il sentimento mio è cambiato
-ammazza che zozzeria-
vorrei risponnne ma me manca er fiato
guardi fuori dal finestrino
io m’areggo forte forte al sedile
una pischella mi cede il posto
pensa tu come sò annata a finire
ecco che alla Stazione di san pietro
il tuo profumo di camicia da uomo e sigaretta
arriva come un ladro da dietro
mò ci dobbiamo proprio salutà
il 64 è arrivato al capolinea
tu te ne vai con sollievo e incoscienza
a me nun me resta manco la rima
(roma 27.9.2016)